CAPITOLO 1 -INTRODUZIONE-

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Mancavano tre giorni a Natale e cinque amiche avevano deciso di passare la giornata immerse nella natura. Erano anni che prima della Vigilia di Natale facevano una scampagnata in montagna, aspettavano quel momento con ansia da tutto l'anno e perciò avevano organizzato un itinerario molto dettagliato per passare tutto il giorno insieme condividendo la loro passione per la montagna.

Era una giornata bellissima e limpida, preparati i panini, le ragazze partirono per la scampagnata. Erano felicissime di passare del tempo assieme, ridevano e scherzavano senza sentire la fatica.

Dopo pranzo stavano affrontando l'ultimo tratto del percorso quando il cielo si rannuvolò all'improvviso e si alzò un vento gelido che con le sue raffiche violente sollevava la neve e piegava gli alberi.

Emily, la più minuta tra le cinque amiche, esclamò spaventata: "Ragazze ho paura! Torniamo indietro vi prego!". Le altre nel panico quanto lei, annuirono dicendo: "Si dobbiamo tornare indietro!". L'unica fu Madison che essendo in grado di rimanere lucida sotto pressione e dunque vedendo gli eventi in modo più oggettivo, disse: "No, abbiamo fatto troppa strada, non riusciremo mai a tornare indietro, troviamo un riparo e aspettiamo che passi questo vento".

Le amiche quindi riparatesi momentaneamente sotto un albero cercarono con lo sguardo un riparo più sicuro. Iniziò a cadere una pioggia abbondante e i rami dell'albero non erano abbastanza fitti da essere sufficienti alle ragazze per ripararsi e infatti in pochi minuti furono bagnate fradice.
Le foglie e i rami spezzati volteggiavano vorticosamente spinti dall'aria gelida e colpivano le ragazze che stavano urlando spaventate, ognuna di loro continuava a ripetere frasi come :"dobbiamo andarcene!" , "non possiamo stare qui!", qualcuna non sapendo cosa fare iniziò ad urlare "aiuto! Aiuto!" sperando inutilmente che qualcuno le sentisse.
Il vento era diventato talmente forte da rendere difficile mantenere l'equilibrio. La pioggia era talmente fitta che le ragazze non riuscivano a vedere ad un palmo dal loro naso. Stavano vicine e si tenevano per mano tentando di farsi coraggio a vicenda ma erano spaventate come mai prima nella loro vita. Nella zona dove erano andate a fare l'escursione c'erano molti burroni e quindi non avevano il coraggio di muoversi perché non vedendo nulla sarebbero potute cadere dentro uno di essi. Neanche loro sapevano quanto tempo avevano passato ad urlare terrorizzate quando improvvisamente Katie inciampò sulla radice di un albero, scivolò dalle mani bagnate delle amiche e cadde a terra tra il pantano e sia per la paura sia per la disperazione essendo spaventatissima tirò un urlo fortissimo.

Le ragazze impaurite cominciarono a chiamare Katie, che piangendo si rialzò in piedi; in quel momento Madison, però, indicò urlando un punto davanti a sé : "Guardate! Si è accesa una luce, deve essere una casa, andiamo a vedere forza!".

Le ragazze sollevate annuirono, solo Ashley e Charlotte furono un po'indecise: "Ma non sappiamo chi ci abita, potrebbe essere pericoloso!".

"Non più pericoloso di stare qui" ribatté Madison.

Le cinque amiche s'incamminarono quindi verso la casa. Avvicinandosi notarono che più che una casa sembrava una baita in legno dall'aspetto abbastanza trascurato come se da qualche tempo non ci vivesse nessuno.

"Ma siete sicure? a me mette i brividi" disse Charlotte

"Anche a me ma stiamo congelando quindi direi di entrare, che dite?" rispose Madison guardando Emily battere i denti. Le ragazze annuirono anche se poco convinte. Arrivate davanti alla porta, Katie fattasi coraggio bussò. La porta si aprì cigolando, intimorite le ragazze entrarono.

Entrate si trovarono in un salottino, di quelli che sembrano usciti dalle fiabe; nel camino ardeva un fuocherello che espandeva un piacevole calore nell'ambiente, davanti al camino c'era un tavolino di legno con sopra un centrino, sopra questo c'erano una caraffa di latte fumante, dei bicchieri e un vassoio di biscotti fatti in casa, a giudicare dal profumo. Attorno al tavolino c'era un divano di pelle bianca che sembrava comodissimo, con dei cuscini ricamati sopra.

Le ragazze avanzarono timidamente, gocciolando sul pavimento in legno. Ashley chiese :" E' permesso? C'è nessuno?". Non ricevendo risposta Emily continuò: "La porta era aperta, ci siamo permesse di entrare, non vogliamo disturbare ma fuori c'è una bufera". Nuovamente nessuno rispose e il loro iniziale conforto per il caldo aspetto del salottino svanì. Katie con voce sorpresa esclamò: " Ehi ragazze guardate, sul tavolino ci sono cinque bicchieri, come facevano a sapere che siamo in cinque? Non si vede nulla fuori". Madison tagliando corto rispose :"Smettila con queste stupidaggini, ti stai facendo condizionare! Non sta succedendo nulla di strano o pericoloso." Charlotte però, non molto convinta, obbiettò:"Non so, è molto strano...veniamo in questo bosco da quando eravamo bambine, perché non abbiamo mai saputo nulla di questa baita sperduta e soprattutto di chi ci abita?". Ahsley , allora, rispose :" SI lo so in effetti è un po' strano, conosciamo tutti quelli del paese e dintorni, ma forse stiamo esagerando e per questa faccenda dei bicchieri magari in questa casa ci vive una famiglia di cinque persone!"

"Ehi ragazze ascoltate!" le interruppe Emily. Le altre si zittirono subito sentendo dei rumori provenire da una stanza vicina. Katie sussurrò:" Non siamo sole allora!". Le ragazze rimasero in silenzio ascoltando attentamente per riuscire a capire cosa causasse quel rumore.

Una porta alla loro sinistra si aprì improvvisamente facendole trasalire :"Ciao a tutte!" disse allegramente una ragazza apparsa sulla porta:"Sono estasiata dal fatto che vi troviate qui,è passato tanto tempo ormai dall'ultima volta che qualcuno è venuto a trovarmi!".

Le amiche si scambiarono rapide occhiate; la ragazza che aveva appena parlato sembrava avere qualche anno più di loro, aveva lunghi capelli corvini fermati da una cerchiello e annodati in una treccia che le cadeva scomposta su di una spalla, era piuttosto bassa, aveva gli occhi azzurri e le lentiggini. Indossava uno strano maglioncino rosa e dei jeans un po' consumati. La ragazza chiuse la porta, sia avvicinò con una stravagante andatura a saltelli e sedendosi sul divano esclamò :" Su, su non siate timide, sedetevi e servitevi." Le ragazze titubanti si avvicinarono e si sedettero sul divano stringendosi un po'. Ashley e Madison, le più intraprendenti si versarono il latte e cominciarono a mangiare, subito imitate dalle altre che in fondo stavano morendo di fame. Ad un certo punto la padrona di casa cacciò un urlo agghiacciante :"aaahh!"urlò, spaventando le ragazze, tanto che Emily quasi si strozzò con il latte: "Ho lasciato l' arrosto in pentola! Ah e che stupida!" continuò tirandosi una manata in fronte:" Io mi chiamo Melissa".

La Casa in MontagnaHistórias para pegar e não largar. Descubra agora