Il cielo sopra Roma, in quelle prime sere di primavera, non era mai soltanto azzurro o arancione. Era una sfumatura densa e dorata, come se la luce calda del sole stesse colando lentamente sui tetti di terracotta, sugli intonaci sbreccati dei palazzi storici e sulle chiome verdi dei pini marittimi. Era il genere di tramonto che avrebbe dovuto trasmettere calma, ma per Chloe la realtà del momento si riassumeva nel rumore sordo e snervante dei suoi trolley.
Clac-clac-clac.
Le ruote di plastica dura continuavano a incastrarsi tra i sampietrini sconnessi del quartiere, trasmettendo una vibrazione fastidiosa lungo tutte le braccia. Con le spalle ancora rigide per le tre ore di treno e la testa che iniziava a martellare a causa di un mal di testa fulminante, Chloe sospirò, scostandosi dalla fronte una ciocca di capelli sparata dal vento.
Era passato esattamente un anno. Dodici mesi tondi da quando la vita a cui era abituata si era spezzata in due metà distinte: prima la separazione di sua madre Rosy e suo padre Marco, poi la ricostruzione lenta e a tratti faticosa di una nuova quotidianità. Tra i grandi stravolgimenti era arrivata anche la figura di Luigi, il compagno di sua madre. Luigi viveva stabilmente a Roma insieme ai suoi due figli, Riccardo e Marta. Con il tempo, il calendario delle vacanze di Chloe era stato completamente rispiegato: ogni pausa scolastica o festività significava fare i bagagli e scendere nella Capitale. La routine ormai era collaudata. La casa di Luigi diventava il loro punto di riferimento, una sorta di quartiere generale per quella grande e un po' caotica famiglia allargata.
L'ingresso della villa a due piani profumava di cera per pavimenti e legna stantia. Il portone di legno massiccio si aprì con un cigolio familiare, e la figura robusta di Luigi comparve subito in cima alla prima ramponata di scale.
«Dai Chloe, dammi la valigia pesante, ci penso io!» disse con il suo consueto sorriso caloroso e l'accento romano ad ammorbidire ogni sillaba, venendole incontro prima ancora che lei potesse protestare.
«Grazie Luigi, davvero. Sono solo un po' stanca per il viaggio,» rispose lei, accennando un sorriso riconoscente mentre gli cedeva l'impugnatura del trolley grande.
Varcata la soglia dell'appartamento, Chloe fu accolta dal solito caos festoso. Dalla camera in fondo giungevano le voci di Riccardo e Marta, intenti a litigare per chissa cosa, scambiandosi le classiche battute pungenti che solo due fratelli sanno inventare. Respirare quell'aria era confortante. Venire a Roma era sempre stato l'appuntamento fisso di Chloe per staccare la spina da tutto, e rivedere la sua seconda "famiglia" le faceva bene al cuore, anche se adattarsi ogni volta ai nuovi spazi e ai ritmi altrui richiedeva sempre qualche minuto di assestamento.
Chloe appoggiò lo zaino sull'appendiabiti all'ingresso e fece per incamminarsi verso la stanza degli ospiti, ma il suono acuto e inconfondibile del citofono tagliò l'aria per due volte di fila. Un ritmo ritmato, quasi un codice segreto.
«Chloe! Dai, sbrigati a posare le cose, c'è qualcuno che ti aspetta giù!» la chiamò Rosy con una voce tranquilla e serena dal piano della cucina, dove stava già preparando il caffè.
Chloe non aveva bisogno di chiedere chi fosse. Solo una persona suonava al citofono con quell'insistenza festosa: Samuele, il suo amico storico di Roma, l'ancora di salvezza di ogni sua vacanza. Senza neanche togliersi la giacca leggera, corse verso il balcone del soggiorno, spalancò le porte finestre e si sporse dalla ringhiera in ferro battuto. La piazza sottostante era immersa nella penombra dorata del crepuscolo, e al centro, attorno alla solita fontana in pietra, c'era la sua comitiva radunata al completo.
«Mamma, io scendo subito a salutare gli altri!» urlò Chloe in direzione della cucina, senza neppure attendere la risposta di Rosy. Si voltò, afferrò le chiavi dal mobiletto ed uscì di casa di corsa, scendendo le scale a due a due e lasciandosi alle spalle l'odore di caffè.
Quando il portone si spalancò sulla strada, fu un'esplosione di accoglienza. Ci furono i soliti abbracci calorosi, quasi da soffocare, le risate e un fiume di domande incrociate su come fossero andati gli ultimi mesi di scuola, sui professori odiosi e sui voti presi. Chloe si sentì subito avvolta da quella familiarità rassicurante che le era mancata negli ultimi mesi al Nord.
