Lena aveva la mente offuscata, non ricordava quasi nulla dell'accaduto. Sapeva solo che lui l 'aveva presa, ma per farne cosa esattamente? Grazie allo scarno aiuto di Charlotte e Robin , non sapeva davvero cosa aspettarsi da quell'uomo...
Però avvertiva ancora una presenza accanto a lei. Sospiri profondi e lenti accompagnati da battiti cardiaci regolari. Era vicino, molto , ma molto vicino, estremamente vicino... Qualcosa di caldo le sfiorò la gamba destra. Una mano, forse...
La grande stanza era ancora al buio, finchè, dopo pochi battiti di ciglia, la luce bianca tornò ad accecare Lena con quei fastidiosissimi movimenti a volte circolari, a volte orizzontali e verticali da luce da discoteca. Il ritmo diventava veloce , ed un attimo dopo lento, veloce e lento, e ancora, ed ancora, fino a quando Lena ricordò il motivo del suo svenimento. La luce si spense nuovamente. Sentiva anche delle gocce scendere con cadenza regolare a terra. Il pavimento, inoltre, era pressochè inesistente. Lena sentiva che i pochi frammenti di mattonelle contro i quali strusciavano braccia e gambe erano sporchi, come se qualcuno vi avesse versato del succo di frutta. Al tatto erano infatti non lucidi e lisci, ma ruvidi ed appiccicosi. Pochi movimenti bastarono alla ragazza per capire che si trovava dinanzi ad un ostacolo umano difficile da superare: Tastò con le mani un corpo di uomo robusto e forte, impossibile da combattere o , addirittura da sovrastare. Lena si fermò immediatamente e poi indietreggiò rapidamente strusciando sui luridi rimasugli di quel pavimento. Continuava ad avvertire la disgustosa sensazione di appiccicoso su mani e gambe, e non riusciva a sentire altro che il battito del cuore di quella persona. Era davanti a lei, finalmente, dopo tutto il tempo passato a cercarlo... ma che poteva fare contro quella persona? Ed era davvero lui che cercava?
La paura stava avendo la meglio su di lei , tremava, sudava, ed aveva il battito cardiaco estremamente accellerato, al contrario di colui che aveva a pochi centimetri di distanza.
Ma no, non poteva dargliela vinta, ancora. Non poteva svenire un'altra volta. Cosa le avrebbe fatto?
Improvvisamente lui schioccò le dita. Si accese una luce gialla che illuminò tutta la stanza...
Niente luci stile discoteca anni '80. Lena si guardò intorno... accanto a lei non vi era nessuno, e neanche davanti, o dietro. Cosa diavolo succedeva? Era davvero tutto frutto della sua fervida immaginazione? O ancora meglio, era solo suggestione ? Stava quasi per pensare ad uno scherzo di pessimo gusto quando un fastidioso rumore robotico, inondò la stanza. Un sospiro identico a quello percepito da Lena poco prima precedette una massiccia voce metallica : << KOMMER? >>
'' Kommer? '' , Lena si sforzò di capire cosa significasse, ma ad un tratto lui decise di renderle tutto più semplice aprendo la porta con le cinque fessure. Si intravedeva qualcuno, all'interno di quella stanza. Lena capì; doveva entrarci.
A fatica si alzò in piedi, dovette prendersi un secondo per respirare e riflettere. Le gambe le tremavano ancor più di prima, non riusciva a parlare. Aveva la gola secca ed il suo battito accellerava sempre di più, era sempre più frenetico. Si decise, c'era poco o niente su cui riflettere... Cinque passi , ampi e veloci, le bastarono per raggiungere la seconda stanza. Entrò.Il nuovo ambiente in cui si trovava era immerso in una luce ancora più accecante di quella bianca, ma, per fortuna, questa non era in movimento. Appena Lena varcò la soglia della stanza la porta si richiuse da sola. La luce si spense, per poi riaccendersi immediatamente pochi millesimi di secondi dopo. Lena riaprì gli occhi, guardò a terra e si rese conto di non aver sbagliato quando le era sembrato di aver visto un corpo umano. Lì per terra c'era Charlotte.
Era sdraiata a pancia in su, le braccia distese lungo i fianchi, e le gambe perfettamente allineate col resto del corpo. I capelli neri e lisci le sfioravano il viso , il collo e le spalle. La sua espressione era serena, beata, quasi. Lena non sapeva davvero cosa fare... non sapeva se definire la scena alla quale stava assistendo come una scena splendida, oppure macabra. Decise di avvicinare un orecchio al petto di Charlotte. Era viva. Dentro di sè Lena stava saltando dalla gioia. Quindi era semplicemente addormentata, non era ferita, o peggio... morta. Dormiva semplicemente.
La stanza dove si trovavano le due ragazze era differente dalla precedente, in tutto e per tutto. Questa era leggermente più piccola e quadrata, però estremamente pulita. Il pavimento era di moquette e le pareti , ( tinteggiate decisamente da pochi giorni... ) erano di uno splendido color crema ed emanavano un odore insopportabile di vernice. C'erano anche alcune mensole su una delle pareti; mensole di ferro battuto sulle quali vi erano state poggiate cinque scatole minuscole, come quelle che contengono gioielli come anelli, o cose di quel tipo. Lena vagava in quell'ambiente spaesata ed anche un tantino allibita. Pensò di dover svegliare Charlotte per farsi spiegare un po' di cose, ma nello sdraiarsi accanto a lei sulla moquette, si rilassò, sprofondando anche lei, in un magnifico sonno ristoratore.
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La Chiave Di Floman.
Mystery / Thriller'' Alcune persone sono sempre lì con te, anche se non le vedi, e nascondono dei segreti , chiusi a chiave, da qualche parte... Ma se qualcuno la trovasse, quella chiave? Che cosa accadrebbe? '' '' Prima o poi, anche i segreti più pesanti, tor...
