Il Marchio Nero e la Torre di Astronomia

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Mamma e Papà,
Mi rendo conto che è da un po che non vi scrivo e mi dispiace.
Sono successe tante cose, ho scoperto chi sono i miei veri genitori ma perdonatemi se non posso dirvi nulla, Silente mi ha chiesto di mantenere il segreto.
Non preoccupatevi voi siete i migliori, vi voglio bene.
Vostra Siraj

La corsa del giorno prima le aveva messo una gran fame tanto che sia a colazione che a pranzo, si era mangiata di tutto ma aveva deciso però, che quella sera non sarebbe andata nella sala Grande, doveva approfittare della cena per entrare a curiosare nell'ufficio di Piton.

-Halomora- disse Siraj piano per aprire la porta dell'ufficio di Piton chiusa a chiave

Entrò e la richiuse alle sue spalle stando attenta che nessuno la vedesse.
Ora che era da sola poteva osservare meglio la stanza: a sinistra della porta vi era un piccolo camino che riscaldava l'intera stanza, le pareti fino al muro erano tutti coperte di scaffali traboccanti di pozioni rare e non, ampolle, libri di ogni genere di incantesimi, pozioni, magie proibite e non, Siraj pensò che neanche il reparto Proibito della biblioteca di Hogwart potesse essere così ricolmo; nel centro della stanza c'erano due divanetti, uno davanti all'altro e a destra c'era una scrivania con una sedia.
Siraj prese due tre libri sui simboli oscuri e poggiandoli sopra la scrivania iniziò a leggerli era arrivata a quello che cercava: il Marchio Nero, un teschio avvolto da un serpente, il simbolo con cui Voldemort marchiava i mangiamorte sul braccio ma non finì di leggere perché Piton entrò.
Afferrò la sua bacchetta il più veloce possibile e gliela puntò contro

-Non fare un passo verso di me- intimó lei

Piton senza muoversi diede un'occhiata ai libri che erano aperti sulla scrivania poi la guardò impassibile con un sopracciglio alzato

-Signorina Siraj abbassi la sua bacchetta
-Sei un mangiamorte
-Non sono più al servizio dell'Oscuro Signore- disse Piton incrinando le labbra n una smorfia
-Come faccio a saperlo?- chiese Siraj sulla difensiva anche se dentro di se si malediva per averlo chiesto a qualcuno che solo il giorno prima le aveva salvato la vita

Lui si avvicinò colmo di repulsione, la prese per il colletto alzandola da terra

-Fuori di qui- sibiló lasciandola

Siraj spaventata, arrabbiata e triste, tornò nel suo dormitorio ma proprio non riusciva a stare con nessuno così chiese il Mantello dell'Invisibilitá (che permetteva appunto di essere invisibili) a Harry e senza farsi scoprire da Gazza, l'antipatico guardiano che sorvegliava i corridoi non aspettando altro che di vedere un alunno girovagare, andò alla Torre di Astronomia, si sedette osservando il lago.

-Lilly Evan, io non ti ho mai conosciuto- diceva Siraj tra se- ti vorrei conoscere però...per esempio perché se il professor Piton era un mangiamorte ti ha salvato da Voldemort, perché non ha lasciato che tu morissi...- poi uno scatto d'ira la colse, si tolse il mantello- Avada Kevadra!- urlò con la bacchetta rivolta verso il cielo- Come hai potuto!Come hai potuto dimenticarmi! Come hai potuto dimenticare tua figlia! Piton ti aveva salvato! Si era messo contro Voldemort per te! Hai dimenticato anche lui?! Lui ha fatto tanto per te e tu ti sei sposata con un'altro!- urlò lei con tutto il fiato che aveva in gola mentre le lacrime le rigavano il viso- Avada Kevadra! Avada Kevadra! Avadra Kevadra!

Piton un po' dietro di lei che aveva visto e sentito tutto fece un passo per andarsene ma Siraj sentì qualcuno

-Stupeficium!- urlò voltandosi

Piton paró veloce. Quando lei vide chi era si asciugó le lacrime

-Stupeficium!- urlò ancora- Stupeficium!

Piton paró tutti i colpi restando impassibile, poi la guardò un'ultima volta e andò via.

Spazio all'autrice:
Vi aspettavate dolcezza? Amore? Avete sbagliato completamente. Siraj non è una ragazza così tenera e neanche il professor Piton. Cosa succederà? Riuscirà Siraj a parlare con qualcuno? Inizierà a odiare sua madre? Si porterà dalla parte di Voldemort? Oppure ascolterà Silente?

La Figlia ImpossibileWhere stories live. Discover now