L'inizio di tutto...

107 10 1
                                        

≈Era una normalissima domenica di primavera quella che stava passando. Bastò chiudere gli occhi e lasciarsi cullare dai cinguettii degli uccellini che svolazzavano qua e la.
Louis, che era sdraiato sul letto, cadde in un sonno profondo... Era appena cominciato il suo sogno.≈

-Il sogno.

Il sedicenne sapeva quanto sarebbe stato doloroso svegliarsi da quel sogno un'ennesima volta.
Ma in questo sogno c'erano tutte le cose che nella sua vita provava rare volte: gioia, divertimento e libertà.
In quel determinato sogno stava bene.
Louis stava sognando l'affetto della sua ragazza, Chloe, tutte quelle coccole che non riceveva da tempo, i baci, gli abbracci, i morsi...
Nella realtà fisica, lui e Chloe avevano una relazione a distanza e non si vedevano dall'estate passata.
L'ultima volta si erano visti al mare, sotto il sole cocente che faceva risplendere il loro amore più di ogni altra cosa.
A Louis mancavano quei momenti e non poteva fare altro che sognarli.

-Il risveglio.

Il ragazzo si svegliò di scatto.
Tremava.
Come se fosse stato svegliato da qualcosa successo nel sogno, ma non si fece troppe domande e si alzò sbadigliando.
Come al solito, prese le cuffie e cominciò ad ascoltare un pó del suo genere preferito, il vocal deep house.
Era passato del tempo e, alle 14:00 del pomeriggio, Louis decise di uscire a fare una passeggiata.
Camminare lo rilassava e il pensiero di rivedere Chloe lo agitava sempre di più.
Non sapeva nemmeno lui come stava.
Eppure era felice, sorrideva.
Scambiava qualche parola con gli amici incontrati per strada, salutava conoscenti e compaesani.
Ma dentro di se sentiva il vuoto più assoluto e niente poteva aiutarlo, se non Chloe.
Chloe era una sedicenne stupenda, gli occhioni verdi con delle sfumature marroni verso il centro, le guance rosse e i capelli castani chiari, lunghi fino alla schiena. Era alta circa un metro e sessanta, magra e prosperosa, Chloe. Amava Louis con tutto il cuore e faceva di tutto pur di farlo stare bene, era proprio una ragazza speciale.
Louis era un ragazzo alto un metro e settantacinque per cinquantadue kg, era molto magro.
Aveva gli occhi color cioccolato, di un marrone molto scuro, i capelli castani scuri, mediamente lunghi per un ragazzo, con il ciuffo davanti a coprire l'occhio destro.
Quei suoi occhi erano pieni di gioia e quando vedeva Chloe si illuminavano d'amore. L'amava veramente tanto.
Passarono le ore e arrivarono le diciassette...
Il ragazzo si incamminò verso casa e, con la coda dell'occhio, notò un bigliettino appoggiato su una panchina.
Si avvicinò, lo prese e cominciò a leggerlo...
Si trattava di una lettera d'amore, scritta da chissà chi per la persona amata...si riuscivano a leggere poche righe perché quella pagina era piuttosto rovinata...
"Amore mio, so di esserci poco e ti chiedo scusa, il lavoro mi porta via un sacco di tempo.
Ma ti prometto che a breve tornerò a trovarti.
Un bacio."
Queste parole fecero battere il cuore di Louis.
Si era emozionato e, dopo aver letto quelle poche frasi scritte sul pezzo di carta, chiamò Chloe al telefono...
La ragazza era contentissima della chiamata e la sua voce risuonava melodiosa nella testa di Louis.
Parlarono per un pó di tutto quello che era successo durante quei mesi di mancanza per entrambi e la chiamata si concluse col solito "ti amo" rigorosamente pronunciato con voci dolci dai due ragazzi.
Erano molto teneri insieme.

Dopo circa mezz'ora di camminata il ragazzo arrivò a casa, dove la madre lo aspettava solare e premurosa come sempre.
Era un giorno come gli altri quella domenica, un giorno speciale come qualsiasi altro giorno, passato in tranquillità e serenità per Louis.

