Louis si svegliò, accoccolato tra le grandi braccia di Harry, che ancora russava leggermente.
Prese dei ricci tra le mani, arrotolandoli tra le dita, lasciando,ogni tanto, dei dolci baci sulle sue guance.
«Mh..» un sussurro gutturale lasciò le labbra di Harry, facendo sorridere Louis.
«Ciao.» lo baciò Louis, consapevole che stesse ancora dormendo.
Quando si staccò, le grandi mani del riccio presero il volto del liscio, attirandolo ancora una volta a se.
Louis ridacchiò, stringendo le sue braccia attorno alle spalle di Harry.
«Come stai?» chiese quest'ultimo, posando nuovamente la testa sul suo cuscino.
«Ben-»
«Harry! La colazione è pronta!» lo chiamò sua madre da fuori la porta.
«Oops.» sussurrò Louis.
Harry rise, tappando le risate del liscio con il cuscino.
«Shh, non farti sentire.» ridacchiò.
«Ma Harry, come esco da qui?» chiese Louis, liberandosi dall'attacco del riccio.
«Uhm.. Giusto.» si interruppe, pensando «Okay, beh, scendiamo a fare colazione?»
«Non..Non è un problema?» chiese il più basso.
«No, Lou.» lo baciò Harry.
«Arrivo.» Louis si limitò ad annuire sorridente, seguendo Harry dopo aver indossato dei pantaloni ed una t-shirt.
«Harry caro, ho preparato i pancak- Oh, Louis! Che piacere vederti!» gli sorrise Anne.
«anche per me è un piacere vederti, Anne.» la salutó Louis, abbracciato alla donna.
«Come mai da queste parti?» chiese lei, mettendo in tavola i pancake.
«Oh, ehm.. Ero rimasto a studiare fino a tardi, mi sono addormentato e.. Sta mattina volevo andarmene prima, ma-»
«Oh, caro, tranquillo! Mi fa molto piacere.» lo accarezzò Anne.
Anne era una donna semplice, ma di una bontà unica.
Era una delle persone che Louis amava di più.
«Gemma?» chiese Harry.
«Uh, è casa di Niall, probabilmente.» ridacchiò Anne.
Louis soffocò una risatina, ed Harry mise in bocca un pezzo di pancake per non fare lo stesso.
Quella mattina passarono in biblioteca, incontrando nuovamente Michael ed il suo amico Ashton.
«Hey, ragazzi.» li salutò, Harry.
«Harry, amico! Come stai?» lo salutò Ashton, abbracciandolo.
Louis si limitò a sorridere, evitando quel lieve senso di gelosia che cresceva in lui.
«Alla grande. Come mai in biblioteca?» chiese il riccio, sedendosi accanto a Louis.
«Avevamo bisogno di alcune informazioni, visto che l'internet di Michael non collabora.» sbuffò Ashton, facendo alzare gli occhi al cielo al ragazzo dai capelli viola.
«Tutte storie.. Oh, mio Dio, che idiota. Molto piacere, io sono Michael.» sorrise a Louis.
«Ed io Ashton, ma chiamami Ash!»
«Piacere mio, ragazzi.» ridacchiò Louis.
Studiarono assieme quasi l'intera mattinata.
«Har, sono le 13. Io vado a lavoro.» si alzò Louis.
«Non vuoi che ti accompagni?» chiese il riccio, serio.
«No, no. Sta tranquillo. Adesso vado.» schioccò un bacio ad Harry e salutò successivamente gli altri.
«Hey, Harry?» lo chiamò Michael.
«Mh?» rispose lui, alzando il capo dal libro.
«Ma da quando stai con Louis?»
«Oh, è già un bel po'.» ridacchiò.
Michael gli sorrise, mormorando un «Sono così contento per voi.».
Louis intanto, si affrettava al suo ufficio, dopo essere passato a casa ed aver indossato uno smoking nero come suo solito.
«Buongiorno, signor Tomlinson.» lo salutò Briana, la segretaria.
«Buongiorno, Briana.» rispose questo, posando la sua cartella sulla scrivania.
Louis assumeva il carattere di una persona molto più matura della sua età, e fu proprio il suo carattere a portarlo lontano nella casa di moda.
«Juls vuole vederla.» lo avvisò Briana, posando il suo caffè sulla scrivania e sistemando alcuni fogli. «Alle 15.35 nella sala conferenze.»
Louis annuì, ringraziando Briana e controllando l'orologio.
Essendo le 14.50, aveva ancora del tempo per controllare dei suoi lavori, fin quando alle 15.30 suonò la sua sveglia e si avviò nella sala grande.
«Salve, Juls.» salutò la donna che gli sorrise.
«Signor Tomlinson, volevo parlarle di un'iniziativa alla quale stavo pensando già da tempo, ormai.»
Louis guardò ed ascoltò la donna attentamente, prendendo qualche appunto qua e là, cosa che Juls adorava.
«Quindi, se ho ben capito, la sua iniziativa sarebbe quella di fare nuovi scatti con nuovi fotografi così da rinnovare la casa di moda e magari dare un posto di lavoro a quest'ultimi?»
«Esattamente.» annuì la donna.
«E chi vuole prendere come fotografo?» chiese Louis, sorseggiando del caffè.
«Avevo pensato ad un po' di persone, ma molte sono state dei risultati pessimi.
Così ho consultato le scuole in zona e i migliori fotografi sono questi.» Juls porse dei fogli con su scritti dei nomi, che Louis lesse velocemente.
«Capisco..» mormorò mentre leggeva.
«Ovviamente non sono ancora stati chiamati, volevo la tua opinione è quella di Miranda.» gesticolò con la mano, alzandosi dalla sedia e sistemandosi la gonna ben stirata.
Gli occhi di Louis caddero su un nome in particolare sul foglio:
Harry Edward Styles.
«Harry?» lesse ad alta voce il nome, senza accorgersene.
«Lo conosce?» chiese la donna.
«uhm, sì, è il-il.. Mio ragazzo.» facendo rimanere Juls a bocca aperta.
La donna gli sorrise, per poi continuare la loro conversazione.
«Perché non porti il tuo bel ragazzo qui? Faremo delle prove, che te ne pare?» chiese raggiante.
«Harry non vedrà l'ora, grazie mille!» sorrise Louis, cercando di mantenere l'emozione, ed aspettando il momento giusto per dirlo ad Harry.
Raaaagazze,
Capitolo di passaggio, scusatemii!
Devo andare a ripetizioni e non ho molto tempo.
Vi chiedo solo una cosina: commentino e stellina?
Bacioni, Chiara. Xx
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Stitches «Larry Stylinson»
Random«Avevi detto che sarebbe stato per sempre, ma ora? Come farò io, ora?» «Mi manchi, Har.» /SOSPESA/
