MALE

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Il mio intento di buttarmi tutto alle spalle, non andò a buon fine. Dopo qualche giorno dal matrimonio, Alex mi chiamò dicendomi che voleva che ritornassimo amici. All'inizio non volevo, avevo paura che iniziare un'amicizia con lui, mi avrebbe portata poi a fare la sua amante di nuovo, ma pensai che se quello succedeva, la colpa sarebbe stata mia, così mi convinsi che riprovarci non era una cattiva idea. E così, erano già quattro mesi che nella mia vita ci fosse di nuovo Alex, e per quanto mi costava ammetterlo, il sapere che lui c'era mi infondeva un senso di pace. Di quello che era successo al matrimonio non se ne parlò più, e anche se Alex voleva parlarmene io cambiavo argomento. Come avevo deciso, non avevo detto nulla a Lucas e lui, per fortuna, non sospettava assolutamente niente. Ellen si sentiva di nuovo con Josh, e non potevo esserne più che felice: insomma sembrava che tutto stesse andando per il meglio. Appunto sembrava. Erano le sette e mezzo di sera, quando finii di lavorare. Quel giorno, un cliente mi aveva tenuta occupata tutta la giornata. Mi fermai al mini market che distava dieci minuti da casa mia e presi qualcosa di buono da mangiare: quella sera ero da sola a casa siccome Ellen usciva con Mary. Tornai a casa e mentre stavo facendo la doccia mi squillò il cellulare. Mi asciugai di fretta e furia e corsi in salotto per prenderlo. -Amore ero in doccia, dimmi- dissi con affanno -ehm, sono Alex- oh merda, lo avevo appena chiamato amore e per di più gli avevo detto che ero in doccia, che figura! -oh ciao Al, scusa non avevo visto chi era a telefonarmi- lo sentii ridere -me ne sono accorto. Ti ho chiamato per sapere se stai bene- -si perchè?- chiesi confusa -non mi hai risposto per tutto il giorno e ho pensato che fosse successo qualcosa- "che premuroso, nemmeno quando stavamo insieme era così" pensai -si scusa, è che un cliente mi ha tenuta occupata tutto il giorno. Tu tutto bene?- -si, per fortuna- sorrisi, stavo per rispondegli quando il campanello di casa suonò -Alex ci sentiamo più tardi ok? Hanno suonato alla porta, dovrà essere Lucas- -si certo, ciao- staccai la telefonata e andai ad aprire la porta. -L-Lucas, entra- dissi quasi con timore, era scuro in volto, sembrava che fosse triste, anzi arrabbiato era la parola giusta. Passarono secondi, forse minuti di assordante silenzio, poi lui parlò. -Come hai potuto farlo- lo disse con un tono freddo e distaccato, metteva quasi paura -fare cosa?- chiesi confusa -non fare finta di non sapere- -Lucas io davvero non so di cosa stai parlando- iniziò a fare avanti e indietro per la stanza -io mi fidavo di te, ti avrei dato la mia vita e tu mi ripaghi tradendomi?- quasi sbiancai, come faceva a saperlo? -chi ti ha detto una cosa simile?- -ho ricevuto una telefonata anonima pochi giorni fa- -e tu credi a una telefonata?- -sapevo che avresti negato, ma queste non ti salvano- mi porse il suo cellulare dove c'erano le immagini di me e Alex nel bagno mentre ci baciavamo. Deglutii rumorosamente. Ero sicura che non ci fosse nessuno lì dentro, com'era potuto succedere? -Anche di fronte a queste vuoi negare? Ti sei divertita almeno?- disse schifato -Lucas non siamo andati oltre. E' vero, ti ho tradito, ma se non te l'ho detto è perchè per me non è stato importante- -ma per me lo è cazzo, lo è. Come credi che mi senta eh?- avevo gli occhi lucidi -mi dispiace- -ti dispiace? Sei solo troia- e prima che potessi realizzare la frase, mi arrivò uno schiaffo diritto in volto facendomi cadere per terra. Cercai di alzarmi ma lui mi assestó un calcio allo stomaco; mi contorsi su me stessa dal dolore mentre me ne dava un altro più forte del precedente. Sentii il suo respiro sulla mia guancia, e tremavo all'idea che potesse farmi dell'altro -non metterti contro di me- mi minacciò. Chiusi gli occhi cercando di non piangere, e dopo pochi minuti sentii la porta dell'ingresso sbattere. Quasi urlai dal dolore quando trassi un sospiro di sollievo. Dopo minuti che sembrono un'eternità, arrivai al divano dove c'era il mio cellulare. Composi subito il numero di Ellen, ma rispose la segreteria telefonica. Inutili furono i tentativi di alzarmi, così decisi di rimanere lì per terra. La mia mente vagava su com'era potuto succedere tutto quello: solo poche ore prima sembrava andare tutto bene, poi in cinque minuti la mia vita era diventata un inferno. 
-Noe, Noe, perché stai per terra?- aprii gli acchi al suono della voce di Ellen, e quando una sua mano toccò  il mio fianco dolorante cacciai un piccolo gridolino  -non toccarmi cazzo. Aiutami ad alzarmi- con fatica Ellen mi aiutò facendomi sedere sul divano -si può sapere cos'è successo?- sospirai leggermente -Lucas ha saputo cosa è successo al matrimonio e mi ha picchiata- lei sgranó gli occhi -io lo ammazzo, mi è sempre stato sulle palle, ora ho una ragione per toglierlo di mezzo. Dobbiamo chiamare Alex- -no- urlai -non deve saperlo, succederebbe il putiferio- -cosa? Tu sei fuori. Alex ha il dovere di saperlo. Come lo vorresti affrontare da sola? Anche se ci sono io con te, non ce la faremo mai contro Lucas- aveva ragione, ma io avevo il cartello dalla parte del manico - ormai sono un avvocato penalista e ti prometto che se succederà di nuovo provvederò, ma per ora nessuno e dico nessuno deve saperlo, chiaro?- sospirò pesantemente passandosi una mano fra i capelli -se sarei stata qui non sarebbe successo- -non hai colpe Ellen- -invece si e ora il minimo che posso fare è avvisare Alex- la presi per le spalle -ascolta, se ora dirai qualcosa ad Alex lui verrebbe qui, e se succede c'è il rischio che Lucas mi rimetta le mani addosso, o che faccia del male ad Alex e non posso permetterlo ok? Devi fidarti di me- sospirò di nuovo e mi abbracciò -ok, mi fido- la paura mi stava divorando, cosa sarebbe successo d'ora in poi? Più pensavo più sentivo i battiti del cuore aumentare, ero nel panico più totale ma dovevo restare lucida.


Forever LoveWhere stories live. Discover now