23 dicembre 2020
Sei anni prima...
Esistono giorni destinati a cambiare una vita per sempre.
Giorni che iniziano come tutti gli altri e che, senza alcun preavviso, diventano il ricordo più doloroso che porterai dentro per il resto dei tuoi giorni.
Il 23 dicembre 2020 era uno di quei giorni.
L'aria era gelida e il cielo era coperto da nuvole color piombo. Le luci di Natale illuminavano le strade del paese, le vetrine erano decorate con ghirlande, fiocchi rossi e alberi scintillanti, mentre il profumo delle caldarroste si mescolava a quello della cioccolata calda proveniente dai bar.
Sembrava il classico pomeriggio prima di Natale.
Uno di quelli che dovrebbero essere pieni di sorrisi.
Io, invece, non vedevo l'ora di andare a prendere mia sorella.
Anya aveva tredici anni. Era una ragazzina piena di vita, con un sorriso capace di contagiare chiunque. Parlava in continuazione, sognava di diventare veterinaria e riusciva a trovare qualcosa di bello anche nelle giornate più grigie.
Quella mattina, prima di uscire di casa, mi aveva sorriso.
«Non fare tardi, Nyra. Dobbiamo ancora comprare gli ultimi regali.»
Le sorrisi e le promisi che sarei arrivata puntuale.
Non immaginavo che quelle sarebbero state le ultime parole che avrei sentito pronunciare dalla sua voce.
Quando arrivai davanti alla scuola, Anya non c'era.
Aspettai qualche minuto, pensando che fosse uscita da un'altra entrata.
Poi iniziai a cercarla.
Feci il giro dell'edificio.
Controllai la fermata dell'autobus, il piccolo parco dietro la scuola, la pasticceria dove ogni tanto si fermava con le amiche e perfino le vie che nostra madre le aveva sempre proibito di percorrere da sola.
La chiamai.
Una volta.
Due.
Dieci.
Il telefono squillava a vuoto.
Fu allora che sentii qualcosa rompersi dentro di me.
Una paura silenziosa, inspiegabile, che mi stringeva lo stomaco sempre di più.
Quella sera denunciammo la sua scomparsa.
Da quel momento il tempo sembrò fermarsi.
La nostra casa era diventata un continuo via vai di persone. Carabinieri, volontari, vicini di casa, parenti.
Mia madre non smetteva quasi mai di piangere.
Roman usciva ogni mattina per aiutare nelle ricerche e rientrava solo quando ormai era notte, con gli occhi rossi e il volto sempre più stanco.
Io non riuscivo più a dormire.
Ogni volta che il telefono squillava correvo verso di lui con il cuore in gola, sperando che qualcuno ci dicesse di averla trovata.
Ma quella telefonata non arrivò mai.
Passarono quattro giorni.
Quattro lunghissimi giorni fatti di speranza, paura, stanchezza e domande senza risposta.
Avevo bisogno di respirare.
Così raggiunsi il lago.
Era il posto dove andavo ogni volta che il mondo diventava troppo pesante.
Il vento era freddo e faceva increspare la superficie dell'acqua. Gli alberi ormai spogli si muovevano lentamente, mentre il profumo del lago e del legno umido della vecchia panchina mi riportava sempre allo stesso ricordo.
Quel posto apparteneva a me e a Nikolai.
Lì avevamo trascorso pomeriggi interi a parlare, a ridere e a immaginare un futuro che, in quel momento, sembrava ormai irraggiungibile.
Mi sedetti.
Aspettai.
Ogni rumore mi faceva voltare.
Ogni passo mi faceva sperare di vedere comparire la sua figura.
Il sole lasciò lentamente spazio al tramonto.
Poi arrivò il buio.
Le luci del paese si riflettevano sull'acqua immobile, ma di Nikolai non c'era alcuna traccia.
Nessun messaggio.
Nessuna telefonata.
Nessuna spiegazione.
Rimasi lì ancora qualche minuto, stringendomi il cappotto addosso, sperando che da un momento all'altro arrivasse con quel sorriso capace di farmi dimenticare tutto.
Ma non arrivò.
Fu quella sera che compresi una verità che mi avrebbe accompagnata per gli anni successivi.
Il destino non si era limitato a portarmi via mia sorella.
Aveva portato via anche il ragazzo che amavo.
E da quel giorno, niente fu più lo stesso.
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Our Dark Fate
RomanceLa scomparsa di sua sorella ha cambiato la vita di Nyra per sempre. Da anni convive con domande che nessuno è mai riuscito a rispondere. Ma quando Nikolai Volkov, l'uomo che appartiene al suo passato e che credeva di essersi lasciata alle spalle, to...
