Capitolo 8.

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[-LA FOTO AW-]

Oliver's pov

Camminavo per i corridoi della scuola annoiato, cercando di raggiungere l' aula di scienze mentre il mare di studenti andava dappertutto.

"Oliver? Sykes?" Sentii una voce chiamare il mio nome. Alzai la testa.

"Austin! Che ci fai qui?" Austin era un amico d'infanzia per me, ma ricordo che lui non avesse mai lasciato la nostra città.

"oh, ci sono stati dei, ehm..., cambiamenti, quindi mi sono trasferito qui. Non sei contento?"

"Certo!" Sorrisi. "Allora si ci vede, uhm?"

Così sparì.

Durante la lezione ero totalmente in un'altro mondo. Pensavo a ieri sera.

Il modo in cui lei stava intorno alle persone, come sorrideva quando le parlavo, non so..mi aveva lasciato una sensazione strana dentro.

C'era una luce nei suoi occhi, quando parlava. Quando era nervosa si prendeva una ciocca di capelli tra le mani e iniziava a giocarci abbassando lo sguardo. Sorrisi al pensiero, era un po' dolce.

Un po' dolce? Sul serio?

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"Oliver, ne ho abbastanza okay? Smettila di andartene ogni volta che parliamo!"

Mi guardava con quello sguardo di cui tutti avrebbero avuto paura. Stava ferma, davanti alle scale, bloccando il passaggio per la mia via di fuga.

"E tu smettila di essere così fastidiosa."

"Non ti permetterò di farti un' altro tatuaggio. Sono orribili, poi guarda quanti ne hai, non ti bastano?"

"Mamma, ho 19 anni. Sono abbastanza grande per decidere da solo." Detto ciò la ignorai e salii le scale, entrando nella mia stanza.

L'unica cosa che mi tratteneva dall'andarmene da quella casa era che non sarei riuscito a mantenerla. Non ho nessuna abilità tranne il canto, quindi trovare un lavoro sarebbe quasi impossibile.

Probabilmente lo aveva scoperto perché avevo lasciato l'indirizzo del tatuatore sul tavolo.

Oh, ma bravo oli. Intelligente da parte tua.

Misi il telefono in tasca e aprii la finestra. Con un salto agile uscii, non volevo rimanere lì dentro per almeno i prossimi due giorni.

Ero senza meta, Camminavo a caso. Non so perché ma i miei piedi mi portarono davanti a una porta conosciuta.

"Oliver? Cosa ci fai qui?" Disse penny spuntando da dietro la porta.

"Uhm, dovrei chiederti un favore."

Entrai e lei mi fece accomodare in salotto. Poi sparì di sopra dicendo di doversi cambiare. Prima era in pigiama, ma per me non faceva differenza.

Valle a capire.

"dimmi."

"Potresti, sai, farmi stare qui per stanotte?" Mi strinsi nelle spalle.

"È successo qualcosa?"

"adesso non mi va di parlarne." Dissi, non troppo freddamente.

"Okay, penso. Puoi rimanere. Solo che dovresti stare nel mio..uh, letto, perché non ho altre stanze." Prese a giocare con le sue dita.

"Va bene." Sorrisi.

Il pomeriggio passò tra film e discussioni su quale fosse il nostro personaggio preferito. Poi passò jane, e mangiammo la pizza tutti insieme.

Pensai a come potesse essere bello avere un'atmosfera così ogni giorno, senza nemmeno desiderarlo.
Pensai a quanto era carina penny quando parlava con jane di cose che sapeva non avrei mai capito.
Pensai al mio vecchio amico Austin e alla sua improvvisa comparsa.
E mi ritrovai pieno di pensieri in un piccolo spazio del letto di penny per lasciarle il resto.

"Mia madre." Azzardai a dire.

"Cosa?" Chiese. Ero girato, ma sapevo che il suo sguardo cercava di analizzare le mie parole.

"Mia madre, è lei il problema. È iniziato un po' di tempo fa, quando iniziai le superiori. All'inizio avevamo piccoli litigi, adesso è peggio, si intromettersi in qualsiasi cosa io faccia e vuole prendere decisioni per me. Spesso scappo di casa per un po', non riesco proprio a sopportare la sua presenza."

Usai tutto il mio coraggio. Ovviamente restai girato, e il silenzio era piombato nella stanza. Per un momento pensai che si fosse addormentata, però la sentii sospirare.

"Hey oli."mi tirò un braccio, per farmi girare. Adesso potevo guardarla dritto negli occhi verdi."Tranquillo, ci sono io. E potrai venire qui ogni volta che vorrai, okay? Io ti aiuterò, almeno voglio provarci."

Uknown // oli sykesWhere stories live. Discover now