È estate, sono le quattro del pomeriggio, e Marco si appresta a salire sul treno che lo porterà lontano da casa per un po'.
Si siede, alza lo sguardo e ammira il cielo: una grande nuvola, ferita dai raggi del sole, gli copre l'azzurro.
Abbassa la testa. Prende il libro che gli ha passato sua madre, che le era stato dato da un suo amico, al quale sua moglie al mercato comprò... Insomma, ha una sua importanza. Comincia a sfogliarlo.
Sul treno si gela, l'aria condizionata è accesa; forse solo gli orsi polari possono sopravvivere ad una temperatura tale. Stupito del fatto che non nevichi, si alza e cambia carrozza. Niente: stessa situazione di prima. Si alza una seconda volta e torna nel posto iniziale; almeno il sedile è un po' caldo.
Il treno non è pieno, ma neanche vuoto. Se scoreggi, diciamo, che qualcuno potrebbe accorgersene. E potrebbe anche notare una persona che va avanti e indietro tra una carrozza e l'altra, borbottando e insultando chissà chi.
Ma lui lo sa benissimo perché, o almeno crede, non riesce a stare fermo. C'è qualcosa in lui che non lo fa quietare...
[Qualche mese prima...]
Marco arriva in ufficio. Fuori piove come dio la manda e lui non ha l'ombrello.
È stato vittima del "comodato d'uso gratuito": in pratica, gliel'hanno rubato.
Maledice chiunque sia stato, passa il tesserino e si avvia verso la sua scrivania.
Fradicio dalla testa ai piedi cerca un calorifero acceso per posare il cappello e la giacca, che semplicemente appende: prima o poi si asciugherà.
Gli arriva una chiamata, l'emoji di un cuore.
Sinceramente, non si ricorda: forse qualche "fiamma del passato"?
Ma che fiamma e fiamma... l'amore non gli è passato neanche di fianco durante l'adolescenza e men che meno dopo, quando pensava che la vita sarebbe cambiata: nuovo lavoro, nuova città, nuove conoscenze, nuove esperienze.
La sua mente vaga in cerca di un indizio, un ricordo, una sensazione, ma niente.
Il telefono non smette di squillare.
Sarà importante? Magari è qualcuno che si sta per sposare, ha visto il numero nella sua rubrica, ha pensato ai bei momenti passati assieme e vuole farglielo sapere, invitandolo al suo matrimonio.
In Puglia, magari d'estate, con altri duecento invitati...
Il pensiero lo atterrisce.
Poi pensa ai fiumi di vino che ci sarebbero, e questo lo tranquillizza.
La domanda, però, rimane: chi è "cuoricino"?
Finalmente dopo minuti, che sembravano mesi, il telefono smette di squillare e parte la segreteria. Ora ha un obiettivo.
E no, non è quello di lavorare: è scoprire chi è "cuoricino".
Qualche ora più tardi, Marco è in un pub, il suo preferito. Si accinge a prendersi l'ennesima birra e rollarsi una sigaretta: tabacco rosso naturale, praticamente catrame scavato dall'asfalto... ma gli piace
Guarda l'orologio. Sono le 21:34 e ancora non è riuscito a trovare nessun indizio. D'altronde, non succederà mai niente se rimane fermo a bere e ad aspettare come uno scemo la risposta.
Finisce la pinta, si alza e si dirige verso l'uscita per fumare.
Conosce questa ragazza, Erika, anche lei da sola, al pub, aspetta un'amica che ha deciso di ritardare proprio quella sera.
Marco, preso dal momento, le racconta quanto successo qualche ora prima in ufficio: la storia di "cuoricino".
Strano. Anche Erika racconta di aver fatto una chiamata strana, ma mai quanto quella di "cuoricino".
«Allora, cosa ne pensi?»
«Boh... non saprei, Hai provato a pensare a qualche fiamma del passato? O magari è tua madre e ti sei dimenticato di averle cambiato il nome in rubrica»
«Scommetto che sei la spiritosa della famiglia»
«Nah... in famiglia facciamo di peggio. Comunque, ho solo immaginato che fossi un mammone. Maschio, bianco, etero, sui trent'anni, da solo in un pub a parlare con una sconosciuta... e forse manco col fine di... beh, di...»
«La parola che cerchi, forse, è: scopare»
«Si, esatto. Scopare. Quindi manco buono come maschio alfa sei. Andiamo bene...»
Marco sorride, ma non con gli occhi.
«Guarda. Ti devo proprio ringraziare per l'unica botta che mi hai concederai stasera... d'autostima.»
«Oh... Scusa, princi, ti ho offeso per caso?!»
Silenzio.
«Si»
"Scusami"
«Ma quindi? Che ne pensi?»
«Di cosa?»
«Di "cuoricino"»
«Boh, penso che arrivata la mia amica, entrerò, mi scolerò una pinta e passerò la serata a lamentarmi degli uomini e delle donne che fanno soffrire altri uomini e altre donne.»
«Ok...»
«Senti, già che sei solo, vuoi unirti? Mi vorrei scusare per il tono brusco di prima. E poi, a quanto pare, penso che stasera serva compagnia un po' a tutti. Ci stai?»
«Se me lo chiedi così, non posso fare altro che accettare. Offri tu?»
«Sei proprio un maschio alfa...»
«L'hai detto!»
Arriva l'amica di Erika, Sofia, e i due si presentano. Entrano, ordinano e si siedono ad un tavolo libero. Marco, intanto, va in bagno: le due pinte di prima si fanno sentire.
Tornato dal bagno, le ragazze lo guardano, come si guarda un video di un cucciolo di foca che si strozza con un sacchetto di plastica, con intorno dei pinguini che ridono. (Chissà come ride un pinguino?).
«Ehm... Allora?! Ho qualcosa in fronte?! »
«Niente, niente, è solo che...
«Gli piaci, cretino...» dice Sofia, bruscamente
«...Stronza» ribatte Erika a denti stretti
Marco, sospira e si siede
«A volte, basta così poco...» dice, e gli scappa un sorriso...
La serata passa e la birra scorre. Sofia li lascia prima del dovuto. Non si sa perché. Marco ed Erika rimangono soli. Restano nel pub ancora qualche minuto e poi si avviano verso l'uscita.
Lei abita poco distante e Marco, da buon gentleman, si offre per accompagnarla.
Arrivati sotto casa, si fermano. Si guardano in silenzio.
«Allora... bella serata, belli tutti e grazie. Grazie davvero, ne avevo un po' bisogno.»
Dice Marco per rompere il ghiaccio
«Ehm... di niente. Grazie a te di esserti unito a noi, alla fine non avremmo fatto molto se non parlare dei cazzi nostri per tutta la serata. Soprattutto con la storia di cuoricino... per la prossima volta voglio aggiornamenti...
Si blocca, come se si fosse resa conto di quello che ha detto
«Quindi vuoi che ci sia una prossima volta?» chiede lui.
Silenzio. Poi:
«Sarebbe strano se adesso non mi chiedessi il numero, no?»
Marco prende il telefono e lo porge a Erika.
Lei digita. Glielo restituisce.
«Oh...»
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Il cielo in una nuvola
RomanceÈ estate, sono le quattro del pomeriggio, e Marco si appresta a salire sul treno che lo porterà lontano da casa per un po'. Il treno non è pieno, ma neanche vuoto. E potrebbe anche notare una persona che va avanti e indietro tra una carrozza e l'al...
