Chapter 1

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*bzz bzz*

"Pronto?"
"Ti passo a prendere fra 10 minuti. Mettiti il vestito più carino che hai, un paio di tacchi e prendi una borsetta abbinata. Anzi no, lascia perdere la borsetta, non ne avrai bisogno. Al trucco ci penso io, lo sai benissimo. Ah! e portati il pigiama, stasera dormi da me."
"Ciao McKenzie, è un piacere sentirti! Come stai? Anche io sto benissimo! E no, non stavo dormendo in questo preciso istante, ma si certo, usciamo." dico con il tono più sarcastico che trovo in me stessa dopo 7 ore consecutive di lavoro.
"Sapevi benissimo che ti avrei chiamata, e sai benissimo che non puoi evitare la festa. E' la prima festa dell'anno, la prima festa del PRIMO anno, è fondamentale. Se vuoi che qualcuno ti noti DEVI andarci! E poi ci saranno tutti i presidenti delle società più importanti all'interno del campus, quindi non possiamo assolutamente mancare!" mi urla lei nell'orecchio, senza preoccuparsi del fatto che io potessi sentirla benissimo anche quando parlava con un tono di voce accettabile. Lei e la sua stupida fissa per questa festa. Va bene, lo capisco, la prima festa del nostro primo anno di università, ma a me non interessa! Ho lavorato tutto il giorno e l'unica cosa che desidero più di dormire in questo momento è un massaggio ai piedi, ma a quanto pare non potrò avere ne l'una ne l'altra cosa.
"Dai Kenzie, lasciami perdere, ho lavorato tutto il giorno, ho bisogno di dormire. E poi lo sai che a me le feste non piacciono! Non mi piace la gente ubriaca, ne la musica che c'è. E sappiamo entrambe quello che succede se inizio a bere, quindi stasera passo, ma grazie per l'invito." le dico sbiascicando attraverso la nube di sonno che mi sta annebbiando nuovamente il cervello
"AVERY GRAINNE MAISIE HENNING " sento dire con tono stentoreo appena prima di cadere nell'oblio. Ogni cellula del mio corpo gela, mi si ferma il respiro e credo che anche il mio cuore smetta di battere. Spalanco gli occhi e mi metto a sedere avendo brevi scosse lungo la schiena. So quello che sta per succedere e inizio a sudare freddo. McKenzie non mi chiama mai con il mio vero nome se non quando si sta seriamente arrabbiando con me, e quando questo succede per me è la fine. Della serie che inizia a farmi discorsi chilometrici sul fatto che io abbia quasi 20 anni e che debba divertirmi perchè non avrò più tempo dopo, sul fatto che lei, essendo la mia migliore amica ha l'obbligo morale di assicurarsi che io lo faccia e mille altre cose inutili, che però vanno avanti per circa tre ore e mezza e che mi fanno uscire di testa. E visto che stasera non ho la minima intenzione di sorbirmi tutte ste cose, decido che andare alla festa non sarà poi così male, magari mi divertirò anche.
Prima che lei sia capace di dire qualsiasi cosa la interrompo in maniera frenetica, iniziando a uscire dal mio pigiama e a cercare qualcosa da mettermi.
"Vestito carino hai detto, giusto? E niente borsetta. Roger. Posso però chiederti una concessione sui tacchi? Ho veramente male ai piedi." Le dico in maniera veloce mettendomi addosso un tubino nero con uno spacco lungo la schiena e cercando un paio di scarpe basse che si abbinino.
"Permesso accordato." risponde lei dall'altra parte del telefono in modo secco, prima di accedere la macchina e mettere il vivavoce. " Vedi di essere pronta per quando arrivo davanti a casa tua."
" Si capo." rispondo io in modo gentile, mentre mi allaccio le scarpe " ma sappi che mi devi un favore per questo."
" Lo so benissimo e ti adoro per quello che stai facendo! Sai benissimo che senza di te non potrei sopravvivere. Ah, e per la cronaca sono sotto casa tua." dice lei, e nella sua voce riconosco il sorriso che le si sta allargando sul volto. Ci vuole così poco per renderla felice, e alla fine a me non importa così tanto di non andare a dormire. Voglio dire, il primo anno di università è iniziato da meno di 3 settimane e questa è forse la prima vera festa a cui vado. Forse mi divertirò, incontrerò nuove persone e farò nuove amicizie.

Credo di non essermi mai sbagliata così tanto in vita mia.

Salgo in macchina velocemente e le do un bacio sulla guancia. E' bellissima, in un abito chiaro che si abbina perfettamente alle sue forme e che le mette in risalto gli occhi. Lei si gira verso di me con la borsetta del trucco già pronta e inizia a tirare fuori prodotti con nomi strani e con altrettanti strani odori e poi mi fissa.
"Sai cosa? Stasera hai il permesso di decidere il trucco" sorride in modo malizioso.
"Fermi tutti!" la fisso, spalancando gli occhi e lasciando cadere la mia mandibola in modo teatrale "McKenzie, mi stai dicendo che posso scegliere come truccarmi, e tu non interverrai minimamente e mi farai uscire da questa macchina come lo decido io?" sogghigno malignamente al solo pensiero.
"No, non ti sto dicendo questo. Ti sto dicendo che tu scegli cosa IO ti metto sulla faccia, in maniera artistica e per farti diventare una figa paurosa" risponde lei, con aria saputa e un sorriso sarcastico stampato in faccia.
"Mi sembrava troppo bello per essere vero" borbotto io.
Alla fine decidiamo per un trucco semplice: una riga di eyeliner e un pò di mascara per far risaltare gli occhi, e una matita chiara e leggera per definire i contorni delle labbra. Niente di fastidioso e eccessivo, ma comunque bello ed elegante.
Quando ha finito di mettere i trucchi nella borsetta e ha riposto tutto sui sedili posteriori, McKenzie accende la macchina e finalmente partiamo per questa benedetta festa.
"Piano della serata?" chiedo in maniera preventiva.
"Parlare con più studenti possibile, ubriacarci e trovare qualcuno da poi lasciare a bocca asciutta." risponde lei facendo un check mentale della lista che si è perparata.
"Kenzie, chiedo solo, perchè lasciare qualcuno a bocca asciutta?" domando, inclinando la testa di lato, per sottolineare la mia perplessità.
"Perchè se vai a letto con qualcuno alla prima festa è un male, tutti inizieranno a pensare che sei una facile e quindi inizieranno a provarci tutti con te, e sarai più un tic su una lista che una ragazza da conquistare, alla fine dell'anno." mi spiega lei in stile super quark, come se quello che mi sta dicendo sia provato da fatti indiscutibili.

AveryWhere stories live. Discover now