🌙 Angolo autrice 🌙
Ciao.
Se stai leggendo queste righe, significa che hai deciso di dare una possibilità alla mia storia. Ti ringrazio davvero.
"Non eri il passato" è un romanzo nato da un'idea che mi accompagna da tanto tempo. Ho cercato di costruire personaggi con i loro difetti, le loro paure e i loro silenzi, perché sono proprio quelli a renderli umani.
È una storia di seconde occasioni, di ricordi che non smettono mai davvero di esistere, di pioggia e parole che arrivano sempre troppo tardi.
Se durante la lettura ti andrà di lasciarmi un commento o di condividere una tua impressione, ne sarò davvero felice. Sarà bello leggere questo viaggio anche attraverso i tuoi occhi.
Ti auguro una buona lettura.
Con affetto, A. Noire.
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Non credo nel destino.
Non credo nei segni.
E sicuramente non credo alle seconde possibilità.
Le persone fanno delle scelte. Poi convivono con le conseguenze. È più semplice di quanto vogliano credere.
Mi piace quando ogni cosa ha una spiegazione. Le coincidenze sono solo eventi a cui non abbiamo ancora trovato una logica.
Le emozioni, invece ... sono il motivo per cui la logica smette di funzionare.
C'è una differenza sostanziale fra capire e sentire: capire significa trovare una spiegazione, sentire significa perdere il controllo.
Aristotele sosteneva che la virtù stesse nel giusto mezzo tra due eccessi: trovare l'equilibrio adatto a ogni situazione.
Per anni ho creduto che avesse ragione. Ho imparato a non affezionarmi troppo, a non odiarle troppo o a non desiderare troppo. L'equilibrio sembrava l'unico modo per non soffrire.
Per questo organizzo la mia giornata in maniera maniacale: stesso orario della sveglia, stesso treno per andare in università, stesse lezioni frequentate e non, stessa colazione al bar alla stessa ora. Molte persone potrebbero chiamarla routine, a me piace chiamarla tranquillità: quando sai esattamente cosa aspettarti, è difficile che qualcosa riesca a sorprenderti. E ciò che non ti sorprende, difficilmente può ferirti.
6:58 A.M
Il treno a quest'ora non è nè pieno nè vuoto. È il tipo di equilibrio che preferisco: abbastanza persone per passare inosservata, abbastanza spazio da non dover condividere il mio con nessuno. Adoro prendere questo treno anche perché riesco a fare colazione al bar con Camilla, la mia unica amica. È l'unica persona che sia mai riuscita a entrare nella mia vita senza chiedere il permesso.
Ad ogni modo, arrivo in caffetteria, chiudo l'ombrello fradicio di pioggia, saluto in modo cordiale il barista che già prepara il mio ordine e mi dirigo verso Camilla. La trovo intenta a leggere un libro di cui ignoro il titolo: è una lettrice nata.
« Milli ti ho detto mille volte di raddrizzare la schiena quando leggi, perchè assumi sempre quella posizione alla Leopardi? ». Il mio arrivo risveglia dalla sorta di trance in cui era entrata la mia amica, facendole alzare la testa e raddrizzare immediatamente la schiena come se fosse appena stata richiamata da un militare.
Mi sfugge una risata quando vedo la sua espressione sorpresa, mentre mi siedo difronte a lei levando il mio cappotto di pelle nera. Tiro fuori il mio pacchetto di sigarette e il mio accendino attendendo la mia colazione.
« Livia, amica mia, mi farai venire un infarto uno di questi giorni! Come fai ad essere così silenziosa anche con gli anfibi fradici? I miei fanno un rumore pazzesco, sanno che sono entrata nella stanza a chilometri di distanza» dice con fretta gesticolando e ridendo.
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Non Eri Il Passato
Romance"Ho sempre pensato che l'odio fosse il contrario dell'amore. Poi ho rivisto Damiano." Lui aveva dieci anni più di lei. Lei lo odiava da troppo tempo per ricordare il motivo. Si erano promessi di non rivedersi mai più. Poi il destino ha deciso di rid...
