Il terreno è fangoso, friabile.
Lui è sporco di terra sino alla cintura.
I capelli gocciolanti incollati al viso, gli abiti fradici, gli stivali straripanti d'acqua: la pioggia non accenna a smettere, anzi aumenta il suo vigore attimo dopo attimo.
Ma lui deve continuare a camminare.
È necessario che vada avanti.
Che perseveri.
Imperterrito, prosegue il suo cammino per la sterrata e malmessa stradina.
È oramai impossibile vedere a più di cinque metri al di là del proprio naso.
La tempesta non smette di ruggire e men che meno di scagliar saette.
Di tanto in tanto, però, si arresta, stringe le bende umide e poi riparte, incurante di tutto e allo stesso tempo attento a ogni piccola cosa.
I piedi non cessano il loro lavoro; le labbra non osano schiudersi; le palpebre sbattono senza produrre il minimo suono.
Lui vaga dove il viaggio senza destinazione non esiste.
Avanza ignorando lo scopo del viaggio, si dirige verso un qualcosa che non può esistere.
Lui è colui che ha amica la solitudine.
Lui è colui che erra.
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Racconti
General FictionQuesto è un posto sicuro per chiunque abbia voglia di scrivere qualche frase per dare sfogo ai pensieri e quindi alla fantasia. Non importa se lunga o corta, banale o filosofica, basta che sia vostra e vera. Bè, da qui si parte: LIBERI TUTTI!!! ¡¡...
