Barcellona - Dicembre 2015 - Otabek

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Mi chiamo Otabek Altin e sono un pattinatore kazako, uno dei sei concorrenti alla finale del Grand Prix di quest'anno. Non c'è molto altro da aggiungere su di me, non sono una persona molto interessante.

Sto finendo di fare colazione nella hall dell'albergo di Barcellona che ci sta ospitando tutti, sia gli atleti che competono nel singolo maschile e femminile, che le squadre a coppie. Me ne sto per i fatti miei, non sono un amante delle grandi compagnie, né uno che definireste l'anima della festa, anche se alle volte faccio il dj. Inutile precisare che sono uno di quelli che si limita a mettere su i dischi e mixare in consolle, non sono il tipo che intrattiene le folle. Mi alzo dal tavolo e mi dirigo verso gli ascensori, dove qualche animo si sta già scaldando: chissà come mai non sono stupito di vedere di chi si tratta. Popovich deve aver stuzzicato il suo connazionale, Yuri Plisetsky, che gli ha risposto per le rime. Georgi Popovich è uno dei due pattinatori russi del singolare maschile in gara, sicuramente bravo ma secondo il mio modesto parere se a 28 anni non hai ancora portato a casa una medaglia in qualche competizione veramente importante, forse hai meno talento di quanto tu creda. E quando ti trovi davanti uno di 13 anni più giovane di te, che nonostante non sia ancora maggiorenne gareggia con noi Senior, mi verrebbe da dire che senti la concorrenza pruderti il collo.

Osservo Plisetsky: è più basso di tutti noi, il fisico ancora acerbo è magro e flessuoso, ma sotto quella massa di capelli biondi e quegli occhi azzurroverdi c'è un vulcano in piena attività. Mi avvicino e assisto alla litigata:

«Ehi piccoletta, che ci fai qui tra gli adulti? Hai perso i tuoi genitori?», tipico di Popovich: ironizzare sull'aspetto fin troppo femminile di Yuri

«Fanculo stronzo, cosa vuoi da me?», altrettanto tipico di Plisetsky: rispondere in modo più che sboccato a qualsiasi tipo di provocazione, in totale contrasto con il suo aspetto delicato.

«Uh, il micetto qui tira fuori gli artigli?» continua Georgi, spalleggiato dal canadese JeanJacques Leroy; la risposta di Plisetsky è irripetibile e sembra intenzionato ad accompagnarla da un cazzotto, ma fortunatamente Victor Nikiforov interviene per calmare gli animi.

Nikiforov è una specie di leggenda vivente: a 27 anni ha collezionato medaglie da non riuscirne nemmeno a contare, è una specie di rockstar del pattinaggio e nonostante l'incredibile fama mondiale riesce a mantenere un atteggiamento affabile e pacato con tutti. Questo e il fascino e l'eleganza che emana anche solo camminando è quasi ipnotico. Ipnotico per tutti, fatta eccezione per il giovane Yuri che ovviamente lo invita a farsi i fatti propri sempre con parole tratte dalle pagine del miglior galateo. Victor non raccoglie la provocazione e gli sorride, scompigliandoli i capelli biondo oro e tirando dritto. D'istinto appoggio una mano sulla spalla di Plisetsky, che ha ancora in canna il pugno di prima, ma il mio tentativo di far da paciere viene prontamente accolto dalla piccola furia con un'occhiata fulminante e un "Chi cazzo ti ha chiesto di intrometterti, ficcanaso?". Mi molla uno spintone, rivelando una forza che non immaginavo da quel corpicino così esile, ed esce dall'hotel imprecando.

«Bel tentativo Altin, magari la prossima volta non trattenerlo così ci possiamo divertire.» commenta Popovich, gli rifilo un'occhiataccia ed esco anch'io. Non amo la violenza e sicuramente pensare di fare a pugni con uno che peserà la metà di te è vergognoso. Inforco la mia motocicletta, in realtà l'ho noleggiata dato che trasportare la mia dal Kazakhistan sarebbe stato troppo costoso, e sfreccio per le strade di Barcellona in cerca di un posto tranquillo. Un paio di curve e con la coda dell'occhio vedo una chioma bionda correre a perdifiato, inseguita da alcune fan sfegatate. Non deve essere la sua giornata fortunata, penso cercando di seguire i movimenti di Plisetsky in fuga dalle sue fan, le Yuri Angels. Lo intercetto infilarsi in un vicolo e con un paio di deviazioni lo raggiungo dalla parte opposta.

IceHearts - L'eroe e la TigreTempat cerita menjadi hidup. Temukan sekarang