È una notte splendida e le stelle in cielo illuminano il firmamento. Una brezza leggera mi accarezza il viso, portando con sé il profumo salmastro del mare e un sentore di qualcosa di antico, di misterioso.
Stringo nella mano un pugno di sabbia e poi guardo la sabbia stessa scappare via tra le mie dita. Mi sembra una metafora della vita. Quando ti sembra di aver raggiunto un obiettivo e credi di averlo afferrato più saldamente, è proprio il momento che quello ti sfugge.
Il mio autocontrollo.
Un primo accenno di luce si profila all'orizzonte a est e il grido d'agonia della notte morente mi fa tornare in me stessa con un sobbalzo. Sentimenti di cordoglio si affollano tra i miei pensieri e un senso di lutto mi appesantisce il cuore.
Farei meglio ad affrettarmi perché già quel primo sole mattutino sta cominciando a bruciare la mia pelle.
Sdraiata sul mio giaciglio, non riesco a prendere sonno. Ho già le braccia e le gambe intorpidite, ma gli occhi non vogliono saperne di chiudersi. Il buio intorno a me è assoluto e mi sembra di essere tornata bambina quando ne avevo paura e pretendevo di dormire con la luce accesa.
Non so cosa sia a spaventarmi in realtà e, anche se so di essere sola, non riesco a sentirmi al sicuro.
Improvvisamente uno scricchiolio sulla mia destra mi fa tremare le vene e i polsi, probabilmente è l'assestarsi di un mobile, ma una sensazione di pericolo soverchia ogni pensiero razionale.
Cosa mi sta succedendo?
Non sono mai stata così impressionabile. La solitudine comincia a farsi sentire anche da un tipo poco socievole come sono io.
Alla fine, il sonno ha la meglio su di me, ma è un sonno agitato, in cui continuo a girarmi e rigirarmi su me stessa.
Finalmente, quando al crepuscolo riapro gli occhi, mi sento più stanca di quando mi sono coricata.
Decido comunque di vestirmi e uscire, devo pur sopravvivere in qualche modo e, anche se la solita recita della ragazza sola al bar che si fa rimorchiare comincia a stancarmi, la metto in scena ugualmente.
Poi, quando mi sono liberata da quella incombenza, è ancora presto per andare a dormire e così comincio a vagare un po' a caso, pensando a tutto e a niente.
Improvvisamente mi ritrovo davanti a una chiesa talmente grande che sembra una cattedrale e mi rendo conto che, dall'interno, proviene la luce di molte candele. Decido così di entrare dal portone che è semiaperto. Dentro ci sono poche persone sparse che pregano in silenzio, alcuni si avvicinano alle icone illuminate, forse sperando di ottenere una grazia.
Io, per un attimo, rimango ferma all'entrata a guardarmi intorno, poi il mio sguardo viene attratto da una signora anziana che va a confessarsi. "Che peccati può aver mai commesso?", mi domando io.
E infatti dopo due minuti esce, immagino con piena assoluzione.
Senza pensare davvero a quello che sto facendo, appena esce lei, entro io nel confessionale.
"Mi perdoni padre, perché ho peccato!"
"Suvvia figliuola, cosa può aver mai fatto una ragazza giovane come te?"
Avevo il capo chino, ma ora lo rialzo per fissare la grata che ci separa. Io non posso vedere il sacerdote che sta dall'altra parte, ma ho la certezza che lui possa vedere me. Indosso dei vestiti piuttosto succinti e, anche se il primo istinto è quello del pudore, questo dura pochi secondi, poi mi viene la voglia di stuzzicarlo un po'.
"Vivo nella promiscuità sessuale, padre."
E, dicendo questo, mi slaccio un paio di bottoni della camicetta fingendo di sentirmi accaldata.
Sento che il prete si schiarisce la voce, cercando la cosa più giusta da dire, ma io parlo prima di lui.
"Mi piace fare l'amore, padre e, se un ragazzo mi piace, non faccio certo la preziosa, ma questo non è il mio vero peccato. Pochi giorni fa, ho fatto sesso con mio fratello maggiore e... ma no, no, mi vergogno troppo."
E, dopo aver detto questo, abbandono il confessionale di corsa, con le mani a coprirmi il viso, come se fossi tremendamente imbarazzata.
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Il Prete e la Tomba.
ParanormalIn questa storia il personaggio di Eleonora ci fa conoscere una parte più intima della sua personalità. La troviamo ancora scanzonata e in vena di giocare all'inizio del racconto, ma poi la scopriamo capace di sentimenti più profondi. Avremo il modo...
