Mi svegliai tutta accaldata, avevo dormito tutta la notte accanto a lui. Era una sensazione indescrivibile, averlo lì al mio fianco che dormiva beatamente. Mi soffermai a guardarlo: sembrava un bambino; avrei voluto baciargli ogni singolo centimetro del suo corpo meraviglioso. Era una visione: aveva addosso solamente i boxer, potevo ammirare i suoi muscoli perfettamente scolpiti. Aveva ancora la medicazione con i punti sul fianco sinistro; al solo pensare quanto era successo e a quale diverso esito avrebbe potuto avere quella vicenda, ancora mi venivano i brividi. Lo so era troppo presto per parlare di amore, ma con lui era così, mi aveva rapito il cuore, e lo aveva fatto suo. Forse perché era diverso dagli altri ragazzi, non era solo bello, ma anche molto maturo per la sua età. Avevo accettato tutto il pacchetto completo, sia le cose belle, che quelle brutte. " Se continui a fissarmi così mi sciupi" disse con ancora gli occhi chiusi; questa affermazione fu accompagnata dal suo sorrisetto perdifiato. " Buongiorno" disse poi spostandosi verso di me per darmi un bacio a stampo. " Buongiorno" risposi. " È stata molto dura dormire e basta con te affianco" disse malizioso. " E perché non hai fatto nulla?" chiesi un po' imbarazzata. " Perché voglio dimostrarti che con te è diverso, voglio che la nostra prima volta sia speciale" disse a pochi centimetri da me " ora andiamo a mangiare qualcosa che ho fame" e si alzò goffamente dal letto. Probabilmente la ferita tirava ancora molto. Mentre Christian preparava i pancake, io preparai della macedonia e del caffè. Era piacevole fare colazione così, mi ci sarei abituata di questo passo. La fresca brezza della mattina entrava dalla finestra della terrazza e ci coccolava come una dolce ninna nanna. Poi improvvisamente il mio telefono prese a squillare e mi fece sussultare sulla sedia. Guardai il display: era Luca. " Ehi ciao... come va?" chiesi accettando la chiamata. " Bene voi? Bea ho bisogno di un grandissimo favore" disse lui in tono supplichevole. " Dimmi tutto". " Avrei bisogno di una mano al campo con le lezioni di ballo, sai per quello spettacolo di cui ti parlavo... sei la migliore, e solo tu puoi salvarmi". " Va bene mi preparo e arrivo... sarò lì per le nove" e riattaccai. " Era Luca?" chiese prontamente Christian. " Si ha bisogno di una mano per il ballo... non ti dispiace vero?" chiesi sedendomi sulle sue ginocchia. " No tranquilla me la caverò... ti devo portare?" " Si, ma voglio guidare io; non posso dipendere sempre dagli altri" affermai. " E per tornare?" "Chiederò a Luca un passaggio... domani andrò da sola" dissi soddisfatta. " Bene così mi piaci" disse baciandomi. " Hai tutto?" chiese lui salendo dal lato del passeggero. " Si" risposi. Ora l'ansia era salita; avevo guidato altre pochissime volte dopo l'incidente, ma ora dovevo andare avanti, sia per mia mamma, che per me stessa. Dovevo scacciare quella orrenda paura e riprendere in mano la mia autonomia. Ora avevo Christian al mio fianco e sapevo che non mi sarebbe successo nulla. " Tranquilla andrà tutto bene" disse poi appoggiandomi una mano sul ginocchio nudo. Misi in moto e partimmo. Dopo quindici minuti arrivammo al campo; era stato più facile di quello che pensavo. A parte qualche brusca frenata era filato tutto liscio. " Sei stata bravissima" disse posandomi un bacio sulle labbra; quel contatto fece svanire del tutto le mie ansie. " Tieni" gli dissi porgendogli le chiavi " e vai piano" aggiunsi poi, prima che ingranasse la marcia e ripartisse verso casa. Varcai la soglia del grande cancello in ferro battuto e mi misi alla ricerca di Luca, però mi imbattei nella persona sbagliata. " Come sta Christian?" chiese Serena parandosi davanti a me. " Ciao anche a te Serena. Comunque il mio fidanzato sta bene" dissi marcando quella parola. Mettiamo bene in chiaro le cose: lui ora è mio. Avevo fatto centro e questo lo si poteva capire benissimo dalla sua faccia allibita e sorpresa. " Salutamelo e dagli un bacio da parte mia" disse prima di girarsi e andarsene. " Eccoti" disse Luca venendomi incontro. Parlai un po' con lui della situazione, poi mi diede gli orari e mi avviai così verso la sala da ballo, dove ad aspettarmi c'era Carlo. " Carlo" dissi abbracciandola. " Come stai?" chiese lei ricambiando l'abbraccio. " Bene grazie". E cominciammo il nostro lavoro. " Bella lezione davvero" disse una ragazza lasciando la sala. Faceva molto caldo dopo tutto quel movimento. " Andiamo a mangiare qualcosa" propose Carlotta prendendo il suo borsone. Scendemmo le scale e ci dirigemmo alla sala da pranzo dove c'erano già Silvia, Luca, Fillo e Giulio. Ci sedemmo con loro e mangiammo tra risate e chiacchierare; finalmente un po' di fresco. Quel caldo era davvero insopportabile, soprattutto in quell'ora della giornata. Mandai un messaggio a Christian per sentire come stava * Come sta andando?