Caro diario,
La scuola. È proprio questa la parola chiave. Per le persone normali questo periodo della vita è una passeggiata. Dicono che basta studiare e prendere 8 o 9, ma non accontentandosi cercano il 10. Per me non è mai stato così e non lo sarà mai. Fin dalle elementari non leggevo,facevo fatica a scrivere, anche una sola parola come il mio nome. Vedevo tutti i miei compagni che secondo loro leggere " contemporaneamente" era una cosa normalissima, ma come ingannarli, a loro bastava leggere,mettere in ordine tutte le lettere e specialmente pronunciarle in quel modo. Facevano da soli i lacci delle scarpe, per non parlare del calcolo a mente: sembrava per loro come respirare o far battere il proprio cuore. Io ero lá seduta in ultimo banco, in fondo, nell' angolino a provare e riprovare una operazione da un tempo per me infinito. L' ora di matematica non era niente a confronto di quella di ialiano. La maestra mi chiamava per leggere e io iniziavo che già i miei compagni si mettevano a sghignazzare davanti e di fianco a me . Perché?! Non lo sapevo. Mo sentivo osservata, derisa da tutti, soprattutto dalla maestra, che continuava a gridarmi di leggere. Mi ricordo bene quei momenti di imbarazzo e soprattutto di rabbia verso me stessa. Volevo che mi inghiottisse la terra, per l' orrore che avevo verso di me, ancora adesso. Segni rossi nei quaderni, libri... la mia vita era piena di rosso, anche io sono ed ero un segno rosso, uno sbaglio del mondo. Mi risuona ancora nella mente i pianti di mia madre, quando ritornava fuori dalla stanza delle maestre, dopo aver parlato con quella di italiano. La prima cosa che osservavo quando la rivedevo erano gli occhi. Essi erano pieni di lacrime. Era stanca, dopo aver sentito che ero uno sbaglio del mondo. La sua voce era roca. Nessuno mi sosteneva, non dico per i compiti, ma per via di questo problema, tranne lei che provava ad aiutarmi come poteva. Grazie a lei sono migliorata e per lei. Non voglio più vederla con le lacrime per colpa mia e nella sua mente ancora le grida delle insegnanti. Non mi sono mai sentita una persona normale, avevo sempre qualcosa in più e finalmente l' ho scoperto: la DANZA. Mi fa sfogare e non mi fa sentire inferiore a nessuno,perché le mie compagne e l' insegnante mi sostengono. Senza la danza non posso immaginare cosa sarei. Notte diario, come hai capito le elementari sono stati gli anni più brutti della mia vita e per fortuna che c'erano i miei genitori a sostenermi se no io adesso non saprei la mia strada e il mio ostacolo: la DISLESSIA.
Spero che vi piaccia questa piccola storia...in realtà è più una biografia perché sono proprio io lo sbaglio nel mondo che si nomina😜❤️
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Diario Di Una Persona Speciale
ContoNon sempre il problema di una persona non fa realizzare i suoi sogni. Anzi...
