15 agosto (parte 1)

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Caro diario,
Ieri è stata una serata pazzesca!
Sinceramente non mi aspettavo un tale successo, pensavo che mi sarei annoiata rimanendo in disparte con Arianne, e invece...
Ma andiamo per gradi.
Appena arrivata, Ari mi fece i complimenti per il completo, e devo ammettere che anche lei non stava affatto male: pantaloncini bianchi strappati in punti strategici, una camicetta in stile boho chic, zeppe beige e, a completare il look hippie, grandi orecchini pendenti, una cordicella intorno alla fronte e tanti bracciali tintinnanti.
I capelli rosso fuoco le incorniciavano perfettamente il volto, sapientemente truccato, e notai che aveva pure cercato di nascondere le lentiggini.
Non so perché, sono adorabili!
Con un sogghigno, tiro fuori qualcosa dalla borsa, "Vodka!" grida estasiata la mia amica, al tempo stesso incredibilmente stupefatta, "Proprio tu, miss Perfettini, che porta dell'alcol! Come mai questa botta di vita, stasera?" Mi chiede. "Così, d'altronde è estate pure per noi, e ho pensato che qualche sorso non può che farmi godere di più la serata! Ovviamente quando arriviamo lì la regaliamo a qualcuno e ci prendiamo un bel succo d'ananas." Replico. "Ora ti riconosco!" Non riesco a vederla in faccia, nel buio, ma sento che sta sorridendo, apprezza la mia ingenuità.
Arriviamo, guidate dagli scoppi di risa e dalla musica ad alto volume, parcheggiamo e ci incamminiamo verso il bagliore del fuoco.
"Sembrano già tutti ubriachi", penso tra me e me.
Ari sembra leggermi nel pensiero: "Visto lo stato in cui sono, dubito che qualcuno ci riconoscerà come imbucate!" Sorride allegra.
Ricambio il sorriso e mi guardo intorno.
Riconosco perlopiù l'intera classe dei senior, qualche ragazzo diplomatosi l'anno prima, altre ragazzine come noi, e il resto è solo una massa indistinta.
Adocchio Courtney, una della mia stessa classe di spagnolo; preferirei non salutarla, ma mi si avvicina prima che possa fare finta di non averla vista.
"Cherry, che sorpresa, anche tu qua!" Commenta malevolmente.
Courtney è la classica reginetta di bellezza senza però essere bella, ce n'è sempre qualcuna in ogni liceo americano, e lei incarna perfettamente lo stereotipo: capelli biondi, mai fuori posto, trucco perfetto, senza mai una sbavatura, in più da un po' sembra aver preso la fastidiosa abitudine di indossare sempre, per quanto il resto dell'abbigliamento possa essere definito un po' osé, un filo di perle al collo (finte, ci scommetto, è risaputo che la sua famiglia non gode di un sostanziale benessere economico, in più se fossero vere non si esporrebbe al rischio di perderle a ogni festa che va).
Unica pecca, non è troppo alta né magra... Effettivamente, più che una reginetta di bellezza è una wannabe, e l'unica cosa che rispecchia di quel modello sono le cattiverie gratuite che non risparmia a nessuno, talmente subdole e sottili da non dare l'occasione di prendersela per non passare da infantile.
"Come va, Court?" Rispondo con un sorriso, e trascino Ari via con me prima che possa replicare.
"Che stronza, e poi chi si crede di essere!?"
Ringrazio la mia amica silenziosamente e mi dirigo verso le bevande.
Dopo nemmeno qualche minuto che sorseggio il mio drink, un ragazzo si avvicina a noi.
È alto e moro, per quanto mi riguarda non particolarmente bello, ma so che Ari lo venera da quando eravamo freshmen.
Il ragazzo in questione è fidanzato da un anno con Helena Drewer, presidentessa di quasi tutte le associazioni scolastiche, ma allo stesso tempo ragazza adorabile, molto timida e riservata.
E anche bella, con capelli corvini e pelle di porcellana.
Riley, così si chiama il ragazzo, si avvicina ancora di più alla mia amica, e sfoderando quello che probabilmente ritiene il suo miglior sorriso da conquista, si piega per bisbigliarle qualcosa all'orecchio.

How to... be MEWhere stories live. Discover now