* La risposta non tardò ad arrivare. * Bene, anche se mi manchi. Quando torni?* * Ho l'ultima lezione dalle due alle quattro, poi torno da te* * A dopo*. " Luca riesci a darmi un passaggio a casa di Christian poi?" " Certamente" fu la sua risposta. E anche l'ultima lezione era finita; ero davvero stanca e con tutto quel caldo avevo bisogno di una doccia rilassante e fresca. Ma più di tutto mi mancava Christian. " Andiamo?" chiese Luca spuntando nel piazzale dove vi erano tutte le macchine. Entrai nell'abitacolo e fui subito accolta da un'aria fresca proveniente dal condizionatore; sarei rimasta lì tutto il giorno. " Quando sarà lo spettacolo che non ricordo?" chiesi rompendo il silenzio che si era creato. " Tra due settimane. Il quindici agosto" rispose lui continuando a guardare la strada. " È già passato un mese, e ne sono successe di cose" commentai. " Già... ci siamo innamorati tutti e due. Chi lo avrebbe mai pensato?" esclamò. Silvia mi teneva aggiornata sulla loro storia che a quanto pareva andava a gonfie vele. Christian e io dovevamo fare ancora molta strada; lui mi aveva raccontato del suo passato ed era già stato un enorme passo avanti, in questo modo avrei capito il perché di molti suoi comportamenti. " Eccoci arrivati" disse Luca parcheggiando sotto casa di Christian. " Chi è?" chiese la voce profondamente sexy del mio ragazzo che rispose al citofono. Poco dopo eravamo sul pianerottolo del suo appartamento. Christian era seduto sullo sgabello della cucina che controllava il PC. " Ciao" gli dissi andandogli incontro; mi prese per un fianco e mi avvicinò a lui. Quel contatto mi era mancato così tanto che sarei rimasta lì per sempre; poi si alzò e mi schioccò un sonoro bacio sulle labbra " Ciao" disse con voce roca puntandomi i suoi occhi azzurri e ardenti contro. Quel contatto mi faceva sentire disarmata e mi riempiva al tempo stesso di desiderio. Poi Luca tossicchiò per ricordarci della sua presenza e ciò mi riportò alla realtà. " Vado a fare un bagno... vi lascio fra uomini" dissi retrocedendo controvoglia a quel contatto " ciao Luca a domani" e lo strinsi in un abbraccio. L'acqua era piacevolmente fredda e lavava via tutta la fatica della giornata; solo dopo un quarto d'ora decisi di uscire. Avvolsi i capelli in un asciugamano, indossai la biancheria di pizzo blu e uscii nella stanza per prendere dei vestiti puliti. Aprii le ante dell'armadio per scegliere cosa indossare quando Christian entrò facendomi sussultare. " Puoi restare anche così" disse malizioso. Mi voltai nella sua direzione e lo vidi appoggiato allo stipite della porta, con uno sguardo acceso di puro desiderio. Mi guardava così intensamente da mettere tutto il mio corpo in allarme; fece qualche passo verso di me, fino a raggiungermi senza mai staccare i suoi occhi dai miei. Con un gesto rapido, ma delicato mi fece voltare di modo che gli dessi le spalle e mi liberò i capelli dall'asciugamano che lasciò cadere a terra. Cominciò a lasciare piccoli baci partendo da dietro l'orecchio per arrivare fino alla spalla. Quel suo contatto era dolce e tremendamente piacevole; una strana sensazione si propagò dal basso ventre per tutto il corpo. Continuò con i suoi baci e poi cominciò a passare le sue mani prima sui fianchi per risalire lungo la schiena e arrivare così ai seni. Li accarezzò dolcemente e poi con un movimento fulmineo mi tolse il reggiseno " questo non serve" disse con voce roca e tremendamente sensuale. Le sue carezze in quel punto si fecero sempre più insistenti e strazianti. Le mie gambe diventarono sempre più molli e abbandonai la testa sulla sua spalla. Sapeva toccare i punti giusti e sapeva cosa darmi. Poi lentamente mi fece voltare di modo che lo potessi guardare. Era così tremendamente sexy; i suoi occhi ardevano sempre di più. Fece combaciare perfettamente i nostri corpi e cominciò a baciarmi voracemente. Le nostre lingue danzavano all'unisono e guizzavano felici; goffamente gli tolsi la maglia facendo scontrare i nostri petti nudi. A quel tocco mi prese in braccio e mi trascinò sul letto. Mi ci adagiò delicatamente