"Driiin!" il suono della sveglia mi entra nelle orecchie, mugolo e mi stropiccio gli occhi mentre cerco il tasto per spegnere quest'affare. Una volta riuscitoci mi alzo svogliatamente e vedo dal mio cellulare che sono le 07.00 di mattina, sblocco lo schermo e non c'è nessun messaggio da Louis.
Un po' ci rimango male, ma dovevo aspettarmelo. Scaccio via la voglia di stare a letto a piagnucolare e scendo di sotto a prepararmi la colazione.
Dopo aver fatto bruciare il caffè mi arrendo e decido di mangiare una brioches al cioccolato, la mia preferita. Bevo anche un po' di succo pre-confezionato e salgo di sopra a cambiarmi.
Mentre sto per uscire dal bagno mia madre esce dalla sua stanza e annuncia: "Oggi il figlio di Yaser, Zayn, verrà a trovarci, vedi di essere cortese" "Devo lavorare e poi ho un...impegno" Louis è il mio impegno. "Vedi di arrivare per cena" "Vedrò" lei alza gli occhi al cielo, io sorrido e mi dirigo verso la porta di casa.
"Ti voglio bene" urlo, per far si che mi senta Anne. "Certo" esclama, ridacchio ed esco di casa.
Oggi il tempo fa proprio schifo, non piove ma non c'è neanche il sole...odio quando succede, non ha senso.
Arrivo al lavoro nel giro di qualche minuto e saluto Greg, il cassiere e June, la cuoca. Loro ricambiano il saluto e io mi dirigo nella stanzetta per cambiarmi. Indosso i pantaloni cachi e la solita T-shirt. Poi copro il tutto con il grembiule dallo slogan imbarazzante, mi sistemo i ricci e vado dietro al bancone.
"Ti vedo di buon umore oggi" esclama Greg. "Si nota tanto?" chiedo, beh, sono di buon umore. "Esatto...spero che non vomiterai come l'ultima volta" oh. Gli lancio un'occhiataccia, ha toccato un tasto che non doveva toccare; alza le mani in segno di difesa.
In poco tempo il negozio si riempie e arrivano ben presto le 10.00 della mattina.
"Salve" esclamo, vedendo una donna anziana entrare. "Buongiorno...devo prendere il pane per-" legge un bigliettino che tiene tra le mani "Tomlinson" perdo un battito.
"T-Tomlinson? Louis Tomlinson?" chiedo, Greg mi guarda interrogativo. "No no...il suo nome è Lambert...o forse era Lester..." chiede a se stessa con un dito sul mento.
"Comunque sia, mi da il pane o no?" chiede, annuisco con foga e metto nel sacchetto il pane, poi lo porgo alla signora.
"Quanto ti devo?" chiede. "Niente, lo offro io" dico, lei annuisce. "Ma potrebbe farmi un favore?" "Certo dimmi pure zuccherino" dice, arrossisco imbarazzato. "Può dire a Louis che il pane è da parte di Harry?" almeno così saprà che non mi sono dimenticato di lui.
La donna anziana annuisce "Certo Hernest!" esclama, alzo il dito per ribattere ma lei è già uscita dal negozio. Perfetto-penso.
-Louis
Oggi mi sento finalmente bene, sono felice. Harry non si è fatto vedere per undici giorni, quindi deduco che non voglia più parlarmi.
Sta mattina mi sono svegliato con voglia di caffè, bechè io odi il caffè. Purtroppo, mi è bruciato nella caffettiera quindi mi sono accontentato di una brioches al cioccolato, la mia preferita.
Poi ho chiamato Lottie che mi ha detto che voleva tornare a casa, le ho chiesto se poteva aspettare un po' di tempo, perchè vivere con quattro donne e una vicina scorbutica non è il massimo.
Quindi oggi pomeriggio verrà solo lei e insieme cercheremo un hotel dove mi trasferirò fino a quando non averò uno stipendio che mi permetterà di vivere in una casa vera.
Sono le 10.15 e il campanello suona, curioso corro a vedere chi è, come apro la porta svelo la mia vicina con in mano il sacchetto del pane.
Come al solito mi scansa ed entra in casa senza chiedere, appoggia il pane sul tavolo. "Grazie, non doveva" "Non c'è di che dolcezza" dice lei, arrossisco imbarazzato.
BINABASA MO ANG
Hold My Hands ~ Larry Stylinson
Fanfiction"Smetti di morderti il labbro, o ti scopo qui in ascensore, e non mi importa se entra qualcuno"
