Capitolo 1

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Amber's pov

«Il volo 4855 per il Connecticut è pronto per il decollo si prega i passeggeri di recarsi al controllo»

Mi alzo controvoglia dalla sedia dove sono seduta e mi reco al controllo dove, finalmente, l'aereo per la mia fuga è pronto.
Sfuggire ai miei genitori è sempre stato il mio obbiettivo e dopo cinque anni ci sono riuscita. Una settimana fa ho compiuto diciotto anni e da lì ho organizzato giorno per giorno la mia fuga. Per ora non c'è nessun intralcio, andrò a stare da una mia amica nel Connecticut, avrò un'altra vita, potrò ricominciare da capo e stavolta sarò felice, vivrò come una normale diciottenne che aspetta solo di andare al college per divertirsi con amici e feste.

Non appena salita sull'aereo mi siedo al mio posto, inizio ad ascoltare un po' di musica e subito le palpebre si fanno pesanti facendomi cadere in un sonno profondo.
Il viaggio dura meno del previsto. Mi sveglio di soprassalto sentendo qualcuno scuotermi dolcemente per una spalla.
«Signorina, stiamo atterrando» quando apro gli occhi mi ritrovo davanti un hostess che mi sorride a trentadue denti. Annuisco e la ringrazio restituendole un sorriso.

Dopo aver preso la mia valigia mi metto in cerca della mia amica Cassidy, mi ha detto di aspettarla vicino all'entrata quando l'ho chiamata, ma non vedo traccia della sua presenza esuberante. Se fosse stata qui avrei sicuramente sentito la sua voce squillante chiamarmi e saltarmi addosso in uno dei suoi abbracci che ti tolgono il fiato.
Continuo a guardarmi intorno ma non la vedo da nessuna parte così decido di uscire, ma anche qua non c'è.
Sento alle mie spalle una voce femminile e mi volto di scatto scontrandomi con qualcuno.

«Oh mio dio scusami! Mi dispiace davvero» volgo lo sguardo verso il basso e vedo tutte le sue cose a terra. Ci manca solo che con la mia goffaggine rovini le scartoffie di questo ragazzo, molto carino aggiungerei. Il suo viso mi è familiare, ma non ci faccio caso più di tanto e mi chino a raccogliere i fogli che gli ho fatto cadere.
Sento il suo sguardo addosso e mi domando perché quando mi ha vista è rimasto così perturbato. Questo viaggio deve avermi stravolta così tanto da rendermi impresentabile.

«Ecco a te, scusa ancora» gli sorrido restituendogli tutto.

Fa un mezzo sorriso mentre prende le sue cose e quando le nostre mani si sfiorano il mio cuore sussulta «Non preoccuparti» mi tende la mano «Comunque io sono Cameron»

Ignoro i brividi che percorrono il mio corpo al sentir nominare quel nome e afferro saldamente la sua mano «Piacere, Amber.»

Lo vedo stringere gli occhi e allargare il sorriso «Cercavi una tua amica di nome Cassidy per caso?» corrugo la fronte non capendo come fa lui a saperlo e subito dopo mi risponde come se mi avesse letto nel pensiero «Te lo chiedo perché una mia amica di nome Cassidy mi ha chiesto il favore di andare a prendere all'aeroporto una sua amica di nome Amber, non credo sia solo una coincidenza»

Come al solito di Cassidy si sarà dimenticata qualcosa e ha dovuto far scomodare qualcuno per la sua testa bacata «Allora sì sono io quella che devi accompagnare»

E nonostante tutto io ancora ti aspetto.Where stories live. Discover now