Era una fredda giornata d' Ottobre e il ventiduenne Matthew Saife, era sul letto della sua grande stanza, quest'ultima piena di scaffali contenenti libri di ogni genere, una grande scrivania con sopra dei grandi manuali di medicina e sparsi un po' in giro c'erano vari premi da primo classificato di concorsi scientifici.
Insomma, come si poteva immaginare, Matthew non era un ragazzo perditempo e fannullone, ma al contrario, pieno di ammirazioni e riconoscimenti da parte dei suoi conoscenti.
Il suo aspetto non era quello del classico secchione che rappresentavano sempre i film e i vecchi stereotipi, ma era quello di un ragazzo molto alto e slanciato, con un corpo sportivo e allenato (di fatti quando Matthew non studiava passava delle ore in palestra), capelli lisci con un castano scuro e degli occhi limpidi e puliti con un colore che andava sul verde, il tutto con un viso molto fine.
Studiava al terzo anno di università, con l'obbiettivo finale di potersi laureare in medicina e finalmente seguire le orme del padre.
Fuori dalla scuola era altrettanto un ragazzo molto bravo e ben visto, voluto da tutti.
Matthew dopo qualche ora di lettura di uno dei suoi libri preferiti, ripose quest'ultimo nello scaffale e si alzò dal letto stiracchiandosi pigramente andando poi verso la cucina passando per il freddo corridoio pieno di porte dell'enorme dimora.
Arrivato nella cucina iniziò a prepararsi una calda camomilla, la quale fu pronta pochi minuti dopo.
La sorseggiò per poi finirla e riporre la calda tazza vuota nel lavandino.
Ritornò in camera sua e cominciò a cambiarsi per poter uscire, quel pomeriggio all'università aveva il corso di disegno al quale Matthew piaceva molto e frequentava da tempo insieme a degli amici.
Si cambió con un caldo maglione, jeans e un grande cappotto molto comodo e caldo, utile soprattutto nelle giornate più fredde, prese l' ombrello nel dubbio della pioggia e uscito di casa si avviò verso l' università.
Per la strada tirava un vento gelido e non c' era un anima viva in giro, tranne qualche persona che si avventurava per spese in dei negozi lungo il grande viale, il cielo era cupo e nuvoloso come per presagire che potesse piovere da un momento all'altro.
Dopo una buona mezz'oretta abbondante Matthew arrivò davanti all'università.
Entrò dalla grande entrata principale e salutò come di consueto il vecchio portinaio per poi recarsi in aula al primo piano della struttura, arrivò davanti alla porta e bussò.
«AVANTI!» una voce stridula squillò da dentro la stanza, Matthew sapeva perfettamente chi era, così aprì la porta ed entrò,« Buongiorno!» disse allegro.
«Buongiorno signor Saife! Puntuale come al solito!» esclamò sorridendo l' anziana professoressa di arte.
«La ringrazio! Dove posso accomodarmi oggi?» chiese sorridendo Matthew.
La professoressa indicò un posto vuoto vicino al muro (il quale consisteva in uno sgabello e un tavolino dove su di esso c' era tutto il materiale per poter disegnare).
Matthew si tolse il giubbotto e si avviò verso il suo posto, aspettando pochi minuti entrarono i suoi amici.
Delle voci in particolare lo fecero voltare verso l' entrata, le voci in questione erano quella del suo migliore amico di sempre, Antony, un ragazzo della stessa età di Matthew il quale condivideva tanti interessi da sempre, si conobbero alle superiori come vicini di banco, i quali compagni in poco tempo divennero molto affiatati e inseparabili.
Antony si presentava come un ragazzo magro e sulla media altezza di un uomo adulto, con capelli lunghi e rasati su il lato sinistro con diversi piercing sull' orecchio della parte in questione, capelli biondo cenere e occhi azzurrini.
E l' altra voce era quella di una ragazza, Mindy.
Una ragazza che a detta di tutti era sempre serena e solare, con tanta gioia di vivere, risolveva sempre tutto col sorriso.
L' aspetto di Mindy era quello di una ragazza del liceo, con capelli mossi castani e occhi scuri, una bocca fine sempre rivolta in un sorriso, tratti del corpo molto femminili, le piaceva vestirsi con leggins e camicie con colori molto accesi e vivi.
Matthew la incontrò per la prima volta al primo anno di università...e da lì se ne innamorò perdutamente, le piaceva tutto di lei e quando poteva uscivano insieme, facendo lunghe passeggiate e passando tra i vari negozi e bar della città, ma Matthew ancora non confessò nulla del suo amore a Mindy.
«Bello capo!» disse Antony scherzoso a Matthew.
«Salve caro Antony!» disse Matthew.
«Salve Matt!» una voce morbida e soave si sentì dietro Antony.
Matthew si sporse dallo sgabello e vide Mindy.
Quel pomeriggio a differenza dei precedenti giorni fu molto tranquillo e Matthew stranamente era più impacciato del solito nel parlare, i suoi amici gli chiesero il motivo ma lui si inventò una scusa per non attirare troppo l' attenzione e non dire nulla.
Dopo il corso, tornò a casa, e tutto infreddolito si tolse un giubbotto per poi mettersi sul divano davanti alla stufa a leggere uno dei suoi libri preferiti, questo libro Matthew l' aveva già letto molteplici volte ma a lui piaceva, era fatto così.
Questo libro parlava ed illustrava, delle varie creature dei miti di tutto il mondo, l' alone di mistero e la curiosità lo spingevano ore e ore a rinchiudersi in quel mondo fantastico...un mondo che lui non aveva mai avuto.
Sin da piccolo Matthew é stato destinato a seguire le orme del padre, anche se lui come idea personale ha sempre voluto fare il pittore, imponendosi alle volte anche violentemente al padre. Ma il padre di Matthew non é mai stato abituato a perdere e quindi se non poteva raggiungere il suo obbiettivo con le buone...lo avrebbe raggiunto con altri mezzi.
Matthew alle volte subiva vere e proprie percosse da parte del padre, che in quanto genitore ha "plasmato" piano piano suo figlio a proprio piacimento facendolo sempre studiare e a fargli vedere il suo lavoro sempre come un opportunità di vita e bontà verso gli altri, diceva che con la chirurgia si aiutava gli altri a farli essere davvero se stessi. A quelle parole il piccolo Matthew ha iniziato a crederci veramente nel tempo, iniziò a studiare, prendere sempre buoni voti e lodi dai professori (ignari di tutta la sua infanzia).
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UNICORNI
HorrorSapete, con la lettura non è sempre facile dare emozioni vere e significative a chi sta leggendo, spero che questo piccolo brano aggiornato vi possa trasmettere qualcosa. GRAZIE E BUONA VISIONE! (Data originale pubblicazione storia: 01/12/16)