Mentre raccontava un aneddoto divertente sul suo viaggio in treno, Martina, una delle sue amiche più strette, le si avvicinò e le diede una gomitata amichevole sul fianco, indicando con lo sguardo un punto alle sue spalle.
«Comunque quest'anno c'è una novità nel gruppo,» mormorò Martina a bassa voce, inclinando la testa con un sorrisetto intrigato. «Un nuovo tipo che si è trasferito nel quartiere da poco. Guarda, sta arrivando proprio adesso.»
Chloe si girò distrattamente, sistemandosi i capelli dietro l'orecchio, giusto in tempo per veder spuntare dall'angolo della via un ragazzo tallonato da un altro paio di conoscenti. Catturò subito la sua attenzione, ma non esattamente nel senso migliore del termine.
Era alto, dal fisico chiaramente allenato e scolpito bene in vista sotto una t-shirt scura e un paio di jeans leggermente consumati. Aveva capelli scuri scompigliati dall'aria con un disordine studiato e due occhi marroni intensi, quasi neri, che sprizzavano un'aria di pura sfida da chilometri di distanza. Ma ciò che colpi maggiormente Chloe fu il suo modo di camminare: un'andatura lenta, ciondolante, la tipica camminata da "bulletto" di quartiere di chi sa perfettamente di essere bello e prova un perverso piacere nell'avere tutti gli sguardi puntati addosso.
«Ehi ragazzi!» lo salutò uno del gruppo spingendolo leggermente avanti. «Natan, vieni qui. Lei è Chloe, la ragazza che viene a Roma ogni volta che ci sono le vacanze.»
Natan si fermò a un metro da lei. Non fece un gesto formale né accennò a salutare con la mano. Squadrò Chloe lentamente, dall'alto in basso, partendo dalle sue scarpe da ginnastica un po' consumate fino ad arrivare ai suoi occhi, stampandosi in faccia un sorrisetto storto, a metà tra il provocatorio e il distaccato.
«Ah, la famosa 'ragazza del nord' di cui parlate sempre,» disse con una voce calda ma intrisa di una sottile ironia. «Pensavo fossi più alta.»
Un mormorio sorpreso corse tra gli amici presenti. Chloe incrociò le braccia al petto, sentendo un improvviso rigurgito di stizza salirle lungo la schiena e scaldarle le guance. Non sopportava le persone arroganti, e non le andava proprio giù che quel nuovo arrivato, spuntato dal nulla, si comportasse già come se fosse il padrone assoluto della piazza.
«E io pensavo che a Roma l'educazione fosse di casa, ma vedo che ci sono eccezioni,» ribatté lei a tono, senza tradire il minimo segno di esitazione o imbarazzo, sostenendo fermamente il suo sguardo.
Samuele soffocò a stento una risata voltandosi dall'altra parte, mentre Natan alzò un sopracciglio scuro, chiaramente sorpreso da quella risposta così pronta e priva di timore reverenziale. Il suo sorriso arrogante, invece di spegnersi, si fece ancora più evidente e marcato.
«Simpatica,» commentò il ragazzo, facendo un passo di lato e infilando le mani nelle tasche dei pantaloni. «Vedremo quanto durerai questa settimana.»
«Molto più di te, fidati,» rispose Chloe tagliando corto, per poi voltargli deliberatamente le spalle e riprendere a parlare con Martina come se lui non fosse neppure lì.
Mentre la serata continuava e il gruppo decideva di incamminarsi lungo la via principale per andare a prendere un gelato, il brusio delle conversazioni riempì l'aria fresca della notte romana. Eppure, Chloe non poté fare a meno di percepire chiaramente il peso di uno sguardo che le restava costantemente puntato addosso da qualche passo di distanza. Voltandosi appena con la coda dell'occhio, incrociò di nuovo gli occhi marroni di Natan, che la osservava con un'espressione indecifrabile. Chloe sbuffò tra sé e sé: non sopportava i tipi come lui, superficiali e pieni di sé. Ma c'era qualcosa nel modo in cui la fissava, una tensione palpabile e inaspettata, che le fece presagire una cosa sola: quelle vacanze di Pasqua non sarebbero state affatto noiose.
YOU ARE READING
~AMOR~ io e te indelebili
RomanceAmore a distanza, famiglia allargata, incomprensioni, attrazione tra opposti, transizione dall'adolescenza all'età adulta. Chloe é la protagonista. Vive al Nord ma passa le vacanze a Roma dalla "famiglia allargata" della madre. Determinata, schietta...
