Capitolo 1: L'Offerta

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Daren Voss osservava le stelle oltre il vetro della plancia della sua nave: l'Ombra Lesta. I riflessi delle galassie lontane gettavano ombre lunghe sul suo volto, un volto segnato dal tempo e da cicatrici invisibili che solo pochi potevano comprendere. Un ex Jedi, fuggito da un passato oscuro, ora leader di una banda di mercenari. Lo spazio infinito rappresentava la sua unica tregua, ma anche lì, nel silenzio cosmico, i demoni del suo passato erano sempre pronti a riaffiorare.
La plancia era inondata di suoni familiari: il lieve ronzio dei sistemi, il ticchettio dei controlli. Lena Tress, la Twi'lek pilota del gruppo, stava trafficando con i comandi, i lekku che le scendevano lungo la schiena si muovevano al ritmo dei suoi pensieri. I suoi occhi brillavano di concentrazione mentre monitorava i sensori di bordo, anche se, come sempre, sembrava avere una battuta pronta.

"Tutto tranquillo là fuori. Troppo tranquillo, se vuoi il mio parere," disse Lena con un sorriso ironico, senza distogliere lo sguardo dagli strumenti. "Ma hey, almeno possiamo riposarci un po' prima che tutto vada a rotoli."

Daren accennò un sorriso stanco, ma non rispose. Lena era la luce in mezzo a tante ombre, il cuore del gruppo, sempre pronta a sdrammatizzare anche nei momenti più difficili. Eppure, anche lei portava con sé il peso di un passato tormentato. Dietro di loro, Zaalra, la possente Wookiee, era chinata su una delle armi pesanti del gruppo, controllandone ogni componente con la meticolosità che solo lei poteva avere. Non parlava molto, ma il suo grugnito di soddisfazione mentre finiva di sistemare l'arma fece capire a tutti che era pronta a qualsiasi evenienza. L'aria nella plancia si fece più tesa quando TK-94 entrò. Il droide imperiale riprogrammato avanzò con la sua andatura marziale, una figura imponente che, nonostante tutto, aveva guadagnato il rispetto del gruppo.

"Comunicazione in arrivo," annunciò con voce piatta, priva di emozioni. "Nuova Repubblica. Codifica prioritaria."

Daren smise di tamburellare nervosamente sul bracciolo della sua sedia, voltandosi verso TK-94. Non era comune ricevere un messaggio diretto dalla Nuova Repubblica, e quando accadeva, significava solo una cosa: problemi.

"Mettila sullo schermo," ordinò Daren, mantenendo la calma, anche se una parte di lui già intuiva cosa stesse per arrivare.

Il monitor centrale si accese, rivelando il volto del Capitano Velkan, un ufficiale della Nuova Repubblica che avevano incontrato diverse volte in passato. Era un uomo di poche parole, ma sempre onesto e diretto. Le cicatrici che attraversavano il suo viso testimoniavano gli anni di battaglie contro l'Impero.

Dietro Daren, Rynn Fey'lya, la Bothan del gruppo, si avvicinò al terminale, osservando attentamente la trasmissione. La sua mente analitica, frutto di anni di spionaggio e diplomazia, era già al lavoro. Quando un ufficiale della Nuova Repubblica contattava direttamente un gruppo di mercenari come loro, non poteva significare nulla di buono.

"Daren," iniziò Velkan, il suo volto serio sullo schermo, "abbiamo una missione per voi. È... delicata."

Daren annuì lentamente, il volto impassibile. Conosceva Velkan abbastanza bene da capire che, se stava parlando direttamente a loro, la situazione doveva essere grave. Anche il resto del gruppo si era fermato, concentrandosi sul messaggio. Grask, il Trandoshano cacciatore di taglie, che fino a quel momento era rimasto in silenzio nell'angolo della plancia, si era messo in piedi, il suo istinto di predatore già in allerta.

"Che tipo di missione?" chiese Daren, mantenendo il tono distaccato, anche se dentro di sé sentiva crescere un presentimento negativo.

Velkan si schiarì la gola, poi proseguì:

"Si tratta di un artefatto Sith. Antico. Estremamente pericoloso se finisce nelle mani sbagliate. Abbiamo ricevuto informazioni che i resti dell'Impero, in particolare un gruppo fedele a Darth Sidious, stanno cercando di recuperarlo. La Nuova Repubblica vuole che lo recuperiate voi... prima che lo facciano loro."

Un silenzio pesante calò sulla plancia. Sith. Anche solo la menzione di quel nome portava con sé un'ondata di oscurità e terrore. Daren non disse nulla, ma il suo respiro si fece più profondo. Zaalra emise un suono gutturale, una sorta di mormorio di disapprovazione, mentre Lena sollevava un sopracciglio.

"Un artefatto Sith?" Lena lasciò cadere la frase come se fosse una battuta, ma il tono era tutt'altro che scherzoso. "Non è esattamente il tipo di cose con cui vogliamo scherzare."

Grask, sempre pragmatico, si avvicinò a Daren.

"Qual è la paga?" chiese con la sua voce roca, puntando sempre sull'essenziale.

Velkan sospirò, consapevole che sarebbe arrivata quella domanda.

"La Nuova Repubblica è disposta a pagare generosamente. Ma vi assicuro, il compenso non è la cosa più importante qui. Se l'Impero ottiene quell'artefatto, potrebbe rappresentare una minaccia più grande di qualsiasi cosa abbiate mai affrontato."

Daren si alzò lentamente, lo sguardo fisso sullo schermo. Le sue mani si stringevano in pugni. L'idea di un antico artefatto Sith lo spaventava, non solo per ciò che avrebbe potuto fare, ma per ciò che avrebbe potuto risvegliare dentro di lui. Il Lato Oscuro non era una forza da sottovalutare, e lui lo sapeva meglio di chiunque altro.

"Accettiamo," disse infine, rompendo il silenzio che si era formato.

Il gruppo non protestò. Erano una famiglia, uniti da legami di lealtà e onore, e, nonostante i rischi, sapevano che Daren non avrebbe mai accettato una missione se non fosse stato assolutamente necessario. Anche se la tensione era palpabile, c'era fiducia.

"Bene," concluse Velkan. "Vi invierò le coordinate del pianeta. L'artefatto è nascosto in un tempio antico, ma non siete i soli a cercarlo. Gli imperiali sono già in movimento. Non perdete tempo."

Lo schermo si spense, lasciando la plancia in un silenzio pesante. Le stelle continuavano a brillare oltre il vetro, ma ora sembravano più distanti, più oscure.

A Star Wars Story - Ombre del PassatoStories to obsess over. Discover now