I Fantasmi del passato

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Dai, rossa formica del cazzo, fatti sotto! Ti vedo! Sei sulla punta del naso, non farmi diventare strabico. Ti sento, ora sei sul sopracciglio, ecco, sulla palpebra... ahi, mi hai morso, ma adesso ti affogo di lacrime.

Fatto!

Lo so, non ho speranza, questa volta è finita davvero, siete a migliaia, e non vi posso affogare tutte. Quanto ci metterò a morire? Non lo so. Sarà comunque troppo. Mi entrerete nel naso e poi diritte al cervello, oppure mi spolperete prima gli zigomi, poi, piano piano gli occhi e poi tutto il resto.

Quanto sopravvivrò cosi imprigionato, sepolto fino alle spalle nella terra? Maledetti guardiani, ce l'avevo quasi fatta. Non hanno, però violato il mio segreto, non hanno scoperto il tesoro. Lo credo bene: l'ho ben nascosto sotto i testicoli. Lo sapevo che lì non avrebbero di certo cercato.

Tutto iniziò circa un secolo fa. Me l'ha raccontato mio padre: quando, tra ex Unione Sovietica, Corea del Nord, Cina e Stati Uniti un fatale errore scatenò una guerra senza esclusione di colpi. Gli Stati Uniti, con il loro scudo stellare, furono i primi a colpire: una nuova generazione di bombe, distruggevano tutto e tutti, ma lasciavano la terra incontaminata. Sottovalutarono però il Nord Korea, non riuscirono a fermare i loro missili. Fu una catastrofe mondiale. Altro non sappiamo, da allora non esistono più comunicazioni.

La paranoia del mio bisnonno salvò la sua famiglia e quella di alcuni membri del villaggio, quelli vicino casa. Aveva costruito un rifugio sotterraneo ,qui, in Bulgaria, a Sokolitza, un paesino di poveri contadini. Un giorno però, finirono le provviste di cibo ed energia e furono costretti a tornare in superficie. Tutto era distrutto, anche gli oggetti di metallo. Ogni metallo era diventato come biscotto, si sbriciolava al tocco. Furono anni durissimi, anzi, da allora in poi sono stati sempre anni durissimi. Ogni essere vivente, ogni manufatto, ogni pianta commestibile erano stati annientati. Erano spariti dalla nostra valle ogni tipo di pianta commestibile, alberi compresi. Ricrebbe solo sterpaglia. Sopravvissero una specie di lucertola molto veloce, i topi -quelli non li distruggi mai- e una miriade di insetti fastidiosi. Proiettati senza un minimo di esperienza nell'età della pietra, tra gli umani sopravvissero solo i più forti.

Ahi, queste formiche incominciano a diventare troppo intraprendenti. Mi resta ormai poco tempo.

Ma, vuoi vedere che piove? Vedo dei nuvoloni carichi e neri arrivare veloci dal nord, portano sempre bufera, almeno non morirò di sete. Anzi, forse morirò affogato; magari... quest'avvallamento in cui mi ritrovo imprigionato mi sembra il letto di un torrente.

Bastardi, vigliacchi e assassini, hanno ucciso Alexus senza dargli nemmeno il tempo di battersi. Con me hanno giocato come i gatti con le lucertole, non si passano i confini del regno impunemente, i guardiani non lo possono permettere, con i loro occhi di vetro che guardano molto lontano e le canne del tuono sono invincibili. Solo di notte, senza la luna, puoi sperare di farcela, ed io e Alexus all'andata ce l'abbiamo fatta. Abbiamo aspettato quasi un mese nascosti , sepolti in mezzo ai rifiuti del "Regno"aspettando la luna nuova  prima di tornare indietro, ma è stato tutto inutile, la fortuna ti aiuta una volta sola. Già! I guardiani, sono come cani da caccia. Dalla nostra valle, i sopravvissuti alla grande catastrofe tentarono delle spedizioni oltre i Balcani per cercare cibo e soccorsi, non tornano mai più, al posto loro arrivarono i guardiani con le canne di tuono. Mio padre mi disse che quei bastoni che danno la morte da lontano una volta si chiamavano fucili. Anche tutti il libri andarono perduti e nel rifugio del mio bisnonno c'era solo una bibbia, Ora, molti di noi non sanno più leggere, a che serve? Molte parole sono andate perdute, dimenticate e non torneranno mai più, nemmeno loro.

Maledette, ma quante siete? No! No! Dai, non mi entrate nel naso... che fine del cazzo! Gli anziani mi avevano avvisato: "Tu sei troppo spericolato, troppa fantasia, finirai molto male". "Zitto e lavora", dicevano, "Accontentati di quello che abbiamo". Ma come puoi accontentarti di vivere di stenti, cibandoti di radici, lucertole e topi. Quando, prima della Grande catastrofe, in questa grande valle c'era di tutto. Mio padre, prima di morire, mi ha raccontato che c'erano persino gli alberi che portavano frutta, e tanta, tanta acqua, ed era ancora pulita.

Ma adesso, l'acqua arriva dal cielo. Messer satanasso, dovrai aspettarmi ancora un poco. Lo vedi? C'è un acquazzone, le formiche rosse resteranno a bocca asciutta e, se non mi prende un fulmine, dovrai aspettare anche tu.

Ho guadagnato altro tempo, e finché c'è vita c'è speranza. Ah, Se potessi tornare a casa, nessuno ci crederebbe. Zhana nemmeno, con il tesoro che ho fra le gambe. No! Non parlo di lui. Potremo cambiare la nostra vita; finalmente una vita migliore per i nostri figli.

Cazzo, si sono aperte le cataratte del cielo, cade pioggia come sotto una cascata. Formiche mie, andatevene davvero a fanculo!

I primi anni dopo la catastrofe non pioveva più, c'era sempre un cielo viola, e al tramonto il buio era veramente buio. Poi rincominciò a piovere, temporali tremendi che trasformavano tutto in acquitrino. Rispuntarono le prime piante, ma non erano commestibili. Solo le radici, se hai uno stomaco buono, si possono mangiare e sono molto nutrienti.

Cazzo, quanto piove. Va a finire che invece di essere mangiato vivo dalle formiche finisco affogato... meno male che sto in un tratto in discesa. Sento che la morsa della terra si sta allentando, l'acqua che s'infila nella terra secca e assetata l'ammorbidisce. Riesco a muovere un piede, anche le dita della mano. Perdio! Cosa è questo rombo che si avvicina? No?! E' l'acqua che scende della montagna. Mi è già in bocca, soffoco. Si sta portando via però, anche la terra. Dai, dai, dai! Maledizione, non respiro. Ho la bocca piena di acqua e terra, mi sto liberando, però. Oltre che a soffocarmi, l'acqua porta via la terra che mi imprigiona. Riesco a muovere le spalle, più le muovo e più la terra si solleva e viene portata via dalla corrente. Ce l'ho fatta. Un braccio è fuori. Presto, devo fare presto. Fra un po' arriverà la piena... e non avrò scampo. Ecco, ecco... fatto! Risalgo in fretta le sponde del torrente appena in tempo per vedere la piena far scomparire tutto. Sfinito, mi sdraio a terra, mentre la copiosa pioggia lava il mio corpo e le profonde ferite procurate dalle "carezze" dei guardiani durante l'interrogatorio.

NijemoWhere stories live. Discover now