Ore 16:00. Suonano al campanello.
Matteo è sprofondato nel divano, con la benché minima voglia di interrompere la visione della sua sitcom preferita. Sbuffa e si issa in piedi. I trent'anni si fanno sentire. Ciondolando, grattandosi il posteriore e sbadigliando sonoramente, va al citofono. "Posta!" dice una squillante voce femminile dall'altro capo dell'apparecchio. Senza nemmeno rispondere Matteo clicca il tasto con la piccola chiave, cosicché la dolce postina possa imbucare le varie missive nell'androne del condominio. Torna sul suo divano, pronto a far ripartire un episodio qualunque mentre gioca sul cellulare. In fondo, sa tutto a memoria, non ha proprio voglia di dedicarci tutta questa attenzione. Passano i minuti e Matteo si sta appisolando; dovrebbe cominciare a pensare alla festa in programma, un banale aperitivo per il compleanno di sua sorella Maria, che compie 25 anni. Il famoso quarto di secolo, quello che ti sembra un gran traguardo da raggiungere quando arrivi alla seconda decina, ma che quando lo superi ti sembra di averlo sprecato. La verità è che a Matteo non importa un fico secco di sua sorella, né del suo compleanno, né di qualunque altra occasione che lo costringa fuori dalle mura di casa sua. Da tempo ha perso la voglia di vivere: una vita solitaria, alla giornata (ogni volta più sprecata), un lavoro che non lo soddisfa ma di cui non può fare a meno, pochi amici rimasti ma ormai tutti ben sistemati, così bene che non hanno più tempo da dedicare a un eremita come lui. Ci hanno provato per un po', ma a Matteo l'idea di uscite standard con coppie o, peggio, famiglie standard di cui lui non fa parte non alletta un granché. Ormai Matteo è più che rassegnato alla sua solitudine e gli sta bene. Non ha bisogno di nessuno, e quando è così è sempre meglio sparire dalla circolazione. Almeno così i pochi interessati potrebbero se non altro incuriosirsi e domandarsi che fine abbia fatto. Non che questo, solitamente, generi chissà quali grandi ricerche di persona...
Non è sempre stato così. C'è stato un tempo in cui Matteo era benvoluto, popolare, in cui aveva grandi amici e un grande amore. Maddalena.
Nei loro vent'anni, fatti di estati libertine e inverni mai solitari, si cercavano, si vivevano, c'erano gli uni per gli altri. Come in effetti dovrebbe essere sempre, possibilmente in ogni fase della vita ma in realtà a quell'età un po' di più. È quell'età in cui è finita la prigionia scolastica, si fanno progetti, c'è la libertà di diventare adulti e un mondo di scelte giuste e sbagliate che si apre davanti. Per Matteo l'unica scelta era Maddalena. Ma non ha mai saputo dirglielo. Probabilmente da tempo si annusava un certo feeling, in compagnia Matteo, pur nella fama di donnaiolo, era vittima di sottili prese in giro dei suoi amici. Possibile che un conquistatore come lui non sapesse come approcciare un'unica donna, apparentemente con tutte le carte in regola per la normalità? Evidentemente sì.
Maddalena negli anni non fece mai un passo verso di lui. Poi si laureò. Matteo aspettava quell'occasione per dichiararsi, complici magari un paio di cocktail di coraggio, ma l'invito non arrivò mai. Seppe che molti dei suoi amici erano stati invitati ma lui no. Seppe che a quella festa lei sembrava una principessa. Seppe che era davvero l'ultima occasione perché lei sarebbe partita di lì a poco per Londra. Seppe di non farcela a sbloccarsi in tempo. E da lì il risentimento ebbe la meglio su quell'uomo che ora si sta addormentando sul divano, vittima della negatività improvvisa legata al tempo che fu. Eppure dietro le palpebre c'è ancora il sorriso di Maddalena, a vent'anni, nonostante di lei siano rimasti solo brutti pensieri. È andata avanti, l'ha dimenticato, ogni piccolo sforzo è stato vano.
Matteo non sa perché ci sta ripensando ora, forse perché ha toccato il fondo e guardandosi intorno si scopre a esplorare il suo fallimento come uomo. Una forza d'inerzia lo smuove un poco, fare due passi potrebbe fargli bene. Non si cambia nemmeno, tiene addosso la t-shirt logora di un vecchio concerto, un paio di pantaloncini da basket e le All Star di quando andava al liceo. Non parliamo dei calzini. Esce di casa e scende, l'idea sarebbe di attraversare la strada e entrare nel bar di fronte a bere una cosa. O due... o tre...
E invece vede l'angolo di una busta rossa sbucare dalla sua buca delle lettere. Fresca di consegna.
Matteo la prende sovrappensiero. È l'invito a una festa. La sua festa.
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L'invito
General FictionMatteo è in procinto di andare a una festa di compleanno. Ma in un giorno qualunque riceverà un invito vecchio di dieci anni che lo sconvolgerà.