La cena era pronta e, con voce acuta e squillante, la madre del ragazzo esclamò "Louiiiiis!!! È pronta la cena, vieni a mangiare!!!!"
Louis corse a tavola, era molto affamato.
Per cena Cristina, la madre, aveva preparato il piatto preferito per il figlio: la pasta alla carbonara.
Louis e sua madre cominciarono a mangiare mentre il gatto, Bijou, cercava in ogni modo di guadagnare qualche pezzetto di pancetta dalla famiglia.
Il padre di Louis non c'era a tavola.
Era morto 3 anni prima in un incidente stradale.
Lui era in moto e un automobilista ubriaco lo investì mentre era fermo al semaforo. Morì sul colpo.
Louis e Cristina hanno risentito molto della sua morte ma sono riusciti ad andare avanti e ad avere una vita agiata e tranquilla.
Vivevano bene in quella casa in periferia, vicino al mare e lontana dai rumorosi problemi delle città.
Finita la cena, Louis aiutò, come al solito, la madre a sprepare la tavola e poi si avviò verso la propria stanza, seguito da Bijou.
Bijou era un gatto bianco con una macchia nera sull'occhio destro; aveva l'occhio sinistro azzurro e quello destro verde.
Louis era molto affezionato a Bijou.
Il principe di cioccolato ( lo chiama così la madre, per via del colore dei suoi occhi ), si mise sotto le coperte e bijou si stese ai suoi piedi sopra il letto.
Mandò un messaggio di buona notte a Chloe e pian piano scivolò di nuovo nel mondo dei suoi amati sogni...

-Il nuovo sogno...

Questa volta il sogno riserva delle sorprese.
Prima di tutto, la solita location ( la spiaggia e il mare della giornata d'estate passata con Chloe) è stata sostituita da una valle verde piena di fiori in una notte buia e intorno a lui non c'era nulla.
L'attenzione di Louis viene attirata da degli alberi in lontananza, illuminati da delle lanterne.
Il ragazzo si dirige verso gli alberi ma questi, man mano che Louis tentava di avvicinarsi, sembravano allontanarsi sempre di più.
Il principe di cioccolato comincia a correre ma non riesce ad arrivarci...
Si ferma per riposare dopo aver corso qualche centinaia di metri senza sosta.
Dopo qualche minuto si stende sul prato e comincia a fissare le stelle...
Passò un pó di tempo e notò che qualcosa si stava avvicinando a lui, fin quando gli "alberi" non si trovavano proprio di fronte a lui.
Louis penso "Ma cos-?!"

-I pensieri...

Il ragazzo si svegliò di colpo e cadde dal suo letto matrimoniale, sul lato destro.
Si rialzò velocemente e prese il cellulare per vedere che ore fossero.
Il display si accese e accecò per qualche istante il ragazzo.
Dopo poco, Louis riuscì a leggere l'orario "02:58".
"Cazzo ma sono solo le tre di notte..." disse.
Dopo aver bevuto qualche sorso d'acqua tornò a letto.
Dopo quel momento non sogno nulla, strano ma vero.

La mattina seguente, quel fottuto lunedì mattina, cominciò nel peggiore dei modi.
Per qualche strana ragione, la sveglia del suo smartphone non suonò all'orario giusto, ma mezz'ora in ritardo.
Quindi Louis, che entrava a scuola per le 8:00, si trovò con mezz'ora in meno per prepararsi.
Si vestì velocemente e altrettanto velocemente fece colazione.
Quindi, per le 7:45 si incamminò verso la scuola, distante qualche centinaia di metri da casa sua.
Durante il tragitto continuava a pensare al sogno...
"È veramente strano...per quanto cercassi di avvicinarmi a quegli alberi, essi sembravano allontanarsi...eppure poco prima di svegliarmi erano li, davanti a me...", pensava tra se e se...
Arrivò ai cancelli della scuola per le 7:50 e, ancora con le cuffie nelle orecchie, entrò in classe.
Era sempre il primo a entrare e aspettava gli altri compagni seduto al suo posto, ascoltando musica o leggendo qualche libro...
Quel giorno lo aspettavano 6 pesantissime ore di scuola, ma non si preoccupava... Louis era un ragazzo molto dedito alla scuola, andava piuttosto bene.
L'unico problema di quel giorno erano i continui e confusi pensieri sul sogno fatto la notte precedente...
In ogni caso, la prima ora di lezione cominciava e Louis si decise a concentrarsi...

Bene regà, questo primo capitolo finisce così... Spero che vi piaccia e niente, mi metterò sotto con i prossimi.
Ciauuuu

Ako

≈Still Dreaming≈Where stories live. Discover now