"Il principe sposò la principessa e vissero per sempre felici e contenti"
Questo è il finale di tutte le storie che mi sono state raccontate quando ero piccola.
La verità? A volte il lieto fine non è come ce lo aspettiamo...
Per esempio io ho sempre sognato di essere la principessa di cui i principi si innamorano, purtroppo però la vita non è una favola.
Non è tutto rose e fiori; la maggior parte delle volte è un delirio di spine.
Camilla Grassi. Ironico, no? L'ho sempre odiato, ma mia madre diceva che non dovevo dare peso al cognome, ma lei non capiva che per me il peso era un filo che diventava sempre più stretto e che iniziava a spezzarsi sotto i miei piedi.
Sono la classica ragazza che arriva sempre un minuto prima per evitare di attirare l'attenzione.
Ho i capelli di un bellissimo marrone che però tengo sempre legati in una coda bassa, quando mi parli sfodero un sorrisetto timido che ti migliora la giornata, nonostante sia un piccolo gesto.
Ho due occhi di un marrone meraviglioso contornati da delle ciglia lunghe.
Sono piccola di statura e questo mi ha sempre fatta sentire diversa, sbagliata.
Le mie mani sono sempre nascoste dentro i felponi che porto, non parliamo dei pantaloni che sono di un oversize che neanche potete immaginare.
Nessuno si accorge che durante la ricreazione la mia merenda rimane nascosta nello zaino come un macigno troppo pesante da vedere, se qualcuno mi chiede perché non mangio rispondo "ho fatto una colazione pesantissima questa mattina sono davvero piena" E loro ci credono. Ci credono ogni volta perché sorrido mentre lo dico.
La campanella suona e i professori escono uno dopo l'altro per far entrare le classi, ad un certo punto sento: "seconda A" quello è il campanello d'allarme, abbiamo verifica di francese in prima ora e sento già l'ansia salire.
Entro in classe e vedo che i banchi sono ancora uniti e penso: "sono fottuta, ora questa sicuramente si incazza perché ci mettiamo troppo a sederci e a separare i banchi"
Tutto fila liscio fino a quando non ci consegna le verifiche, la mia felpa con il tascone è pieno di bigliettini che tiro fuori appena la prof si siede alla cattedra e inizia a guardare il computer.
Leggo la prima domanda: «scrivi due fasce della piramide alimentare e la loro traduzione» ci penso un secondo e mi vengono in mente ma non mi ricordo come si scrivono allora infilo la mano nella tasca e ne tiro fuori un post-it dove c'è scritto: «les féculents = i carboidrati, produits laitiers = latticini, friandises = i dolciumi»
E dietro... la lista, quella che scendeva, quella che andava dal 36,5 al 36 al 35,5 al 35 al 34,5 e per finire 34.
Mamma mi dice sempre che per fare danza classica bisogna essere magre, con le cosce fini e con la pancia piatta, io ero tutto il contrario.
Mentre finisco di copiare les friandises il bigliettino mi scivola di mano e in un nanosecondo finisce al centro del corridoio tra le due file di banchi, faccio per prenderlo ma qualcuno lo afferra prima di me; era Tommaso Ferri il classico ragazzo popolare con i capelli castani e occhi di un nero intenso insomma uno che non guarderebbe mai una come me...
Vedo i suoi occhi scorrere tra le parole poi gira il post-it e vede la mia scala verso la perfezione, la guarda attentamente e poi i suoi occhi si fermano su di me, rimane fermo per qualche secondo e poi... poi senza dire una parola mi ridà il post-it ma le sue dita rimangono quel secondo di troppo sul palmo della mia mano e questo accende in me qualcosa,
cosa aveva capito?
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Are you...okay?
Ficción GeneralA tutti quelli che non si sentono abbastanza, a tutti quelli che sono cambiati per compiacere agli altri, a tutti quelli che si nascondono dietro ad un "sto bene" a tutti quelli a cui sta crollando il mondo addosso a tutti quelli che lottano ogni...
