Erano passati dieci giorni. Era il decimo giorno senza mio fratello Andy. Mi mancava tanto, tantissimo, da impazzire, eppure non potevo fare niente. Non sapevo dove o perché se ne fosse andato o perché i miei genitori non l'avessero fermato. Se io ero piccola per andare via di casa, lo era anche lui, voglio dire: avevamo sei anni entrambi.
Erano dieci giorni che sentivo la mia mamma piangere consolata dal mio papà tutte le notti appena andavo nella mia stanza con l'intento di dormire. Io non volevo avvicinarmi a lei, ero troppo timida, non avrei saputo cosa fare. Sono i grandi che consolano i piccoli quando piangono, non avevo mai visto il contrario e non sapevo come si facesse.
Erano dieci giorni che i miei genitori si avvicinano a me come se mi volessero dire qualcosa, ma appena mi giravo verso di loro non volevano più parlare. Mi fissavano in silenzio. Ero piccola, ma capivo se qualcosa non andava.
Questa mattina mi avvicinai alla mamma, era triste come sempre negli ultimi giorni, ma appena mi vide mi sorrise. Era un sorriso finto, lo conoscevo fin troppo bene, ma finché qualcuno non mi spiegava qualcosa come potevo capirlo?
"Mamma, va tutto bene?"
Chiesi con timidezza. Lei mise le mani sul viso e scoppiò a piangere. Non capivo, era tutto così misterioso e triste nella mia casa negli ultimi giorni. Non sapevo che fare per consolarla, così la abbracciai senza dire una parola. Lei mi strinse forte a sé ma dopo qualche secondo si allontanò. Mi guardò negli occhi, occhi così tristi e pieni di lacrime da giorni.
"Mamma, perché piangi?"
Perché piangeva, la domanda era mille volte più semplice della risposta.
"Mi manca Andy, tesoro."
"Anche a me... quando torna?"
La mamma mi accarezzò la testa delicatamente anche se le sue mani tremavano un po'. Mi guardò con i soliti occhi tristi, poi rispose.
"Andy, non tornerà."
Io rimasi visibilmente confusa, perché non sarebbe tornato? Era arrabbiato? Avevo fatto qualcosa di male? Nella mia testa non poteva andare via così e lasciarci da soli. Non ci aveva lasciato neanche un biglietto, anche se non sapeva scrivere. Non poteva semplicemente sparire, fino a dieci giorni prima stavamo giocando insieme e ci divertivamo.
"Perché non torna?"
La mamma sembrava che non volesse rispondere, più che altro non sapeva come farlo. Forse non lo sapeva neanche lei, forse aveva trovato un'altra famiglia con un'altra sorella: ho ipotizzato di tutto.
Dopo un lungo silenzio mi allontanai verso la mia camera. Mi sdraiai sul mio letto. Pensai a tutte le volte che lo avevo fatto arrabbiare: magari era per quello che se n'era andato, ma pensai che avevo fatto arrabbiare la mamma molte più volte di lui quindi se fosse stato per quello sicuramente lei se ne sarebbe andata prima.
Improvvisamente mi venne in mente che Andy andava nel bosco molto spesso prima di sparire. E se si era perso? L'unica cosa che sapevo è che non potevo lasciare mio fratello lì dentro, poteva avere fame o freddo.
Decisi che dovevo partire la sera stessa per riportare mio fratello a casa. Corsi al piano di sotto, in cucina e presi una fetta di pane da portargli nel caso non avesse trovato nulla da mangiare. Non volevo che nessuno sapesse che ero andata a cercare Andy: doveva essere una sorpresa. Aprii la finestra della mia cameretta cercando di uscire di lì, ma era troppo alta. Corsi a prendere la sedia vicino alla mia scrivania e mi ci arrampicai sopra scavalcando e trovandomi fuori dalla mia camera. Papà diceva sempre che ero molto "impulsiva" e che faccio le cose senza pensare, forse era vero, ma ormai ero fuori. Cominciai a camminare con piccoli passi verso il bosco. Attraversai la strada velocemente guardando da tutte e due le parti come i miei genitori mi dicevano sempre.
