Era notte, notte fonda, la Luna risplendeva in cielo e il suo chiarore rifletteva i suoi occhi spenti.
Non se lo meritava, no, abbandonata come un cane in un lago sperduto della periferia del nostro paesino altrettanto sperduto.
Giada era conosciuta da tutti, era AMATA da tutti, mi chiedevo com'era possibile che "riccioli d'oro dagli occhi di smeraldo" potesse fare una fine così brutale...
Le piaceva la scuola che frequentava, voleva fare la maestra, adorava gli sguardi curiosi dei bambini come io adoravo lei: era un'ottima insegnante, mi aiutava con i compiti dalle elementari.
È sempre stata una grande studiosa appassionata di parole e numeri, vedeva del buono in tutti, riuscirebbe a trovare un aspetto positivo perfino in colui che ha avuto il fegato di ridurla in questo stato.
Vestiti strappati, non più curati e stirati come suo solito, ma rovinati e sporchi; i capelli non profumavano più di shampoo alla lavanda che lei utilizzava sempre, per ogni occasione. Oramai emanavano puzza di stagno e sangue secco che ricopriva il suo dolce viso.
I suoi occhi smeraldo avevano perso il luccichio che hanno sempre mantenuto vivo il mio insaziabile amore che sin da bambino nutro per lei. Eppure non ricordo nulla del nostro primo incontro, è mescolato tra altre memorie dell'infanzia; l'unica cosa a me impressa è il sentimento che ho provato quando i suoi occhi grandi penetrarono il mio sguardo...
La nostra ultima settimana insieme è stata indimenticabile, abbiamo inciso le nostre iniziali sul muretto della città! Quel sogno di una vita intera finalmente avverato.
In quella settimana passammo i nostri ultimi giorni insieme, i più belli, quelli che passano con un battito di ciglia.
È scomparsa di botto, così, un lunedì, saltando scuola e ignorando tutti i nostri incontri. Giorni e giorni di ricerche. Tutto questo per cosa? Ritrovarla per caso, grazie ad un incidente in bici?
Come un deficiente (consentitemi le parolacce, so che il contesto non è adatto, però...) sono caduto giù dal ponte e atterrato sopra di lei con tutto il veicolo, come se non bastasse.
L'orrore di quando ripresi coscienza è indescrivibile.
Mi sono svegliato e mi sentivo come paralizzato, ero incapace di ogni movimento perché il dolore mi bloccava. Avrei tanto voluto preservare un briciolo di dignità a quel povero corpo spoglio di ogni pudore.
Indossava gli stessi indumenti che le vidi addosso l'ultima volta, l'ultima volta che ho avuto la fortuna di assistere al suo sorriso raggiante e contagioso.
Cercavo di illudermi che non era lei, era il corpo di qualcun altro! Ma non riuscivo a credere nemmeno alla mia vocina più interiore.
Nella paralisi più totale piangevo e mi dileguavo in una disperazione che tanto non l'avrebbe riportato in vita.
Con le mie urla, che erano un miscuglio di tutte emozioni fortissime e il mio dolore fisico, svegliarono una casa lì vicina, che videro me e il suo povero corpo senz'anima.
Ero deluso dal destino che le aveva preservato una fine così ingiusta. Ero anche confuso, disperato, e di gran lunga spaventato.
Sono stato accolto da una signora anziana che abitava in quella casa; chiamò immediatamente i soccorsi e mi portò nella sua abitazione, nel mentre Giada giaceva su quel prato, fredda.
« Perché? » Mi chiedevo. « Perché? Perché commettere un gesto simile a "riccioli d'oro dagli occhi di smeraldo". »
« La conosco, la conosco... faceva volontariato insieme a mia figlia Giulia. » Disse quella signora.
« Davvero? »
« Sì. Poverina, mi dispiace che l'abbiano ridotta così... »
« E-e-era la persona più dolce che io abbia mai conosciuto. »
« Già... educata, gentile e anche molto carina.»
« Tanto... »
« Una ragazza splendida! »
...
Come farò senza di lei ora.
E mentre parlavamo di quanto Giada fosse deliziosa e fantastica, il dolore aumentava, la ferita (sia psicologica che fisica) era troppo forte per essere sopportata. Avevo raggiunto il limite. Ricominciai ad urlare.
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È questo il mio modo per salutarti
Mystery / ThrillerPREFAZIONE questa mia seconda vera e propria opera finita è la prima che ho il coraggio di pubblicare veramente. in quarta elementare scrissi una piccola storia chiamata "Bullet Planner", ma quella è una cosa a parte. quello di cui tratteremo oggi è...
