Prologo

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Ci sono notti che non finiscono mai.
Restano incastrate sotto la pelle, come spine invisibili, pronte a farsi sentire ogni volta che abbassi la guardia.

Avevo quattordici anni quando ho imparato che il silenzio può essere più rumoroso di qualsiasi urlo.
Quando ho capito che alcune verità non vengono dimenticate: vengono solo sepolte male.

Ricordo le luci rosse e blu riflettersi sull'asfalto bagnato.
L'odore acre della pioggia mescolato a qualcosa di metallico.
Ricordo le mani che tremavano, sporche di un passato che non avevo scelto, e una voce che continuava a chiamarmi, sempre più lontana.

Il mio nome.

Da quella notte nulla è stato più lo stesso.
Non la mia famiglia.
Non i miei amici.
Non io.

Ho imparato a fuggire.
A sparire senza lasciare tracce.
A cambiare numero, città, Paese, identità.
A convincermi che scappare fosse l'unico modo per restare viva.

E per un po' ha funzionato.

La Scozia mi ha insegnato il silenzio.
La distanza mi ha dato l'illusione della pace.
Ma il passato non dimentica.
Aspetta.

Aspetta che tu ti senta abbastanza forte da tornare.
Abbastanza ingenua da credere che tutto sia rimasto fermo.

Tre anni non sono bastati a cancellare ciò che è successo.
Tre anni non sono bastati a spegnere certi sguardi.
Tre anni non sono bastati a chiudere i conti.

Perché alcune bugie nascono per proteggerti,
ma finiscono sempre per distruggerti.

E io sto tornando proprio lì dove tutto è iniziato.
Nella città degli angeli.
Nel luogo in cui ho perso ogni cosa.

Mi chiamo Katherine Baker.
E questa è la storia di ciò che accade quando smetti di scappare
e il passato decide di guardarti di nuovo negli occhi.

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