Capitolo I

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L'alba. Malech sorge maestoso dai monti innevati, scalda la brezza mattutina che si insinua tra le vie, gli anfratti, le straducce, che carezza le mura delle case, si inoltra tra gli spifferi e quatta quatta solletica piacevolmente il caldo lembo di pelle della nuca lasciata maleficamente scoperta dal morbido piumoncino. Si odono le ciglia baciarsi e poi schiudersi d'un tratto. Alhena sbadigliò sonoramente, e si stiracchiò allungando le braccia e inclinando indietro la testa. <<Alhi!! Sbrigati, dormigliona, è tardi!>>. La voce di Syrma risuonava potente amplificata dal lungo corridoio che portava al piano superiore. <<Si, mamma, faccio subito.>> Cercò di rispondere tra uno sbadiglio ed un altro. Posò i candidi piedi sul pavimento fresco. Non tutti avrebbero apprezzato quella sensazione, ma Alhena amava il freddo e l'inverno, si beava della frescura della sua piccola cameretta, aprì la finestra, scostò le imposte e la luce di Malech illuminò lo spazio intorno a lei. I raggi rimbalzarono sul lettino scomposto, sul vecchio scrittoio in legno, su alcune mensole ricolme di libri, e sul baule accanto alla porta. Prese un profondo respiro, le sembrò di sentire il profumo delle acque di Leroe, dei dolci del panettiere sotto casa, l'odore acre del ferro appena forgiato, la forte fragranza dei pini e degli abeti; non poteva attardarsi oltre  e si avviò al piano sottostante, per iniziare una nuova giornata.

<<Giorno mamma>>, si seddette al tavolino della cucina e prese in mano un caldo bicchiere pieno di latte bianco. <<Abbiamo tanto lavoro da fare Alhena, non puoi permetterti di svegliarti con tutte le comodità e...>> <<E ti devo aiutare in cucina di prima mattina, altrimenti non riusciremo a rispettare il programma giornaliero, lo so mamma, grazie>>, un lieve sorriso si dipinse sul viso di Syrma, ma svanì come comparve, repentinamente. <<Forza, va a vestirti e vieni ad aiutarmi>>. Alhena si alzò e corse nel bagno attiguo alla cucina, ma prima di poter abbassare la maniglia, due braccia forti le circondarono la vita e sentì uno schiocco sospetto sulla guancia destra. <<Smettila di starmi appiccicato, mollusco>>, Alhena si allontanò subito e colpì il braccio di suo fratello con il palmo della mano in una vana protesta. <<Malech ti sorride come sempre cara sorella>> Ras si scostò lentamente dalla sorella, le fece una smorfia di disapprovazione per la violenza subita, mentre i suoi occhi azzurri ridevano di gusto. <<Ras! Il nostro dio e protettore Malech mi bacia con i suoi raggi ogni mattina, ma non è colpa mia se un mollusco viene a turbare la mia pace con gesti inopportuni>>. <<Gne gne, a dopo rospetto>>. <<Brutto mollusc...>> la porta d'ingresso si chiuse sonoramente e Alhena con un sospiro entrò in bagno, si lavò e poco prima di ritonare da Syrma diede un occhiata allo specchio, un ricciolo bruno ribelle le solcava la fronte, mentre gli altri erano ben raccolti con un fermaglio all'altezza della nuca, gli occhi nocciola vispi sondavano la sua figura in cerca di imperfezioni, ne trovarono a bizzeffe, ma la maggior parte veniva abilmente celata dal largo vestito blu, stretto  in vita e poi morbido fino alla caviglia. Con una alzata di spalle si allontanò dal bagno e ritornò nel cucinino. <<Bene Alhena voglio che tu vada dal signor Fresh a consegnare i libri che vedi accanto alla porta, poi la signora Mensk ti consegnerà un cesto per tuo padre, e infine ritira il pane; torna al più persto e mi raccomando sta attenta>>, <<Si mamma>>. Uscì in fretta da casa, non prima di aver preso i libri e di essersi avvolta in una matella grigia. 

In strada tutti erano indaffarati, i carri si muovevano  avanti ed indietro, uomini ne spintonavano altri in cerca di uno spazio per passare, i venditori urlavano pubblicizzando la propria merce,  il vociare della gente che spettegolava saliva di tono di minuto in minuto , ed Alhena si trovò quasi spaesata in mezzo ad un tale caos. Dopotutto da lì a pochi giorni sarebbe avvenuta l'incoronazione del nuovo re di Lakya, Keryx. Data la situazione si inoltrò in stradine secondarie, e se solo sua madre l'avesse saputo l'avrebbe rimproverata a dovere, ma Alhena non sopportava la confusione. La città si era completamente svegliata, il canto degli uccelli era accompagnato dallo scrosciare del fiume Leroe, i camini delle abitazioni fumano e la luce di Malech veniva riflessa dagli specchi che circondavano l'estremità superiore delle case, funzionali ad incanalare l'energia per i molteplici usi domestici. Ma Alhena, che non si curava di questa monotona bellezza, si mise a correre sui parapetti, scese le scale di Hyji che portano alla piazza del paese, poi svoltò a destra, posò i libri davanti la finestra del signor Fresh, che la salutò complice da dietro il vetro, e continuò la sua corsa contro il tempo.  Mentre il vento amico la sospingeva, un sorriso furbesco si fece strada sul suo volto: aveva altri piani per la giornata.

Il ruggito di Leyra(sospesa)Stories to obsess over. Discover now