e mi fece sollevare il ventre per togliermi gli slip, poi a sua volta si tolse i bermuda e rimase in piedi in adorazione. Ero nuda, ma completamente a mio agio; lo volevo, lo desideravo con ogni fibra del mio corpo. Si tolse anche i boxer e si posizionò sopra di me facendomi divaricare le gambe per farsi spazio. " Solo se tu lo vuoi" mi disse. Annuii ovviamente e diventammo semplicemente una cosa sola. Cominciò a muoversi prima lentamente, poi sempre più veloce. Il mondo intorno a me stava per esplodere e mi lasciai andare a quella straziante voglia di lui aggrappandomi alle sue spalle e anche lui con me crollò. Era stata la prima volta di Christian e me; le emozioni che provai furono indescrivibili perché lui era così. Eravamo diventati una cosa sola, ovvero noi, e ci siamo amati così intensamente da spazzare via tutto ciò che ci circondava; mi accoccolai fra le sue braccia e sprofondai in un dolce sonno. Mi risvegliai nel tepore della sera; il sole stava tramontando e la sua luce si faceva sempre più fioca. Ero coperta solo dal lenzuolo, mi girai e notai che lui non era più al mio fianco, ma sentii una leggera musica propagarsi dal salotto. Mi alzai per rivestirmi e mi diressi al bagno per rinfrescarmi e svegliarmi; guardai la mia immagine riflessa allo specchio: i mie capelli erano un groviglio disordinato perciò decisi di raccoglierli in una crocchia e raggiunsi Christian. Lo trovai intento ad armeggiare con alcune pentole, poi si accorse della mia presenza e si voltò puntandomi i suoi meravigliosi occhi contro. " Ti sei svegliata finalmente" commentò venendomi incontro. Mi posò un tenero bacio sulle labbra e mi disse " grazie per prima, è stato fantastico" e mi strinse a se, fra le sue possenti braccia. " Lo stesso vale per me" dissi stringendomi di più a lui. " Hai fame?" chiese poi. Annuii e lo seguii per vedere cosa stava architettando. Ci accomodammo a tavola e cominciammo a mangiare quanto aveva preparato. " È tutto davvero squisito" dissi terminando il tutto. " Beatrice posso chiederti una cosa?" chiese poi un po' più serio. Posai il bicchiere e aspettai che parlasse. " Tu eri già stata con qualcuno giusto?" chiese. Quella domanda mi spiazzò, ma presi tutta la calma e dissi " si" feci una piccola pausa e ripresi " sono stata con un ragazzo per due anni. È stata con lui la mia prima volta". " E poi perché è finita?" chiese. " Non era il tipo giusto per me. Era molto geloso e non mi lasciava molto spazio libero; non potevo nemmeno uscire con Elisa la mia migliore amica che subito mi seguiva". " Capisco" commentò semplicemente, " andiamo a prendere un gelato?" propose. Mano nella mano uscimmo dall'appartamento e ci avviammo per le vie della città gremite di gente, ragazzi, famiglie, bambini. Christian mi illustrava i vari punti della città e di tanto in tanto salutava qualcuno che incontravamo per strada. Dopo un po' arrivammo ad una graziosa gelateria gestita da due ragazzi. " Oh chi si vede" disse uno di loro in contro a Christian. " Salvo, Mattia" salutò Christian. " E questa bella ragazza?" chiese uno di loro. " Piacere Beatrice" dissi io porgendogli la mano. " Davvero una bella ragazza" disse Salvatore " complimenti Christian". E per la prima da quando lo conoscevo vidi Christian arrossire leggermente. " Cosa desidera signorina?" chiese sempre Salvatore. " Una coppetta cioccolato e fragola" risposi io. " Grazie ragazzi" disse Christian uscendo. " Sapete dove trovarci... Beatrice" fecero tutti e due; ricambiai con un cenno della mano. " Simpatici i tuoi amici" dissi a Christian mentre proseguivamo la nostra passeggiata, poi decidemmo, dopo una certa ora, di tornare a casa. Mi stesi nel letto dove qualche ora prima Christian e io eravamo stati una cosa sola; anche lui si stese al mio fianco e cominciò a coccolarmi delicatamente " Buonanotte piccola mia" mi sussurrò all'orecchio e mi addormentai felicemente.
SPAZIO AUTRICE
Ciao a tutti ecco a voi il dodicesimo capitolo; spero la storia vi stia piacendo. Per ora sto pubblicando più capitoli che posso perché sono quelli che avevo già preparato. Alla prossima. Commentate. Un bacio. - Ele-
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L'AMORE CAMBIA CHI SIAMO 1 COMPLETA
RomanceE se un giorno la tua vita potesse cambiare grazie ad un amore? Un amore dove non esistono principi azzurri, ma solo un ragazzo... Christian, tormentato continuamente dal suo passato, inconsapevole di poter amare come fanno tutti gli altri, fino a q...
