capitolo 1

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Non ho mai creduto davvero nei nuovi inizi.

Le persone dicono che basti cambiare città, scuola, aria... e tutto, magicamente, diventa diverso. Ma io ho sempre pensato che, ovunque tu vada, ti porti dietro te stessa. Le tue paure. I tuoi dubbi. Le tue insicurezze.

E io ne avevo tante.

Eppure ero pronta a iniziare qualcosa di nuovo, nonostante avessi una paura che mi stringeva il petto.

Quando l'aereo è atterrato a Barcellona, ho sentito lo stomaco chiudersi. Dal finestrino vedevo il mare brillare sotto il sole del pomeriggio e per un attimo ho pensato che fosse bellissimo. Così bello da far male.

Forse era questo che mi spaventava.
La possibilità che qualcosa di bello potesse davvero succedere.

La nuova casa era in un quartiere vicino al centro. Continuavo a guardarla come se non fosse reale. Era grande, con strade strette intorno, balconi pieni di fiori e il profumo del mare che arrivava fino alla finestra della mia stanza.

Avrei dovuto essere felice.
Era una città viva, colorata, rumorosa. Diversa da tutto quello che avevo conosciuto.

Eppure mi sentivo piccola.

Il giorno dopo mi sono svegliata con il cuore che batteva troppo forte. Primo giorno di scuola. L'ansia mi faceva toccare i capelli ogni secondo, come se sistemarli potesse sistemare anche me.

Alla fermata c'era tanta gente. Mi sono seduta negli ultimi posti dell'autobus, ho messo le cuffie e ho fatto partire la musica. Per qualche minuto ho smesso di pensare. Solo io e le parole delle canzoni a farmi compagnia.

Poi sono arrivata.

Nuovi corridoi. Nuovi volti. Sguardi curiosi.

Camminavo cercando di sembrare sicura, ma dentro mi sentivo fuori posto. Come se tutti sapessero esattamente chi essere. Tutti tranne me.

Mi sono sempre considerata una ragazza tranquilla. Sempre sorridente. Sempre con la testa tra le nuvole. Con tanti obiettivi da realizzare e poche amicizie — come dice il detto, pochi ma buoni.

Non sono mai stata quella che attira l'attenzione.
Non sono mai stata quella che fa rumore.

Stavo camminando lungo il corridoio quando cinque ragazzi mi passarono davanti. Ridevano, parlavano tra loro, occupavano lo spazio come se fosse casa loro.

Ma uno di loro attirò la mia attenzione.

Mentre gli altri scherzavano, lui era appoggiato agli armadietti. Le mani in tasca. Lo sguardo apparentemente distratto... ma attento a tutto.

Continuai a fissarlo più del dovuto.

Capelli neri. Occhi marroni profondi. Poco più alto di me. Indossava una felpa bianca e pantaloni di tuta neri. Nulla di speciale. Eppure era impossibile non guardarlo.

Non rideva. Non cercava di farsi notare.

Sembrava distante.
Ma presente in ogni dettaglio.

E proprio mentre stavo per distogliere lo sguardo...

I suoi occhi incontrarono i miei.

