L'aria fredda mi sferza il viso, facendomi diventare la pelle rossa ed irritata, la sciarpa non mi protegge più di tanto dal vento gelido ma almeno il sole pomeridiano rende il tutto un po' più sopportabile. Affretto il passo su per la strada che porta, almeno spero, alla casa di Hinata.
Le indicazioni di Suga sono state molto utili e spero che possano compensare il mio scarso senso dell'orientamento.
Quell'imbecille ha deciso di ammalarsi proprio oggi che avevamo un allenamento importante prima di un'amichevole contro l'Aobajousai.
La casa che mi ritrovo davanti è una piccola villetta circondata da un giardino coperto da leggerlo strato di neve, guardo il foglietto che ho in mano e lo accartoccio, l'indirizzo è giusto.
Il suono del campanello rimbomba per tutta casa e poco dopo una bambina dai capelli rossi e scompigliati come quelli dell'idiota, si affaccia alla porta con l'aria di chi sta per ricevere un regalo. -Sono Tobio Kageyama, ho portato alcune cose per tuo fratello-
Cerco di mantenere un'espressione che non faccia trasparire il mio istinto omicida nei confronti del fratello, sembro convincerla perciò mi fa entrare.
La casa è abbastanza grande rispetto a come sembrava dall'esterno, e soprattutto è calda abbastanza da permettermi di rilassare i muscoli che si erano irrigiditi a causa del freddo. Salgo le scale e mi dirigo verso la porta che mi ha indicato la sorella, dalla quale provengono alcuni colpi di tosse. Spalanco la porta con tutta la decisione che posseggo e mi avvicino al letto con grandi falcate -Oi!Imbecille che non sei altro-La sua faccia terrorizzata mi fa sentire al settimo cielo.
Mi piazzo accanto al suo letto e gli lancio la busta della spesa che mi ero portato dietro.
-Mangia e vedi di riprenderti. Se manchi anche domani agli allenamenti non avrò pietà per la tua vita-
Sospiro e mi siedo sul bordo del letto, ho una voglia irrefrenabile di prenderlo a pugni ma ho abbastanza autocontrollo da impedirmi di commettere un omicidio.
Nonostante tutte le mie premure e le mie avvertenze, Hinata era riuscito ad ammalarsi comunque, nonostante gli avessi detto più e più volte di fare attenzione. Una delle partite più importanti si sta avvicinando e ,nonostante si tratti solo di un'amichevole, ne va del nostro orgoglio riuscire a battere la squadra che ci ha impedito di proseguire alle selezioni.
-Guarirò- Hinata mi guarda con quello sguardo deciso che mi ha sempre dato i brividi, quello sguardo che sembra ribollire di rabbia e decisione.
So cosa sta pensando, glielo leggo in volto e tutto ciò mi piace.
Restiamo in silenzio per alcuni minuti, Hinata mangia le cose che gli ho portato ed io mi guardo attorno, è una stanza spaziosa occupata per la maggior parte dal letto e da una scrivania in disordine, per terra vi è un tappeto rosso e alle pareti vi sono appesi dei quadri, quello che mi colpisce di più è un ritaglio di giornale che si trova sopra il letto di Hinata. È un articolo che parla del Karasuno e del "piccolo gigante".
Guardo Hinata, chissà se un giorno faranno un articolo anche su di lui, sull'esca migliore che il Karasuno abbia mai avuto, un articolo sulle nostre veloci e su una nostra possibile vittoria, sui corvi che hanno ripreso il volo e che si ergono maestosi sopra le teste di tutti.
Mi tolgo la sciarpa e l'avvolgo attorno a lui che mi guarda confuso, non so neppure io perché l'ho fatto.
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Never Too Late
FanficDal testo: "Il suono del campanello rimbomba per tutta casa e poco dopo una bambina dai capelli rossi e scompigliati come quelli dell'idiota, si affaccia alla porta con l'aria di chi sta per ricevere un regalo. -Sono Tobio Kageyama, ho portato alcu...
