Capitolo 1

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<<Vale.>> sentii qualcuno scuotermi leggermente. In tutta risposta, affondai ancora di più la testa nel mio cuscino.
Borbottai.
<<Mamma... ti prego, non voglio andare a scuola.>> Lei rise, e si alzò dal mio letto.
<<Lo so, ma devi.>> detto questo, uscì dalla mia camera, non senza avermi prima detto di sbrigarmi.
Sbuffo.
Mi misi a sedere, e scricchiolai le dita delle mani e il collo. Era un'abitudine che avevo da tanto tempo. Di malavoglia, mi alzai dal letto, e aprii il mio armadio.
Altro sbuffo.
Che mi metto? pensai, sconsolata. Alla fine optai per un maglione largo e rosso, leggins neri e le mie adorate converse. Poggiai i vestiti sul letto, e andai verso la cucina della mia casa per fare colazione. Lì trovai mia madre e mia sorella che parlottavano tra loro di argomenti che non compresi. Forse parlavano di politica. Cose che, sinceramente, non mi interessavano. Così, mi sedetti, e feci colazione in silenzio, bevendo il mio cappuccino con i biscotti. Dopo circa cinque minuti, mi alzai, e mi diresse in bagno per prepararmi. Dieci minuti dopo, uscii, preparata, e andai in camera a prendere la giacca, lo zaino e il telefono. Accesi quest'ultimo: mi erano arrivati alcuni messaggi su whatsapp. Alcuni erano del gruppo della classe, ma li ignorai, invece un altro era della mia migliore amica Celeste. Aprii la chat.

Celeste: Buooongiornooo! Pronta per un nuovo giorno emozionante?

Io: Sempreee! Non vedo l'ora di entrare nel carceree

Misi il cellulare in tasca, e uscii di casa, salutando mia madre e mia sorella. Quando arrivai alla fermata, mi accorsi che non c'era la mia amica Sara, così, sospirando, mi sedetti sulla panchina, aspettando il pullman. Proprio in quel momento, mi arrivarono due messaggi. Uno era di Celeste, l'altro di Samuele, un mio amico che però frequentava una sezione diversa dalla mia. Io facevo la 3A, lui la 3B. Quando vidi il suo nome, sentii l'impulso di gridare, e il mio cuore cominciò a battermi all'impazzata. Lo sentivo martellare nel petto. Quasi senza respiro, aprii la chat con Samuele.

Samuele: Ehilà! Stiamo venendo a prenderti! *dice con un tono minaccioso e un coltello in mano*

Scoppiai a ridere.

Io: Scemo! Comunque fate presto. Sara non c'è, e mi sento solaa

Inviato il messaggio, risposi a Celeste.

Celeste: Ma dai, almeno abbiamo religione! Oh, a proposito, devi farmi copiare le espressioni di algebra , non sono riuscita a farne neanche una... okay, non avevo voglia di farne neanche una.

Alzai gli occhi al cielo.

Io: Sempre la solita

Celeste: Ehi, non è colpa mia se non ci capisco una cippa!

Io: Magari capiresti, se non fossi sempre così occupata ad osservare mio cugino

Celeste: Ma... Guido non c'entra nulla! Cosa vai a pensare?

Io: Mmmh, sicura?

Celeste: SÌ.

Io: Come vuoi!

"Messaggio da Samuele."
Sobbalzai, e aprii la nostra chat.

Samuele: Oh, non preoccuparti, cara donzella! Ti salverò io!

Risi ancora di più.

Io: Ma non eri un serial killer prima?

Samuele: C'è sempre una possibilità di cambiare u.u
Comunque, siamo arrivatii

Ed, effettivamente, vidi il pullman che si avvicinava alla fermata, dove mi trovavo io. Mi alzai in piedi, misi il telefono in tasca e lo zaino in spalla. Il pullman si fermò davanti a me. Entrai, salutando l'autista, e dirigendomi direttamente ai posti dietro, dove c'erano già Samuele, Guido, Cristiano, Gianluca e Matteo.
Come farò a sopravvivere senza un aiuto femminile? pensai.
Subito, Samuele mi fece l'occhiolino, sorridendomi. Io risposi un po' imbarazzata.
<<Salve, Valentina!>> mi salutarono gli altri.
<<Ciaaao!>>
Il viaggio proseguì tranquillo. Non mancarono le risate e le battaglie a "ce l'hai", che poi avremmo continuato nelle nostre rispettive classi con i nostri compagni. Guido si cimentava in un'imitazione azzeccatissima di Samuele, e io per poco non caddi dal sedile per le grosse risate e il mal di pancia. Samuele alzò il dito medio in sua direzione, borbottando un "Tanto poi mi vendico."
Arrivati davanti la scuola, uscimmo dal pullman, e aspettammo che la campanella suonasse, quando, all'improvviso, Samuele mi si avvicinò, e non feci in tempo a parlare, che lui cominciò a farmi il solletico. Le mie risate erano fortissime.
<<Oddio, Samuele, ti prego! Smettila!>> lo scongiurai, con le lacrime agli occhi. Lui rise, e, finalmente, mi lasciò.
Io mi voltai verso di lui, e feci per dargli uno schiaffo, ma lui mi prese il polso e mi fermò, con un sorrisetto.
<<Sei diventata violenta adesso?>>
Sorrisi divertita.
E i nostri occhi si incontrarono. Lui non abbassò lo sguardo. Io cercai di non farlo, ma sentivo che stavo andando a fuoco, per cui scansai la mia mano dalla sua, e la feci ricadere su un fianco, tenendo la testa bassa.
<<Samuele!>> esclamò qualcuno, forse Gianluca. Samuele si girò verso di lui.
<<Vieni, la professoressa si sta incazzando.>>
<<Arrivo.>> disse Samuele. Poi mi guardò di nuovo, e mi sorrise.
<<A dopo.>>
Restai imbambolata sul suo sorriso, poi però mi risvegliai dal mio stato di trans.
<<Oh, sì! A dopo.>> ci scambiammo un ultimo sorriso, e lui entrò a scuola. Sentii subito dopo che qualcuno si avventava su di me. Spaventata, mi voltai di scatto, anche se sapevo chi fosse.
<<Stronza! Mi hai fatto prendere un colpo!>> esclamai. Celeste rise.
<<Devi raccontarmi cosa avete fatto voi due! È un ordine!>> disse lei, prendendomi sotto braccio e, con un mio sospiro, cominciai a raccontarle, ed entrammo a scuola.

Confusion.Where stories live. Discover now