The Town Crier - Racconto breve

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Seguiamo più da vicino la redazione dello storico quotidiano "The Town Crier" e analizziamo con molta attenzione il suo pluripremiato stile di giornalismo investigativo:

Questa cittadina brillante è sola nel mondo, eppure è ricettacolo di infinite storie e di discorsi e di invenzioni sociali tutte nuove.

Allora tiriamoci dietro la porta dell'ufficio e facciamoci accogliere, a tu per tu, giornalisti contro giornalisti, e sondiamo il terreno.

Lo studio è tutto sporco e le scrivanie sono consunte e consumate; la vernice marrone cola dalle pareti e si mischia a macchie e sporco di polvere. In alcuni punti l'intonaco si è staccato, e tacitamente continua a staccarsi, come succede con gli edifici antichi.

Un'impiegata ci accoglie in redazione, sì, e ci manda dall'ufficio cronache: eccoli qui, i socialisti, esperti nei pettegolezzi e sempre immersi nel lavoro e dediti alla causa.

L'impiegata ci getta in pasto ai cani, e i cani avevano fame.

"Parliam d'amore", suvvia, il primo abbaia rabbioso.

Gli altri ci squadrano in un secondo, ma un pasto è un pasto per dei cani e di noi poco si curano.

"Sì, parliam d'amore!"

Ora si fronteggiavano sei contro sei e le voci salivano di un tono.

"Sally Carrol ha trovato marito", dice Percy Pritchard, "sulla soglia dei ventidue ha già due figlioletti e tra poco ci scapperà il terzo."

E tutti in coro: "Mirabile, Sally Carrol!"

"Ma non è finita qui, colleghi miei, perché Sally ha un segreto."

E tutti all'unisono: "E anche più di uno!"

"Dite bene!"

Percy si prende una lunga pausa e beve un sorso d'acqua mentre con le mani mena l'aria, agitandole solo Dio sa come. Poi riprende:

"Perché Sally Carrol è maestra elementare e sa scrivere, oh, come scrive bene le lettere Sally Carrol!"

"Maestra elementare!" risponde con entusiasmo l'orchestra di voci.

"Ma suo marito non sa leggere, nossignore, anzi non sa fare proprio nulla. Vabbè; Sally ci ha scritto e ci chiede aiuto perché con lui non ci vuole più stare e dei figli non le importa proprio nulla."

"È falso."

Dallo schieramento opposto si leva la voce puerile di Benny Bell, antropologo del sesso ed esteta di gusto europeo.

"Pritchard sbaglia!" continua, solenne.

"Dicci cosa sai, dicci cosa sai", l'eco dell'orchestra.

"Sally Carrol è una buona madre ed è giovane, perciò pulitevi la bocca se parlate d'amore, di quell'amore, poi, che lei ha descritto su quella lettera e che mi ha dato le lacrime."

Le voci si abbassano di un tono e persino il volume si riduce, cosa veramente rara:

"Ve la recito, signori, ve la recito: Sono Sally Carrol e abito a Willow Lane con mio marito e i miei due figli. Confesso che noi siamo in un mare di guai e che abbiamo perso il nostro lavoro. Mio marito Ted è forte come un bue e io lo amo davvero, ma è troppo tardo e io devo sempre stargli dietro perché lavori bene e come si deve. Io sono maestra elementare, ma la scuola ha chiuso recentemente perché alla fine siam tutti poveri e le braccia sono meglio delle lettere. Lo credo anche io, ma se Ted non ha il lavoro allora non ci credo più. Però vedete, io so scrivere e posso esser utile, posso imparare il mestiere o fare l'archivista per un po' fin quando Dio non ci dà pace. Abbiamo lasciato la casa che non poteva volare con noi, ma questa speranza può farlo: Chiunque legga queste parole messe all'attenzione del Town Crier, mi faccia sapere al più presto, per sola misericordia; abbiamo bisogno d'aiuto."

E questo è quanto, aggiunge Benny con rammarico.

Allora Pritchard, spietato:

"Raccontala tutta."

I colleghi si stringono fra loro e si agguerriscono sempre più, come una febbre che sale.

Benny continua, triste in volto e laconico nella scelta delle parole:

"Sally piace al direttore e tra poco viene da noi. Qui dentro non ci metterà piede, fortuna sua, ma farà la segretaria a quel vecchio porco."

Si schiarisce la voce.

"Tutto ok, no? No. Abbiamo visto il marito scemo aggirarsi per la città, tutto nudo, disperato, col sangue agli occhi e dei lacrimoni incessanti; l'hanno sbattuto dentro, e non esce più."

I volti febbrili scoppiano e si schiudono mille emozioni sulle bocche e sulle sopracciglia.

"Vedete, come si sa, signori", riprende Pritchard, "abbiamo in città un'altra..."

Benny lo zittisce e il coro si lascia andare ad uno strillo cinematico, che è una cosa come "ouch" di disappunto e commiserazione.

"Tu sei un essere deprecabile", ribatte l'antropologo del sesso.

"E tu sei uno stupido romantico, lo scienziato dell'amore e un buonista di prima. Com'era, l'altra settimana?"

Pritchard continua ad agitarsi e tenta un'imitazione canzonatoria del collega:

"Ah, sì; esistono due tipi d'amore e non ce n'è uno sbagliato, chi vuol esser lieto sia, e poi hai continuato le cazzate: Sì, perché la ricerca antropologica ha evidenziato certi bias cognitivi e convinzioni popolari e ne siamo giunti che è così ed è cosà.

Com'è che dicevi? Da ragazzo sei rimasto che esiste l'amore vero, quello per cui non ci si dà nemmeno un bacio, ed esiste l'attrazione mistica che ti ha sempre fatto andare tutto in tiro e che non ti ha mai fatto sentire Dio. Dicesti pure che l'amore è una scelta e che si obbedisce al cuore come si muore in battaglia. E che entrambe queste forme d'amore erano così presenti e forti in noi che il matrimonio non può reggere o l'infatuazione non può reggere se l'uno si scontra e vince sull'altro. Ma io non ho sacrificato la testa e dico quel che penso, che Sally Carrol è una..."

E alcuni in coro:

"Una gran puttana!"

Hippip, Hurra!

La schiera opposta a Benny festeggiava e lui si stropicciava i baffi e pensava a questa imperdonabile stortura di pensiero.

Con calma la parte sconfitta dell'ufficio guarda il loro leader, l'antropologo del sesso.

"Hai vinto tu, Pritchard, facci un articolo e racconta tutto al direttore. Ti prego però, non farti migliore; ho visto un certo pattern tra gli avvenimenti di quest'oggi..."

Tutti si zittiscono e noi ne abbiamo abbastanza. Ci catapultiamo fuori da questa sudicia redazione.

Ora siamo tutti da noi a lavorare.

Io ho deciso di scrivere tutto questo perché l'ho trovato divertente e un pochino affascinante.

Neanche tempo di raccontare tutto che ci è arrivata una copia fresca fresca del Crier.

L'articolo di Pritchard stava sulla prima pagina e recitava: "La storia di Sally Carrol".

Allora vado da Joe:

"Scusa Joe, l'hai letto il Crier, stamattina, che parla di questa certa Sally Carrol?"

"Sì", disse Joe, "proprio una gran puttana."

E un po' mi fece tristezza.

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⏰ Last updated: Sep 22 ⏰

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