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La relazione clinica- Prologo

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Luglio, 2026

Il 19 agosto incontrerò la mia neuropsichiatra.
L'ho incontrata solo due volte, ma penso che quei due brevi attimi le siano bastati per capire chi sono io (magari a me riuscisse così facilmente!), anche grazie alla relazione clinica della mia psicoterapeuta, Maria, che vedo ormai da gennaio due volte a settimana, il lunedì ci incontriamo alle 14:00 mentre il giovedì alle 13:30.
Dalla relazione redatta dalla psicologa e psicoterapeuta (penso che le piacerebbe sapere che io dò valore a entrambe le sue lauree), sono emerse diverse cose di me.

La relazione è di 5 pagine, densissima di parole.
Lascio qualche spezzone:

"... Esternamente il ragazzo ha mantenuto a lungo un'immagine di sé piacevole, compiacente e solida (specie agli occhi del padre), che nascondeva tuttavia un profondo vissuto di solitudine, vuoto e sofferenza."

"...Presenta una marcata rappresentazione autosvalutativa e autodenigratoria. Manifesta un profondo vissuto di disgusto e ripugnanza verso il proprio corpo e verso la propria identità sessuale."

Ah sì, la mia identità sessuale.... a 17 anni non so ancora se mi piacciono i maschi o le femmine o entrambi... andiamo bene.

La relazione continua:

"...Mette in atto comportamenti rigidi e selettivi su alimentazione, cura della pelle, peso corporeo e paura delle malattie/contagio (fobie igieniche e ipocondriache accentuatesi dopo la pandemia da COVID-19)."

".... Passa molte ore al giorno online e a consultare sistemi di IA cercando informazioni che finiscono per validare e amplificare le sue preoccupazioni e la sua ansia."

Poi va a parlare di ritiro sociale, la mia predilezione esclusivamente verso le femmine in termini di relazioni tra pari, e anche ".. La prospettiva della crescita, dell'autonomia e dello svincolo dalle figure genitoriali gli provoca un'ansia acuta che sfocia nel panico e in pensieri legati al tema della morte."

Per poi finire parlando di quello che tutti temiamo e giudichiamo: la morte. La dottoressa parla di aumento di angoscia, comparsa di severa insonnia (dio, quanto odio la notte) ed ideazione suicidaria attiva.

Io considero Maria, (si la chiamo per nome) la mia psicoterapeuta, la mia unica amica, anzi lei è la migliore delle migliori amiche. È così gentile, comprensiva, divertente a volte; ha la vitiligine ed è una super sportiva. Infatti, mentre io scrivo, lei è in Canada, tra boschi e parchi naturali, in bici a visitare la natura, con tanti amici (ahh... gli amici).

Il 19 agosto le cose cambieranno. Perché, almeno è ciò che mi aspetto io, mi verrà detto la comunità terapeutica dove verrò mandato, per quanto e come funziona.

Io so ben poco su cos è una comunità terapeutica per minori: un edificio, quasi come una casa, con un massimo di quindici ragazzi in genere, zeppo di educatori, psicologici e psichiatri, oltre che infermiere e sorveglianti; è una struttura residenziale, ovvero ci si sta h24 sette giorni su sette. Da quello che ho letto, ci sono diverse regole e si è monitorati.

Ma, ora che scrivo, manca quasi un mesetto. Perciò è inutile pensarci ora.

Voglio andarci? Si. Assolutamente. Mi suicidio altrimenti.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jul 24 ⏰

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