Euclid

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Il sole faceva rilucere le foglie come verdi cristalli, danzanti nella brezza. La lirica degli usignoli.

Un'ombra, la pressione di una scarpa sul diaframma. Giù, giù, finché il respiro non si blocca da qualche parte tra i polmoni e il cuore. I suoi capelli una corona di fuoco ramato, il suo sorriso da Gioconda.

«Stronzo.»

«Dimmelo quando smetterà di piacerti che io lo sia. So che ti scrivi con Giovanni.» Affermazione, non domanda.

«Sei geloso?»

Lo sguardo di un rapace che avvista un coniglio.

«Non ho mai desiderato niente così tanto in vita mia.»

Una cosmogonia in dieci parole. Le morsi. Mi tagliarono la bocca.

I conigli scappano.

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⏰ Last updated: Jul 23 ⏰

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