Il peso sul petto non se ne va, prendo un altra boccata dalla sigaretta per rilassarmi. Seduto alla fermata del tram 12 guardo lo schermo. 7 minuti, rido tra me e me ripensando alla scena di Benigni ne La vita è bella. Appoggiati ad un palo un paio di ragazzetti, zaino in spalla, piercing sul labbro e un atteggiamento che promette di farli lavorare come pusher nello schifo di periferia a cui vivo. Calco meglio il cappuccio sulla testa. La sigaretta si consuma tra le mie dita. 5 minuti. Il borsone che mi porto appresso è nero, logoro e pesante, lo sistemo meglio ai miei piedi. 4 minuti. Con la punta della lingua comincio a stuzzicare un taglietto sul lato interno della gengiva. Il gusto metallico del sangue mi pizzica la lingua e si mischia al gusto del tabacco. Una vecchia raggiunge la fermata, con la mano destra trascina uno di qui carrelli per la spesa, porta con se un odore di canfora e profumo dozzinale da discount che attacca in gola. Un misto di sangue tabacco e profumo scadente, quale sapore migliore per questo mattino. 3 minuti. Sento come un pugno che lentamente ed inesorabilmente preme sul mio petto. Mi alzo, mi sistemo la sacca sulle spalle,cammino lentamente per la banchina, la vecchia signora prende il mio posto mormorando un grazie. La ignoro,non mi sono mosso per lei e non l'avevo nemmeno calcolata, affondo la faccia nella sciarpa coprendomi fino al naso. 1 minuto. I due futuri tossici stanno usando le casse del cellulare per sentire qualcuno che reppa su una base dubstep. La musica è importante per indirizzare la propria giornata, e la loro musica la indirizza proprio verso un baratro di merda. Impreco a mezza voce un imprecazione: " falliti del cazzo" . Otto i mozziconi che ho lasciato a terra, i polmoni ancora compressi da questa forza intangibile . Il 12 arriva.
