È il primo giorno di tirocinio per Gabriella. Diciotto anni, la divisa bianca ancora rigida di amido e un segreto che pesa molto più dello stetoscopio che ha in tasca: un test positivo, poche settimane di gravidanza e la paura che quel futuro appena pianificato possa sgretolarsi.
Il reparto di Chirurgia è un alveare impazzito, e al centro di tutto c'è Jannik, il tutor. È giovane, brillante, ma ha la reputazione di essere un chirurgo che non ammette distrazioni.
Il corridoio dell'ala est è saturo dell'odore pungente di disinfettante. Gabriella sta cercando di riempire i carrelli delle medicazioni, ma un'improvvisa ondata di nausea la costringe a fermarsi, aggrappandosi al bordo del metallo freddo.
"Se hai intenzione di svenire al primo cambio di bendaggio, Gabriella, possiamo chiudere qui la pratica e farti tornare in aula."
La voce di Jannik è tagliente. Lui è fermo davanti a lei, una cartella clinica sottobraccio e lo sguardo fisso sull'orologio.
"Mi scusi, dottore. È solo... il caldo," mormora lei, cercando di raddrizzare la schiena.
"Il caldo?" Jannik fa un passo avanti, gli occhi azzurri che scrutano ogni minimo segno di esitazione. "Siamo a febbraio e l'aria condizionata è a pieno regime. La verità è che sei lenta. Ti ho chiesto i parametri della stanza 302 dieci minuti fa. Se non sei in grado di gestire un compito così basilare, non sei pronta per stare qui."
La frustrazione di Gabriella esplode. La stanchezza, gli ormoni e il terrore di essere scoperta si mescolano in un mix pericoloso.
Gabriella: "Non sono lenta! Sto solo cercando di fare le cose con precisione. Forse per lei siamo solo numeri da istruire nel minor tempo possibile, ma io sono qui per imparare a prendermi cura delle persone!"
Jannik: "La precisione senza velocità in questo ospedale significa che qualcuno aspetta troppo a lungo. Se non reggi la pressione, dillo subito. Non ho tempo per i dilettanti che hanno la testa tra le nuvole."
Gabriella: "Lei non sa nulla di quello che sto passando! Non ha il diritto di giudicare la mia dedizione solo perché ho avuto un momento di debolezza!"
Jannik si irrigidisce, sorpreso da quella reazione così viscerale. Per un istante, il rumore del reparto sembra sparire. Gabriella ha il respiro affannoso e gli occhi lucidi, ma lo sfida con lo sguardo.
"Sei qui per imparare, non per fare scenate," dice lui a voce bassa, ma il tono è meno aggressivo di prima. "Vai a prenderti cinque minuti di aria. Ma se torni, pretendo che tu sia presente al cento per cento. Niente scuse."
Gabriella si allontana velocemente verso le scale di emergenza, premendosi una mano sulla pancia ancora piatta. Il segreto è ancora al sicuro, ma la convivenza con Jannik si preannuncia una battaglia quotidiana.
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oltre il camice
FanfictionGabriella 18 anni ,incinta di pochissime settimane, inizia il suo primo giorno di tirocinio in ospedale. Nessuno sa della gravidanza, li ha un litigio con il suo tutor Jannik
