GIORGIA
Ci sono persone che entrano nella tua vita senza fare rumore.
Non sai nemmeno esattamente quando è successo. Un giorno semplicemente ti accorgi che sono lì. Che le cerchi con gli occhi quando entri in una stanza. Che riconosci la loro voce in mezzo a cento altre. Che, anche quando non succede niente, sapere che sono da qualche parte nello stesso edificio ti fa sentire stranamente bene.
Per me quella persona aveva un nome.
Alessio Conti.
E il problema era che lui non ne aveva la minima idea.
Cinque anni.
Erano passati cinque anni da quando avevo iniziato il liceo e, in qualche modo, lui era sempre rimasto lì.
Non era mai successo niente.
Niente di niente.
Per Alessio ero semplicemente una studentessa. Una delle tante ragazze che aveva visto passare nei corridoi del liceo, crescere, cambiare classe, diventare più grandi.
Per me, invece, era stato il punto fisso di un'adolescenza intera.
E forse era proprio questo il motivo per cui non ero mai riuscita a smettere.
«Giorgia!»
La voce di mia madre arrivò dal piano di sotto.
Aprii gli occhi lentamente e rimasi qualche secondo a fissare il soffitto.
Primo giorno di scuola.
Ultimo anno.
Maturità.
Solo a pensarci mi veniva voglia di rimettermi sotto le coperte.
Presi il telefono dal comodino e guardai l'ora.
7:03.
Avevo esattamente ventisette minuti per vestirmi, prepararmi, fare colazione e arrivare a scuola.
Perfetto.
Mi alzai dal letto e, ancora mezza addormentata, raggiunsi l'armadio.
Il quinto anno.
Avrei dovuto essere emozionata.
Invece ero soprattutto terrorizzata.
Non tanto dalla maturità.
Quella sarebbe arrivata dopo.
Mi faceva paura il pensiero che quello sarebbe stato l'ultimo anno in cui avrei visto ogni giorno le stesse persone, attraversato gli stessi corridoi, occupato lo stesso banco.
L'ultimo anno.
Quella frase continuava a girarmi in testa.
Mi preparai velocemente e scesi in cucina.
Mia madre mi guardò appena entrai.
«Finalmente.»
«Sono in orario.»
«Sei sempre in ritardo.»
«È diverso.
Lei rise.
Presi qualcosa da mangiare senza avere davvero fame e controllai di nuovo il telefono.
Avevo già un messaggio.
Samuele.
Sono sotto.
Sorrisi automaticamente.
Era una cosa che facevo da tre anni.
Sorridere quando vedevo il suo nome.
Samuele era il mio fidanzato.
Il mio primo vero fidanzato.
Il ragazzo con cui avevo condiviso praticamente tutto quello che, fino a quel momento, avevo considerato importante.
Il primo bacio.
Il primo appuntamento.
Le prime litigate serie.
Le riconciliazioni.
Le giornate passate insieme.
Le vacanze.
I compleanni.
Le promesse fatte quando eravamo ancora abbastanza ingenui da credere che amare qualcuno significasse necessariamente sapere già come sarebbe andata a finire.
Tre anni.
Erano tanti a diciotto anni.
Forse persino troppi.
Presi lo zaino e uscii.
Samuele era appoggiato alla sua macchina, con il telefono in mano.
Quando mi vide, sorrise.
«Finalmente.»
«Buongiorno anche a te.»
Mi avvicinai e mi diede un bacio veloce.
«Sei bellissima.»
«Sono appena scesa di casa.»
«Appunto.»
Scossi la testa ridendo.
Era fatto così.
Samuele mi guardava come se fossi sempre la cosa più importante nella stanza.
E forse era proprio questo che, negli ultimi tempi, mi dava più fastidio.
Perché avrei dovuto sentirmi fortunata.
E invece a volte mi sentivo soffocare.
Non gli dissi niente.
Come al solito.
Il liceo era già pieno.
C'erano ragazzi ovunque, professori che attraversavano i corridoi con pile di fogli tra le mani e gruppetti di studenti che si raccontavano cosa avevano fatto durante l'estate.
Io camminavo accanto a Samuele ascoltandolo parlare di una partita che aveva visto la sera prima.
Annuii.
Ogni tanto ridevo.
Ma la mia attenzione era altrove.
Perché quando arrivai davanti alla palestra lo vidi.
Alessio.
Era fermo vicino alla porta, con alcuni fogli tra le mani.
Camicia chiara, pantaloni scuri, quella solita espressione tranquilla che aveva sempre.
Avevo visto quell'uomo centinaia di volte.
Eppure il mio cervello sembrava non essersi ancora abituato.
Mi fermai per un istante.
Samuele fece qualche passo prima di accorgersi che non lo stavo seguendo.
«Gio?»
Mi voltai immediatamente.
«Sì?»
«Vieni?»
«Certo.»
Lo raggiunsi.
Non guardai più verso la palestra.
O almeno provai a non farlo.
Perché quello era il mio piccolo segreto.
Una cosa che mi ero portata dietro per cinque anni senza mai dirla davvero a nessuno.
Non avevo mai pensato seriamente che potesse succedere qualcosa.
Non poteva.
Non avrebbe potuto.
Era il mio professore.
Era molto più grande di me.
E soprattutto io ero fidanzata.
Quindi non era una storia.
Non era nemmeno iniziata.
Era soltanto una stupida cotta.
Una di quelle che prima o poi passano.
Solo che la mia durava da cinque anni.
Entrammo in classe.
I miei compagni erano già quasi tutti al loro posto.
Mi sedetti accanto a Samuele e appoggiai lo zaino a terra.
«Quest'anno dobbiamo impegnarci davvero», disse lui.
Lo guardai.
«Tu devi impegnarti. Io sono già perfetta.»
«Modesta.»
«Sempre.»
Rise.
Per qualche secondo mi sentii bene.
Poi guardai fuori dalla finestra.
Il cortile era pieno di studenti.
Il sole illuminava appena i muri del liceo.
Era tutto uguale.
Eppure non lo era.
Perché quello era il quinto anno.
L'ultimo.
Mi chiesi dove sarei stata l'anno successivo.
Chi sarebbe rimasto.
Chi avrei perso.
Chi avrei incontrato.
E soprattutto se, una volta finita la scuola, avrei finalmente smesso di cercare con gli occhi una persona che probabilmente non aveva mai cercato me.
Abbassai lo sguardo.
Forse quell'anno sarebbe stato diverso.
Forse avrei finalmente smesso di pensare ad Alessio.
Forse avrei capito che quello che provavo non era amore.
Era soltanto un sentimento cresciuto troppo a lungo dentro di me perché io avessi il coraggio di lasciarlo andare.
O almeno questo era quello che pensavo quella mattina.
Non potevo ancora sapere che il quinto anno avrebbe completamente smentito ogni mia certezza.
E che, prima dell'ultima campanella, niente sarebbe più stato come prima.
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PRIMA DELL'ULTIMA CAMPANELLA
RomanceGiorgia Grimaldi ha diciotto anni, un fidanzato da tre anni e un ultimo anno di liceo davanti a sé. Credeva di sapere già cosa volesse dalla sua vita, finché l'arrivo di un nuovo professore non sconvolge tutte le sue certezze. Tra un amore che appar...