𝘼𝙣𝙜𝙤𝙡𝙤 𝙖𝙪𝙩𝙧𝙞𝙘𝙚
𝐜𝐢𝐚𝐨 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢
𝙌𝙪𝙚𝙨𝙩𝙖 𝙨𝙩𝙤𝙧𝙞𝙖 è 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙧𝙨𝙖.𝙉𝙤𝙣 è 𝙣𝙖𝙩𝙖 𝙙𝙖 𝙪𝙣'𝙞𝙙𝙚𝙖 𝙞𝙢𝙥𝙧𝙤𝙫𝙫𝙞𝙨𝙖, 𝙢𝙖 𝙙𝙖 𝙦𝙪𝙖𝙡𝙘𝙤𝙨𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙖𝙫𝙚𝙫𝙤 𝙙𝙚𝙣𝙩𝙧𝙤 𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙧𝙞𝙪𝙨𝙘𝙞𝙫𝙤 𝙥𝙞ù 𝙖 𝙩𝙚𝙣𝙚𝙧𝙚 𝙨𝙤𝙡𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙢𝙚.𝙋𝙖𝙧𝙡𝙖 𝙙𝙞 𝙣𝙪𝙤𝙫𝙞 𝙞𝙣𝙞𝙯𝙞, 𝙨ì. 𝙈𝙖 𝙥𝙖𝙧𝙡𝙖 𝙨𝙤𝙥𝙧𝙖𝙩𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙙𝙞 𝙞𝙣𝙨𝙞𝙘𝙪𝙧𝙚𝙯𝙯𝙚, 𝙙𝙞 𝙦𝙪𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙥𝙖𝙪𝙧𝙖 𝙘𝙤𝙨𝙩𝙖𝙣𝙩𝙚 𝙙𝙞 𝙣𝙤𝙣 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙚 𝙖𝙗𝙗𝙖𝙨𝙩𝙖𝙣𝙯𝙖, 𝙙𝙞 𝙦𝙪𝙚𝙡 𝙗𝙞𝙨𝙤𝙜𝙣𝙤 𝙨𝙞𝙡𝙚𝙣𝙯𝙞𝙤𝙨𝙤 𝙙𝙞 𝙨𝙚𝙣𝙩𝙞𝙧𝙨𝙞 𝙨𝙘𝙚𝙡𝙩𝙞.𝘼𝙧𝙞𝙚𝙡 𝙚𝙙 𝙀𝙩𝙝𝙖𝙣 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙥𝙚𝙧𝙛𝙚𝙩𝙩𝙞. 𝙎𝙤𝙣𝙤 𝙙𝙪𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙚𝙣𝙩𝙤𝙣𝙤 𝙩𝙧𝙤𝙥𝙥𝙤, 𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙚𝙣𝙨𝙖𝙣𝙤 𝙩𝙧𝙤𝙥𝙥𝙤, 𝙘𝙝𝙚 𝙖 𝙫𝙤𝙡𝙩𝙚 𝙨𝙞 𝙛𝙖𝙣𝙣𝙤 𝙢𝙖𝙡𝙚 𝙨𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙫𝙤𝙡𝙚𝙧𝙡𝙤.𝘼𝙡𝙡'𝙞𝙣𝙞𝙯𝙞𝙤 𝙥𝙤𝙩𝙧à 𝙨𝙚𝙢𝙗𝙧𝙖𝙧𝙚 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙨𝙚𝙢𝙥𝙡𝙞𝙘𝙚. 𝙏𝙧𝙖𝙣𝙦𝙪𝙞𝙡𝙡𝙤. 𝙈𝙖 𝙡𝙚 𝙚𝙢𝙤𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙫𝙚𝙧𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙧𝙚𝙨𝙩𝙖𝙣𝙤 𝙢𝙖𝙞 𝙞𝙣 𝙨𝙪𝙥𝙚𝙧𝙛𝙞𝙘𝙞𝙚.𝙎𝙥𝙚𝙧𝙤 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙖𝙩𝙚 𝙧𝙞𝙩𝙧𝙤𝙫𝙖𝙧𝙫𝙞 𝙩𝙧𝙖 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙚 𝙥𝙖𝙜𝙞𝙣𝙚.𝙀 𝙨𝙚 𝙫𝙞 𝙖𝙣𝙙𝙧à, 𝙧𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙖𝙩𝙚𝙢𝙞 𝙘𝙤𝙨𝙖 𝙨𝙚𝙣𝙩𝙞𝙩𝙚 𝙢𝙚𝙣𝙩𝙧𝙚 𝙡𝙚𝙜𝙜𝙚𝙩𝙚. 𝙋𝙚𝙧𝙘𝙝é, 𝙖𝙣𝙘𝙝𝙚 𝙙𝙞𝙚𝙩𝙧𝙤 𝙪𝙣𝙤 𝙨𝙘𝙝𝙚𝙧𝙢𝙤, 𝙡𝙚 𝙚𝙢𝙤𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙖𝙧𝙧𝙞𝙫𝙖𝙣𝙤 𝙛𝙤𝙧𝙩𝙞.🩵

quello che sei per meWhere stories live. Discover now