Introduzione

3 1 0
                                        

Settembre è il mese più ambiguo dell'anno.
Non tutti accettano l'amarezza di dire addio a un'altra estate, agli amici sparsi per la spiaggia, ai libri impolverati lasciati sulla mensola e letti solo a metà. Altri invece lo adorano: lo vivono come una nuova pagina bianca, la promessa di un'avventura che ricomincia. Per me, settembre è solo il countdown spietato delle possibilità accantonate. Di quelle cose che continui a rimandare perché ti illudi che avrai sempre un'altra estate per farle. Un altro anno. Un altro momento.
Quando si parla di opposti, immagino subito me e mia sorella. Lei è il sole di luglio: popolare, solare, la persona che tutti cercano non appena la musica si alza. Io sono l'inverno: amo la pioggia, i libri in cui rifugiarmi e la sensazione rassicurante di poter pianificare ogni singolo minuto. L'unica cosa che abbia mai tollerato dell'estate è sempre stata la salsedine sulla pelle e il vento tra i capelli.
O almeno, così credevo prima dell'anno scorso.
Prima che l'estate diventasse l'incontro con i suoi occhi misteriosi. Con il suo sorriso travolgente, capace di abbattere ogni mia difesa. Sono impazzita per le sue labbra addosso alle mie. Per quel contatto impaziente, affamato, che mi ha tolto la terra sotto i piedi. Un bacio travolgente come il mare in tempesta, che ti spinge a riva e poi ti trascina con sé. Ricordo ancora le farfalle che mi sono esplose nella pancia, quel vuoto allo stomaco e quel calore improvviso che mi è scivolato fin giù nel ventre, lasciandomi tremante. Per un anno intero ho sognato la sensazione delle sue mani su di me. Per un intero anno mi è mancata l'aria al solo pensiero. Per un intero anno ho aspettato solo di tornare qui per sentire di nuovo quel brivido sulla pelle.

Ora sono di nuovo su questo sedile passeggero, a guardare il mare dal finestrino mentre mia sorella guida cantando a squarciagola Girls Just Want to Have Fun.

After September Stories to obsess over. Discover now