Mi presento

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Ciao a tutti,mi chiamo Alessia Sky.
Ho 15 anni e sono di Milano.
Non vorrei perdere tempo a descrivermi,mi odio. L'unica cosa positiva è la corporatura,alta al punto giusto e magra....
Ho i capelli color nocciola lunghi fino al sedere e gli occhi azzurri.
Sono vittima di bullismo fisico e verbale da quando avevo 3 anni,sono autolesionista da quando avevo 11 anni,
Voglio cominciare raccontandovi TUTTA la mia storia,cominciando da quando sono nata....ecco a voi.

Sono nata il 15 settembre,giorno in cui solitamente comincia la scuola...
I miei genitori pensavano fossi un maschio e quando è nata una femmina ci sono rimasti malissimo.
In realtà nelle ecografie risultava solo un maschio ma alla nascita siamo nati io e un maschio,mio fratello Jim.
La mia cameretta non c'era,alla nascita non avevo vestiti,tutto a Jim,non erano pronti al mio arrivo.
Mi vestirono con vestiti di una bambina nata alla stanza difronte a quella di mia madre.
Mia madre,dai video che mi hanno mostrato,coccolava solo Jim.
Lei e papà volevano darmi in adozione ma c'era tipo un costo e loro addirittura preferivano abbandonarmi,proprio non mi volevano.
Mia nonna invece pensó che stando andando incontro alla vecchiaia,più in la avrebbe avuto bisogno di qualcuno...e così mi prese a casa sua.
Sono stata svezzata da mia nonna per l'appunto
I miei genitori non venivano mai da me...solo nelle festività,non mi reputavano loro figlia.
Fino ai miei 3 anni sono stata con mia nonna ma poi,i miei genitori,presi dai sensi di colpa mi portarono a vivere con loro...feci molta fatica ad ambientarmi.
Jim era il più amato.
Però ,io non avevo una mia camera,dormivo sul divano e i miei vestiti stavano nel armadio di mia madre e papà.
Mio padre mi voleva più bene  della mamma.
Ogni sera portava un regalo a Jim e delle volte anche a me,questa cosa era molto bella per me.
La mamma delle volte faceva foto e coccole anche a me e stava cominciando a chiedermi cosa volessi mangiare,mi acquistava più giochi e vestiti,ma non esagerando.
Sempre di più a Jim
Cominciavano ad accettarmi un pó forse.
Cominciò l'asilo.
Il primo giorno Jim subito fece amicizia.
Io no...non mi pensavano proprio.
Stavo sola soletta e delle volte Jim e i suoi amici mi tiravano i capelli buttandomi a terra e le femminucce mi alzavano le gonne o abbassavano i pantaloni per mettermi in imbarazzo,i miei genitori lo sapevano,anche le maestre.
Ma non agivano....
Al secondo anno di asilo arrivarono a graffiarmi sulle braccia con i giocattoli e mi gettavano le cose in faccia.
Al terzo anno mi prendevano a calci,spesso e volentieri nella pancia.
E gli insulti...quanto facevano male.
Io ero convinta di far schifo,di essere brutta.
Volevo uccidermi,alla sola età di 5 anni.
Un giorno,a scuola,tentai di buttarmi giù dalla scala antincendio ma la bidella mi prese a tempo,purtroppo.
Cominciarono le elementari,e le maestre,sapendo del mio tentato suicidio al asilo,mi trattavano malissimo.
I miei compagni mi deridevano e in 3ª elementare arrivarono a picchiarmi,anche loro.
Con schiaffi e pugni.
In 4ª non reggevo più e tentai di annegare nella piscina d'istituto ma il "bagnino" mi vide e mi portó fuori dal acqua.
Da lì mi chiamarono tutti pazza,schifosa,merda.
Piangevo spesso rimpiangendo di non esserci riuscita.
In 5ª mi cambiarono classe,e li c'erano compagni nuovi....
Mi reputavano "la pazza" e cominciarono ad insultarmi fortemente anche loro...a fine anno un ragazzo nelle prove finali per la recita mi diede un pugno nello stomaco...vomitai per ore.
