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Capitolo 1: Pandora

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Quello era il giorno. Il giorno dove il padre le aveva promesso di spiegarle tutto. 

Pandora all'inizio non aveva capito. Il papà le aveva detto che c'era qualcosa della sua vita molto importante che doveva sapere. Dopo afferrò tutto. Era sempre stata intelligente e non ci voleva tanto tempo per capire. Negli ultimi anni Pandora aveva riscontrato momenti non appartenenti a questo mondo e le era sembrato di impazzire. Aveva visto cavalli che volavano, creature con zanne, armi, grandi quanto suo papà e aveva sentito persone girare tranquillamente per strada parlando in greco e lei per qualche strana ragione, pur non avendo mai conosciuto neanche una singola parola in greco, li aveva capiti perfettamente. 

"Pandora ascoltami - il padre si era seduto sul divano accanto a lei - quello che sto per dirti non è facile da concepire." Pandora gli fece cenno di continuare. 

"Tu appartieni ad un altro mondo. Un mondo greco. In questo mondo ci sono tanti ragazzi e ragazze come te ovvero figli di un genitore divino. Ti ho sempre raccontato che tua mamma era morta dandoti alla luce, ma non è vero; l'ho fatto perchè me lo aveva chiesto lei e al momento opportuno avrei dovuto dirti la verità."

"Quindi... mia mamma è una dea? Quale?"

"Esatto... ma il fatto è, amore mio, che non posso dirtelo. Dovrai andare in questo campo, il campo Mezzosangue dove incontrerai tutti gli altri semidei e lì riuscirai a sapere chi è tua mamma. Mi rattrista dirtelo perchè non sarai più accanto a me, ma non posso farci nulla, questo è il tuo destino. Lì saprai ciò che ti attende."

"Papà, un campo, allontanarmi... mi stai chiedendo cose che non so se riuscirò a fare... e se poi lì non mi trovassi bene? Se non mi farò degli amici?"

"Pandora sei una persona sveglia, riuscirai a fare tutto ciò. E' importante."

"Ma che cos'è che mi attende?"

Il padre sospirò: "Non posso dirtelo esattamente. Devi solo sapere che si tratta di una profezia dove tu sei molto importante - le prese le mani - combatterai, salverai molte persone e io sarò orgoglioso."

"Papà come fa ad essere la mia vita molto importante? Come riuscirò a salvare delle persone? Tutto questo è... strano. Un attimo fa ero una ragazzina normale e ora una semidea? Non so neanche chi sia mia madre e chissà quanto dovrò aspettare. Non so se avrò voglia di combattere."

"Tu Pandora Callista c'è la farai, perchè sei forte e determinata. Non ti devi fermare davanti la paura d'accordo? Quanto a tua madre... è una donna importante riuscirà a mettersi finalmente in contatto con te là al Campo, non sai da quanto tempo lo desidera. Sarai felice della tua nuova vita e sono sicuro che riuscirai a combattere benissimo." Pandora annuì piano. Non era scioccata di tutto questo, perchè un po' se lo aspettava... solo non così.

"E figlia mia ricorda che la bellezza può essere pericolosa, ma l'intelligenza è letale. Promettimi di farti gli amici giusti. Non tutti i semidei sono beh simpatici... comunque quando sarai lì capirai; e mi raccomando non credere a tutto quello che ti dicono okay? La maggior parte delle cose sì, ma non tutto." Pandora aveva l'impressione che il padre le stava nascondendo qualcosa, ma preferiva non chiederglielo visto che non sembrava tanto in voglia di parlarne. 

"Va bene papà" disse. Lo abbracciò. Poi chiese il permesso di lasciare la stanza e di andare in camera sua. Si buttò sul letto. 

 Devi solo sapere che si tratta di una profezia dove tu sei molto importante. Questo è il tuo destino. Combatterai, salverai molte persone. Dovrai andare in questo campo, il campo Mezzosangue. Le parole le rimbombavano nella testa. Il fatto è che non sapeva se una volta arrivata lì sarebbe riuscita a fare tutto quello che il padre e a quanto pare tutti gli altri si aspettavano da lei. Si guardò allo specchio. Come poteva lei, una ragazzina di quattordici anni, con i capelli arruffati, con l'apparecchio e soprattutto magra, riuscire a combattere e diventare importante? Sua madre probabilmente si sarebbe vergognata. 

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