<<Lo vedi? Il mio ragazzo sta piangendo.>>
Dazai indicò con l'indice l'angolo della stanza che si trovava alle spalle del suo interlocutore, il quale ovviamente non poteva girarsi. Mugolii in risposta vennero strozzati dal fazzoletto che gli stringeva i lati della bocca, e che si legava dietro la nuca. A Dazai sembrava non importare di non riuscire a capire cosa stesse dicendo la sua vittima, dopotutto sarebbero stati molto probabilmente soltanto lamenti e pianti.
<<Sai, è da circa una settimana che ce l'ha con me e non riesco a capirne il motivo...>>
Le parole delicate di Dazai infondevano quasi dolcezza, venivano i brividi sentendo i suoi sussurri, quasi ci si sarebbe potuti immaginare al sicuro se solo un pianto misto a frasi isteriche non stesse lacerando l'atmosfera.
<<Sigh, lasciami andare, ti odio!>>
Sussurrava ma Dazai lo sentiva.
<<Andiamo Chuuya, non fare così...>>
Silenzio.
<<Vedi? Non mi parla. Dimmi come fare a rimediare, ti prego. Poi ti lascio andare.>>
Nonostante la dolce promessa, la povera vittima non potè evitare di sentirsi ulteriormente minacciata, sapeva bene che Dazai lo stesse prendendo in giro, non sapeva se avrebbe dovuto parlare oppure no, quasi gli mancò il fiato quando gli venne tolto il fazzoletto dalla bocca.
Con un rumore acuto, il carnefice strisciò una vecchia sedia di metallo fin davanti agli occhi del povero sfortunato, anch'egli seduto, ma in una posizione diversa: i polsi legati assieme alle caviglie, in modo da essere costretto ad alzare la testa fino a ferirsi il collo per poter guardare negli occhi Dazai, che glielo stava imponendo.
<<Allora? Cosa dovrei fare?>>
Chiese in tono quasi rassicurante, come se fossero amici. La vittima tentava di riflettere, ma sapeva che qualunque cosa avesse detto sarebbe stata sbagliata.
<<Prova a... Chiedere scusa?>>
Fu tutto ciò che riuscì a partorire.
<<Hai ragione... Come ho fatto a non pensarci...>>
Sembrava davvero convinto di quella soluzione. Si alzò in piedi e si diresse verso Chuuya, che ancora piangeva e si lamentava, fissando il punto in cui le due pareti si incrociavano col pavimento.
<<Hai sentito? Devo chiederti scusa...>>
Una mano sulla schiena, per accarezzarlo.
<<Vai via, per quello che hai fatto non devi chiedere perdono!>>
Un gesto brusco e improvviso sorprese il castano, che si ritrovò un taglio sul petto, molto profondo, ma non tanto largo. Chuuya l'aveva aggredito con un coltello.
<<Caro mio, non ha funzionato, come puoi vedere... Anzi, mi sono addirittura fatto male...>>
A passi lenti tornò alla sua sedia.
<<Sai, forse dovrei cambiare ragazzo: ormai lui mi odia.>>
Poggiò la mano fra i suoi capelli.
<<Vorresti essere tu?>>
La vittima rimase in silenzio, temendo di dare la risposta sbagliata. Pur troppo per lui Dazai ripetè la domanda, questa volta in tono meno paziente.
<<P-perché io?>>
Non riusciva a sollevare lo sguardo mentre rispondeva a quella che era palesemente una stupidissima presa in giro. Si sentiva umiliato, cominciava a immaginare cosa gli spettava.
YOU ARE READING
Uccidimi ||Soukoku||
FanfictionLa storia si svolge durante i quattro anni successivi al risveglio di Chuuya, avvenuto un pomeriggio d'estate in seguito al suo primo omicidio. Dazai (che lo aveva rapito un anno prima, intento a ucciderlo, per poi innamorarsene) rimane sorpreso da...
