Cose inaspettate

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Henry Spencer si svegliò ,come tutti i giorni, alle 5 del mattino per andare al lavoro. Non era un peso per lui svegliarsi così presto, lui amava il suo lavoro, e se svegliarsi così presto, avrebbe comportato l'arrivo in anticipo, era una cosa che doveva fare. Si alzò dal letto e rabbrividì per il freddo che c'era. Era una domenica di gennaio, quindi la temperatura sfiorava i gradi sotto lo zero. Dopo aver fatto una doccia e una colazione abbondante, Henry riandò in camera per salutare la moglie. Ancora dormiva. Rimase qualche minuto a guardarla, dopo di che si calò su di lei e le stampò un bacio nella  fronte.
'Ciao amore' le disse, dopodiché uscì da casa sua.
L'ospedale di S. Angels si trovava nella periferia della città, e quindi Henry doveva per forza prendere la macchina. Entrò dentro l'edificio e si diresse verso il suo ufficio, che si trovava all'ultimo piano. Nel tragitto fu salutato dai pochi infermieri che c'erano. Era ancora troppo presto. Ad un certo punto qualcuno gli sbarrò la strada, facendolo quasi inciampare.
'Dottore, menomale che è arrivato. Deve seguirmi subito, c'è una signora che chiede di lei' disse l'infermiera di fretta.
Henry rimase sorpreso. Erano li 5 e mezzo del mattino, cosa c'era di tanto urgente(?)
Seguì l'infermiera, che camminava con una certa fretta. Era bassina, portava i capelli 'alla maschietto' ed era magra. Osservandola bene Henry notò che aveva uno strano tatuaggio alla base del collo. Un numero. N'27 c'era scritto.
'Avrà qualche significato importante per lei.' Henry si sorprese a pensare ciò. Alla fine a lui cosa importava?
'Sarà nuova quest'infermiera, non l'ho mai vista'
Ad un certo punto l'infermiera si bloccò, si guardò a destra e sinistra con fare sinistro, poi entrò dentro una stanza. Henry la seguì.
'Perché siamo dentro lo scantinato? Quale paziente che ha così urgenza di vedermi, mi incontrerebbe in uno scantinato?' Si chiese dubbioso.
All'interno del piccolo sgabuzzino c'era una donna, girata di spalle. Era vestita da abito da sera, che lasciava la schiena e le gambe un po troppo scoperte, con i tacchi vertiginosi. Aveva una coda alta, che le lasciava scoperto il collo, dove c'era anche un tatuaggio con un numero, il numero era '1'.
'Che razza di storia è questa?' Si chiese
La donna si girò e...Il cuore di Henry perse un battito. Non vedeva Angelina Hathaway dalla fine del liceo. Adesso Angelina era cambiata. I lineamenti del viso erano più  marcati, le labbra più carnose e colorate da un rossetto rosso, si era fatta più alta e più formosa, e cosa che gli fece ancora più male ammettere a se stesso, molto più bella. Non che ai tempi del liceo Angelina non fosse stata bella, anzi, era la ragazza più bella e popolare del liceo. Il sogno di ogni ragazzo.
'Angels' sussurrò Henry
'Ciao Henry' disse pure lei in un sussurro.
'Co-cosa ci fai qui? Voglio dire..non ti vedo da...'
'Lasciamo i ricordi del passato ad un prossimo incontro, per favore. Sono qui perché devo chiederti un favore, un grosso favore.'
'Vuoi andare prima nel mio ufficio?'
'No, Henry, non ho molto tempo. Vado di fretta, ma prima c'è qualcuno che vorrei farti vedere. Entra Mike'
Henry non capiva cosa stessa succedendo. Ad un tratto da un porta laterale entrò un uomo con in braccio un bambino.
'Si chiama Rosalie' disse Angeline
Henry non aveva parole.
'È tua figlia?' Chiese, nervoso.
'Si'
'È- è molto bella'
Non sapeva perché, ma si sentì profondamente triste
'Henry, sono qui perché vorrei che tu facessi una cosa per me, ma capirò perfettamente se tu mi dirai di no'
Henry vide Angeline fare un respiro profondo.
'Vorrei che tenessi Rosalie con te. Che ti prendessi cura di lei, come se fosse tua figlia, finché...finché io non tornerò.'
Henry scoppiò a ridere, pensando che fosse uno scherzo, ma quando vide che il viso della donna era serio, si normalizzò
'Spero che tu stia scherzando, Angels. Non puoi scomparire così, senza darmi tue notizie e poi ritornare all'improvviso, dopo 7 anni, chiedendomi questo. Poi dimmi, dove devi andare che non puoi manco portare tua figlia?'
'Non posso dirtelo.'
'Non cambi mai, eh Angels?' disse lui, con un filo di sarcasmo.
'Ti prego Henry, so che mi sono comportata da egoista con te. So che non merito nemmeno una tua parola per come mi sono comportata, ma ti prego, Henry, è una questione molto importante. Di vita o di morte. E non posso mettere in mezzo Rosalie, lei è così piccola..' Disse lei, con una nota di affetto verso la figlia
'Ho una moglie, Angels. Una vita, un lavoro, che mi occupa più di mezza giornata. Come posso tenere questa bambina? Come lo spiego a mia moglie?'
'Ohh' disse lei, non aspettandoselo. 'Allora capisco. Ciao Henry'
'Aspetta Angeline. Va bene, va bene. Io terrò..la bambina'
Che cosa sto facendo?' Si chiese Henry
'Davvero Henry?'
'Si, io la terrò con me' disse lui più sicuro
'Henry, non sai quanto questo mi faccia felice. Mi raccomando, lei non deve sapere niente di tutto questo. Tienila nascosta il più possibile, e non fidarti mai di nessuno. Ti prego, è molto importante'
'Tu dove andrai?'
'Non lo so, lontano, il più possibile'
'Tornerai?'
Angeline si fermò a guardarlo intensamente ed Henry senti i battiti del suo cuore accelerare.
'Spero di si, Henry'
'Mi racconterai mai quello che sta succedendo?'
Angeline Hathway si girò verso di lui, lanciandogli un'ultima occhiata intensa
'Presto' disse, dopo di che scomparve dietro la porta, lasciando Henry Spencer, solo, con la bambina.

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⏰ Last updated: Dec 06, 2020 ⏰

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