Io e Flavia siamo qui ad abbufarci nell'aeroporto e sono l'una... alle 2:45 dovrebbe passare l'autobus a prenderci.
Appena passa l'autobus io Flavia saliamo, prendiamo posto e incominciamo ad organizzare la giornata di domani.
F:Tu hai idea di dove si trovi l'hotel?
J: No... ma chiederemo indicazioni.
F:No!
J:E perché?
F: Mi hanno detto che a Los Angeles non bisogna comportarsi da turisti!
J: E perché?
F: Non ne ho la più pallida idea!
Incomincio a ridere come un maiale... E tutti si girano a guardarmi...Io divento viola e fortunamente il pullman si ferma e alcune persone scendono..
F: Noi dovremmo scendere?
J: Nah! Tra un oretta!
F: Ok...Comunque ritorniamo al fatto dei turisti...
J: Non ci comporteremo da turisti, ok? Chiederemo all'autista.
F: Okay...
***
Arrivate a destinazione scendiamo dall'autobus e chiediamo all'autista di dirci dove si trova il nostro hotel.
Lui dice di risalire sull'autobus così poteva portarci lui.
Ringraziamo e saliamo.
F:Gentile da parte sua!
J:Si davvero molto gentile!
A:Non c'è di che!
Lui ci ha indicato la porta dell'hotel e dopo averlo ringraziato per l'ultima volta siamo entrate dentro l'hotel.
Era un hotel davvero davvero grande.
Sarà di 10 o 11 piani minimo.
Andiamo verso la reception e suoniamo il campanellino (alla mr. Bean)
R: Posso aiutarvi?
J: Si ecco...abbiamo prenotato una stanza qualche giorno fa.
R: Certo!...Cognomi?
F: Lombardi e Jackson...
R: Si....solo un'attimo...
Stava scrivendo sul computer così veloce, che sembrava che stava premendo tasti a caso. (Se non premeva tasti a caso veramente).
J: Allora?
R: Mi servono le vostre carte di identità...o passaporto...o patente...qualsiasi cosa vabene
J&F:Okay...
Flavia mette la sua patente sul bancone mentre io il mio passaporto.
R: Bene la vostra stanza è la 426... queste sono le chiavi.
Prendiamo le chiavi ed entriamo nell'ascensore
Flavia salta come una bimba di 4 anni.
J: Sono esausta... Non so come fai! Cosa hai mangiato? Panino e caffè?
F: Probabilmente.. gli ha fatti mamma i panini...Non ho idea di cosa avrà messo dentro.
Io incomincio a guardarla con una faccia disgustata.
Arrivate al 4 piano usciamo dall'ascensore in cerca della stanza 426.
Infondo al corridoio c'erano due frecce una era a destra e diceva: dalla 400 alla 449 e l'altra era verso sinistra e diceva: dalla 450 alla 499.
Mi sembra ovvio dove dobbiamo andare.
Ci avviamo verso destra. 401...402...403...
424...425..429...
429?!
J: Dopo la 425 c'è la 429... (!)
F: Già...hanno un fottuto hotel e non sanno neanche contare!
Io sono qui a gesticolare cercando di farla capire che smetterla di parlare.
C: C'è un problema?
Scusate ragazzi se il capitolo non è lungo. Ma in pratica mi sono scordata la password di questo account quindi se volete continuare leggere la storia (spero di si) continuate su il mio nuovo account e se mi volete fare delle domande fatemele su quel account.
Il nome è uguale a questo che ho adesso.
E se nel caso cambierò nome... la storia si chiamerà sempre everything can change ||Nash grier ||
Se andate grazie mille un saluto.
YOU ARE READING
Everything can change || Nash Grier ||
FanfictionJenn Jackson 17 anni vive in italia. Precisamente in puglia , Foggia. È una di quelle fan pazze dei magcon. E darebbe qualsiasi cosa. QUALSIASI COSA per vederli. Un giorno va a Los Angeles per incontrarli. Ma questo viaggio potrebbe trasformarsi in...
