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16.30.

Una base musicale che mi sembra di riconoscere si diffonde nella nostra sala sovrapponendosi alle note del pianoforte, che sta intonando la dolce melodia della Bella Addormentata. Appena sento le prime parole del testo, non posso fare a meno di non riconoscerla. E' Give it up to me. L' adoro.

La canzone proviene dalla sala accanto, dove è appena iniziata la lezione di hip hop.  A quanto pare tutti gli altri compagni dopo aver esitato per qualche secondo, continuano ad eseguire la loro serie di piroette, non curanti della musica di sottofondo. 

Purtroppo le due sale da ballo sono separate da una solida vetrata,  che lascia intravedere delle sagome muoversi a ritmo di musica. 

"Charlotteeeeee" 

No. Ci risiamo. 

"Signorina, se non ha voglia di fare lezione, la porta è quella" dice infastidita Mrs. Smith indicando la porta. Sento delle risatine che provengono dalla mia destra. Mi volto per confermare ciò che sospettavo. Alexandra. Appena incrocio il suo sguardo, mi squadra dalla testa ai piedi. Mi fa salire su il nervoso quando fa così e lei lo sa benissimo.

"Mi scusi Mrs. Smith, non succederà più" mi scuso rigirandomi dalla sua parte. 

Merda. Per l'ennesima volta mi sono lasciata distrarre dai miei pensieri. Ultimamente mi capita spesso e non riesco a capirne il perché, anzi, dovrei fare proprio l'opposto, ovvero mantenere i piedi saldi per terra, perché fra un mese, ho l'audizione alla Joffrey Ballet School ed è da una vita che aspetto questo momento.

Se dovesse andare male, il mio grande sogno si infrangerebbe e anni di sacrifici e impegni non sarebbero serviti a nulla. 

Ricordo ancora come se fosse ieri, quella sera di dodici anni fa,quando feci la mia prima comparsa su un palcoscenico. Era il mio primo saggio e avevo solo cinque anni. Ero terrorizzata solo all'idea di dovermi  esibire in un teatro gremito di gente.

Mia mamma rimase in camerino con me fino a pochi secondi prima della mia esibizione. Ricordo che dovette staccarmi dalla sua gamba con la forza. Una volta salita sul palco però provai una strana sensazione, la stessa che mi ha spinto a continuare a fare danza classica fino adesso. 

"Ragazze la lezione è finita, potete andare" dice Mrs. Smith. 

Non mi ero neanche accorta che fossero già le 17.00. Purtroppo le ore che passo in questa sala volano così in fretta, che appena varcata la soglia a fine lezione,già non vedo l'ora di ritornarci il giorno dopo.

Filo in spogliatoio a togliermi le punte. I piedi iniziano ad urlare di gioia appena si liberano dalle scarpette e devo dire che è una sensazione fantastica, così liberatoria. 

"Stanca?" chiede Mary sedendosi accanto a me. 

Mary è la mia migliore amica. Ricordo ancora il nostro primo incontro. Era la mia prima lezione di danza e lei vedendomi un po' spaesata, si avvicinò per dirmi che sarebbe andato tutto bene. E' stata la mia salvezza e da quel giorno in poi non ci staccammo più l'una dall'altra. Se non ci fosse stata lei nei momenti più difficili, probabilmente avrei già mollato tutto.

"Terra chiama Charlotte" esclama Mary non sentendo una mia risposta. 

"Cosa?" le chiedo non capendo che cosa stesse succedendo.

"Ti ho solo chiesto se sei stanca, ma evidentemente hai la testa sulle sulle nuvole" dice lei pronunciando le ultime parole imitando la voce di Mrs. Smith. 

Non posso fare a meno di non scoppiare a ridere e Mary fa lo stesso. Ma si interrompe subito. Mi giro avendo paura che Mrs. Smith ci possa aver sentito, però vedo solamente Alexandra e Allison concentrate più che mai nella loro discussione. 

No. Anche oggi mi toccherà ascoltare le loro stupidissime conversazioni o i loro commenti sui ragazzi che fanno hip hop nella sala accanto. 

Mi rialzo dalla panchina, prendo l'accappatoio e lo shampoo e mi dirigo verso le docce, cercando di evitare i loro sguardi puntati su di me quando passo accanto a loro.

Mary è dietro di me intenta a fare la stessa cosa. Mi infilo sotto la doccia e sento l'acqua calda scorrermi su tutto il corpo, alleviando un po' la stanchezza. Una volta uscita dalla doccia, Mary si avvicina e mi fa "Io non le sopporto proprio più. Pensa che, da domani in poi, saremo costrette a trovarcele a girovagare per i corridoi della scuola e ovviamente tutti quanti  avranno gli occhi puntati su loro due"

"Non posso ancora crederci che da domani inizia la scuola" le dico ripensando all'estate appena trascorsa. 

"Ricordati che alla prima ora ci sarà il discorso del nuovo preside"dice Mary emozionata per il "Grande ritorno".

"Sono curiosa di sapere che tipo sarà" dico facendomi ritornare in mente Mr. Green che è dovuto andare in pensione. 

Una volta rivestite rientriamo negli spogliatoi e approfittando della mancanza di Alexandra e di Allison, risistemiamo le nostre cose. "Pronta?" chiedo a Mary. Fa si con la testa. Prendiamo i nostri borsoni e ci avviamo alla porta. 

"Charlotte" sento chiamare il mio nome e mi giro per sapere che cosa abbia da dire questa volta.

"Cerca di non dimenticarti i pantaloni a casa domani, va bene?" dice Alexandra con un ghigno in faccia. 

Stronza. Mi sembrava strano che oggi non mi avesse dato il tormento. 

"Andiamocene" dico a Mary prendendola per il polso e cercando di ignorare le parole di Alexandra.

Dopo esser uscite un'arietta fresca accarezza il mio volto, facendomi venire la pelle d'oca. Questa sera fa particolarmente freschetto, nonostante il fatto che New York a settembre sia ancora molto calda.

"Allora ci vediamo domani davanti a scuola alle 7.50?" chiede Mary, sapendo già che non mi presenterò prima delle 8.00

Annuisco e vado ad abbracciarla. 

Il mio appartamento che dista solo dieci isolati dalla scuola di danza, risiede in uno degli edifici più imponenti di tutta Manhattan. Questa sera volendo  godermi l'ultima serata di libertà, decido di fare il tragitto a piedi però, molto spesso lo faccio in metropolitana per non perdere molto tempo. 

"Sono a casa" dico richiudendo la porta dietro di me. Filo dritta in camera perchè non ho particolarmente fame, vado a sistemare  le ultime cose e decido di preparare già i vestiti da mettere domani, almeno per sembrare decente il primo giorno di scuola.

Dopo aver finito, mi butto esausta sul letto pensando alle nuove avventure alle quali andrò incontro in questo nuovo anno scolastico. 


Time to danceWhere stories live. Discover now