Ele: "Quindi alla fine puoi venire?"
Tu: "No, mio padre non mi lascia. Mi ha trascinato con lui e la troupe"
Ele:"Dove?
Tu: "Alla villa quella abbandonata giù al lago, a caccia di fantasmi e dello "scoop
della vita" come dice lui.
Ele: "vb"
Il van si fermò con una brusca frenata davanti ad un cancello arrugginito, da qui
dovevamo andare a piedisotto una fitta e fastidiosa pioggierella.
"Fantastico! e mi si arricceranno i capelli e farò schifo anche ai passeri!" pensavo.
Ero arrabbiata, tutti i miei amici erano già alla festa di Halloween della scuola mentre
io ero in mezzo al niente con mio papà e la sua troupe di disadattati sociali rimasti
negli anni 80, a giocare a "Gostbusters".
Finalmente raggiungemmo l'ingresso della villa dopo una corta e spiacevole
camminata lungo il viale alberato pieno di sterpaglie e di rovi. Aprimmo la pesante
porta di larice; mio padre in testa faceva luce con la torcia alogena, dentro c'era
polvere dappertutto ma non era umido c'era odore di vecchio e di chiuso.
La troupe cominciò a preparare le attrezzature e le telecamere termiche, sul cellulare
non avevo neanche una tacca ma forse fuori prendeva di più; almeno avrei potuto
ascoltare della musica e dimenticarmi di tutto fino a quando saremmo tornati a casa.
Perché doveva proprio portarmi con lui? Potevo andare alla festa con Ele, alla
peggio potevo stare a casa da sola, tanto non sarebbe stata la prima volta
soprattutto da quando la mamma non c'era più.
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passaggi
Short StoryMia è costretta dal padre a seguirlo in una casa abbandonata per il suo programma televisivo sul paranormale, peccato che, in questa casa, non sono i soli.