Avevo il terrore delle medie,non ci volevo andare.
Mi gettai dalla finestra del 1º piano non molto alto di mia zia ma purtroppo me la cavai con 3 mesi in ospedale,ormai ero per tutti una pazza...un inutile essere.
Mia madre diceva che non voleva la mia responsabilità.
Mio padre mi ignorava.
Jim,era l'orgoglio della famiglia,tutti 10 a scuola,i compagni delle famiglie migliori,medaglie negli sport,educato...
E "normale"
Mia nonna lo adorava,mi picchiava molto spesso mia nonna.
Mi iscrissi a danza quando avevo 5 anni e praticavo ancora quello sport,anche li però mi insultavano,credevano fossi pazza...compreso il corso di recitazione.
Ma io continuavo.
Cominciarono le medie,mia madre mi iscrisse ad una scuola fuori città per cercare di farmi lasciare alle spalle tutto ciò(non fu così però...)
In prima media conobbi amici molto simpatici.
Non si conosceva nessuno tra noi.
Meglio.
Feci subito amicizia con una ragazza di nome Clara e la invitai da me.
Studiammo insieme e giocammo alle bambole.
Nella mia classe,e pian piano in tutta la scuola si sparse la voce che io fossi la "pazza suicida".
In classe i miei compagni mi deridevano ormai e le prof mi allontanavano da loro...
Clara mi credeva pazza e aveva paura potessi ucciderla
Ma scherziamo?!?!?
Rimasi sola.
Tentai nuovamente il suicidio pretendendo tutte le pasticche di mio nonno,ma purtroppo,una settimane in ospedale e me la cavai.
Mia madre mi tolse dalla scuola e mi fece avere un istruttrice privata e una psichiatra,appunto privata.
Jim in tutto ciò continuava a ripetermi come un chiodo fisso "pazza,muori."
Ero brava a "scuola" ottimi voti.
La psichiatra diceva che stavo così a causa di bullismo psicologico(oltre fisico) e che ero gravemente suicida.
Stavo male...
Girovagando per il web conobbi l'autolesionismo e mi dissi "ma perché farsi del male?!" Avevo solo 11 anni.
Poi mi guardai allo specchio
Scoppiai a piangere.
Pensai che magari avrei potuto trovare sollievo....mi tagliai con la lama del temperino.
Il sollievo e benessere interiore fu immediato.
Mi sentivo ancora più pazza.
Posai la lama e il temperino svitato nel astuccio e poi abbassai le maniche.
Distrutta.
Per tutto l'inverno continuavo a tagliarmi.
Ormai sapevo cosa fosse l'autolesionismo.
Ero autolesionista da un'anno tipo.
In estate coprivo i tagli sulle braccia con fondotinta e bracciali e sulle gambe con jeans lunghi e al mare col correttore senza tuffarmi.
Mio padre si era annoiato di me e un giorno mi buttó a mare.
I tagli bruciavano e il correttore stava andando via,volevo cogliere l'occasione per farla finita ma se non ci fossi riuscita avrebbero visto i miei tagli così uscì di nascosto dal acqua e corsi in bagno a riempirmi di correttore.
Mia madre sorrise pensando mi stessi divertendo e io ricambiai il sorriso,falsamente.
Il tempo passava.
Ed eccomi ai miei 12 anni,non festeggiai il compleanno come al solito,se ne ricordó solo mia nonna che mi diede €5
Wow.
Al compleanno di mio fratello,MEGA FESTA,500 INVITATI
RAGALI DA TUTTI
E LA NONNA GLI DIEDE €200 euro.
Bene.
Ai miei 12 anni continuavo con la "scuola privata" e la psichiatra non veniva più da me.
Io mi tagliavo ancora.
Non tentavo il suicidio per paura di sopravvivere e venire scoperta ai tagli che  avevo per tutto il corpo.
A 13 anni stessa storia,solo che tentai di buttarmi giù ma mia madre mi fermó in tempo,purtroppo.






Spazio autrice
Hi
Spero vi piaccia come primo capitolo,al prossimo capitolo!

Alessia~La ragazza autolesionistaStories to obsess over. Discover now