Entrai di corsa nel bosco facendomi qualche graffietto sulle dita e facendo cadere la fetta di pane mentre spostavo i rami. Era difficile camminare lì dentro: dovevo abbassarmi e stringermi tra i rami degli alberi e i cespugli che non lasciavano spazio. Dovevo ancora trovare il sentiero. Però più mi allontanavo, più il bosco diventava buio, io avevo paura del buio, non sapevo cosa ci si potesse nascondere. Un paio di volte pensai di tornare indietro, ma se fossi tornata senza mio fratello forse non l'avrei rivisto più. Passai lì dentro tantissimo tempo, addirittura delle ore penso. Alla fine era tutto completamente buio, non vedevo nulla e mi veniva da piangere perché volevo tornare a casa. Stavo rimpiangendo di essere uscita di nascosto, ero disperata e mi sentivo così piccola, ancora più piccola del solito in mezzo a quel bosco che sembrava nascondere mostri tra i rami degli alberi. Versai qualche lacrima: non potevo sopportare quella sensazione di smarrimento. Mi ero persa, mi ero ufficialmente persa e stavo andando nel panico. Non sapevo che fare, mamma non c'era, neanche papà... ... tristemente nemmeno Andy. Finalmente vidi una via d'uscita da quegli alberi che mi intrappolavano. Feci una piccola corsa e mi ritrovai su una strada completamente vuota. Era tutto silenzioso, fatta eccezione per qualche rumore di automobili in sottofondo. Dietro di me c'era il bosco da dove provenivo e davanti a me una parte tutta nuova dove non ero mai stata.
Se Andy non sa tornare a casa magari si è perso qui.
Pensai che ormai era solo una strada che ci sparava e poi l'avrei sicuramente trovato. Corsi come se avessi la certezza che fosse lì, dove i miei occhi puntavano, tutto ciò che mi rimaneva era speranza, ma non potevo tirarmi indietro, non ora, questo era solo lo "sprint" finale dopo ore di ricerche.
Mente correvo per raggiungere l'altra parte del bosco vidi una luce accecante proiettata sul mio viso e mi fermai di colpo. Misi le mani sul mio viso strizzando gli occhi. La luce improvvisa mi aveva scioccata. Un silenzio assordante poi un fischio acutissimo alle orecchie e riaprii gli occhi. Dopo appena un secondo mi voltai verso la fonte della luce. Vidi mio fratello lì in piedi, sembrava stare bene, aveva una torcia in mano che mi puntò in faccia come volendo riconoscermi. Mi guardava immobile, un po' stupito, un po' preoccupato. Lentamente abbassò la torcia con un sorriso. Io feci un passo in dietro per la sorpresa, poi lo abbracciai forte.
"Andy! Lo sapevo, ti ho trovato..."
Dissi stringendolo a me. Anche lui mi strinse forte e affettuosamente.
"Mi hai trovato..."
Si allontanò dall'abbraccio e mi guardò negli occhi sorridendo.
"Andiamo, ti porto in un posto bello."
Mi disse lui con un'espressione serena prendendomi la manina.
"Un posto bello?"
Chiesi un po' confusa. Mi guardai indietro come per voler tornare a casa anche se non sapevo la strada. Lui cominciò a camminare ed io con lui.
"È un posto bellissimo, è lì che sono stato in questo giorni."
Chiarì lui.
"Che posto è?"
Insistetti.
"È un posto dove staremo bene, non preoccuparti. Te lo prometto."
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Ellie
ActionEllie e Andy sono gemelli ed hanno un legame forte. Un giorno Andy scompare e tutto il mondo intorno a lei si fa triste e strano. Lei si sente almeno in parte la causa della sparizione del fratello e vuole rimediare. (È la mia prima storia, se facci...
