Capitolo 1

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Cast:

Nicole Peltz as Nicole Reed

Harry Styles as Harry Styles

Paul Walker as Christopher Smith.

Nel corso della storia ci saranno altri personaggi, buona lettura ;)

**

"Cazzo Chris, avresti almeno potuto dirmi che in questa cittá facesse così freddo." Mi lamentai entrando in casa.

"Sta zitta. Sapevo benissimo che clima ci fosse qui a Londra." Mi rispose facendo un tiro dalla sua sigaretta. Ignorai il suo commento poco carino.

Il suo appartamento poteva essere descritto con poche parole: bianco, oro, puzza di pittura fresca e tanto tanto fumo di sigaretta.

Ew.

Sembrava un fottuto ospedale con tutto quel bianco anzicchè un appartamento.

I quadri, le maniglie delle porte, le rifiniture delle finestre, e chissà quanta altra roba, erano solo e puramente d'oro.

Feci un'espressione disgustata da tutto quel lusso, e senza perdere tempo mi stravaccai su uno dei divani, bianco naturalmente.

"Hey ragazzina, vacci piano. La pelle l'ho fatta lucidare ieri." Disse riferendosi al divano, ma lo ignorai.

"Chris, non sono venuta da una delle cittá più belle della Florida, come Miami, fino a Londra per sentirmi dire che ieri hai fatto lucidare i tuoi stupidi divani. Quindi, parla." Sbottai, incazzata.

"Calmati, o ti scordi la possibilitá che io continui a lavorare con te e che ti aiuti a trovare le informazioni che stai cercando di ottenere da tempo." Alzò la voce sistemandosi su una poltrona.

Mi morsi la lingua per evitare di parlare e controbbatere, rovinando così ogni cosa.

Sospirai e poi dissi, con molta più calma "parla."

Tossì e poi gettò via la sigaretta in un porta cenere. Bianco.

Mi sta venendo il mal di testa.

"Nella Great London School c'è un uomo, il professor Marv Moore." Disse versandosi del vino in un bicchiere da solo Zeus sapeva dove l'avesse preso.

"E io cosa dovrei fare?" Borbottai, scocciata.

Lui mi mi lanciò un'occhiataccia attraverso il vetro lucido e splendente del suo bicchiere.

"Harry, ti dispiacerebbe interrompere per un secondo il tuo lavoro con quelle mappe e venire qui?" Urlò piegandosi all'indietro, ad un certo Harry.

Roteai gli occhi al cielo e sbuffai.

Quando riportai lo sguardo sulla porta dove si era girato Chris, notai un ragazzo.

Alto, molto alto, ma non molto più di me. Era riccio, la sua capigliatura era folta e castana, anche abbastanza disordinata ma trovai che gli donasse. I suoi passi erano lunghi granzie alle gambe snelle e affusolate che determinavano la sua statura. Il suo naso era pronunciato, ma accompagnava perfettamente gli zigomi, e la mascella prominente e tagliente, lo rendeva ancora più mascolino. Le sue labbra erano rosa, molto rosa e un pò provai invidia per quel colore così naturale che dava loro una forma a cuore a dir poco perfetta. Si sedette con un'estrema calma e leggerezza. I suoi occhi erano verdi, verdi come se fossero stati dei laser capaci di penetrarti come se niente fosse.

Distolsi lo sguardo non appena tentò di creare un contatto visivo con me. Odiavo farlo con gli sconosciuti se non era necessario.

"Nicole, questo è Harry. Lavora per me anche lui da molto tempo, e anche lui è incaricato di svolgere la missione di cui ti stavo parlando." Disse Chris, finendo il suo bicchierino e posandolo sul tavolino che mi separava da entrambi gli uomini.

"Cosa? Christopher, stai cercando di dirmi che dovrò lavorare con..." Guardai il ragazzo, mentre un sorrisetto spavaldo gli dipingeva il volto facendo nascere due incantevoli fossette.

"Con questo qua?" Indicai il riccio, irritante.

"La missione non è una di quelle solite cavolate che ti facevo fare a Miami, Nicole. Moore è un caso di cui ci stiamo occupando da mesi in Centrale, ma nessuno è riuscito a risolverlo." Spiegò gesticolando.

Mi alzai di scatto, fissando entrambi.

"Io, non lavoro con nessuno. E lo sai." Dissi a denti stretti facendo crescere il ghigno del ricciolino.

Stavo per saltargli addosso e strappargli tutte quelle ciocche ricce, una per una.

Chris, tuttavia, rimase tranquillo mettendosi a ridere come se la situazione in cui ci trovavamo fosse stata la cosa più comica di questo pianeta di merda.

"Andiamo Reed, sai che non hai scelta. Come sempre del resto." Ghignò portandosi un'altra sigaretta tra le labbra.

Stronzo. Sapeva che dipendeva tutto da lui.

Serrai la mascella e strinsi le mani in due pugni. Sicuramente nei palmi delle mie mani sarebbero rimasti dei segni, ma non m'importò.

"Siediti." Ordinò Chris, con non curanza.

Odiavo il fatto di dover dipendere esattamente dalla sua schifosa bocca.

Tirai l'anellino del mio orecchio destro con le ungia per la rabbia e mi sedetti di nuovo sul dannato divano schifosamente bianco.

"Comunque, spero che il tuo appartamento ti sia piaciuto." Disse Chris, come se quindici secondi fa non stessimo parlano di una missione che non era 'una delle solite minchiate'.

"Si. Cazzo, passa la punto." Sbottai.

Harry rise silenziosamente.

"Adesso lo picchio", pensai.

Lo fissai per pò, e lui resse il mio sguardo ghigando.

"Smettila o ti spacco la faccia." Gli mimai con le labbra e il suo ghigno, come il suo sgardo, non demorsero.

"Harry, non provocarla." Lo avvertì scherzosamente Chris.

Lo odio.

Odio tutti.

Harry sorrise, trattenendo il suo divertimento e poi prestò attenzione alle parole di Chris.

"Come stavo dicendo, nella scuola dove vi ho fatti iscrivere, c'è questo Moore, un professore. Dovete trovare quante più informazioni possibili sul suo conto. Si dice che non sia apposto con la legge per futilitá. Ma, sospettiamo che ci sia molto di più dietro tutta questa storia. La vostra missione inizierá da domani, alle 8:15am." Sorrise.

"E adesso, FUORI!" Urlò, cacciandoci come cacciava fuori chiunque lo andasse a 'troavre'.

Io ed Harry uscimmo dalla 'casa bianca'. Finalmente. Tra non molto avrei vomitato fiocchi di neve.

Neanche il tempo di accorgermi di essere uscita, che il riccio si piazzò davanti a me.

"Questo qua ha un nome, signorina." Sussurrò con voce estremamente roca, qualcosa di incredibilmente sexy ed irritante.

"Non me ne può fregare di meno del tuo nome." Gli sussurrai a denti stretti.

Mi voltai e mi allontanai, camminando verso il mio appartamento.

Il cellulare mi vibrò nella tasca e lo presi controllando chi fosse.

Da: sconosciuto

Domani, alle otto sarò da te.

H. Xx

BLACK.Stories to obsess over. Discover now