Capitolo 1 - Una vita da Piergiorgio

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~ § ~

«Vede signora, l’unica speranza è trovare un donatore compatibile, o…»

«Non..» Pausa, sospiro, occhi bassi. «Non arriverà a Natale?»

«No. Ha tre… massimo quattro mesi di vita. La prossima crisi… sarà quella fatale.»

«Ah.»

Lunga pausa di silenzio.

«E lui… lui lo sa?»

«Sì.»

~ § ~

Un giovanotto camminava.
Attorno a lui, atmosfera allegra e caotica di una città in movimento. Auto, furgone, un autobus suonò ad un pedone incauto.

Il giovanotto camminava, cappuccio in testa, sguardo basso, fisso sulle sue sneakers distrutte.
Uomo che passeggiava con un cane ringhioso, un ausiliario del traffico controllava le auto in sosta.

Il giovanotto camminava, passo svelto. Nelle orecchie, la dolce musica acustica del suo duo indie folk pop norvegese preferito, per dimenticarsi di essere vivo, almeno per un po'.  

Stop, semaforo rosso. Persone che attraversarono ugualmente. Accanto a lui, un crocchio di ragazze ridacchiarono. Mani in tasca, testa stretta fra le spalle. Disagio. Per terra un volantino zozzo e logoro recitava “QUEL GIAPPONESE!”. Provò subito un senso di nausea.

Semaforo verde.
Il giovanotto fece qualche altro passo, arrivò alla meta. Alzò gli occhi, sull'insegna "Gelateria il Nido del Pinguino" Sbuffò. Che nome idiota, pensò.
Brusco gesto, aprì la porta.
Rumore della campanella di ingresso. Entrò.
«Zia, sono arrivato!», urlò.
«Ciao, Andrea!» Una voce femminile urlò in risposta da un'altra stanza. «Stai tu al banco, io devo terminare i semifreddi e le torte per i ristoranti. Ho parecchie richieste, per fortuna ci sei tu a darmi una mano, sei una vera benedizione!»
Andrea mormorò qualcosa di incomprensibile, mentre indossava la divisa. Sguardo truce. Era pronto per lavorare.

§

Il negozio era vuoto e silenzioso, se non per la musica che proveniva dalla radio.
Andrea sbuffò. Alzò gli occhi verso l'orologio. Erano le 13 e 47. Si recò sul retro, prese il cellulare. Tap, tap, tap, log in al portale dell'università. Tap, tap, tap.
Vuoi cancellarti dall'appello? L'operazione è irreversibile. Una volta effettuata, potrai iscriverti solamente al successivo.
Tap su cancellami.
Magari potessi cancellarmi così dalla vita.

§

Tintinnio della campanella dell'ingresso.
«Benvenuto al Nido del Pinguino», Andrea alzò lo sguardo, il finto sorriso da commerciante morì sulle sue labbra, lasciando il posto ad una smorfia di disgusto. «Ah, sei tu.» Abbassò gli occhi e continuò a rassettare.
«Ma Piergy, è così che accogli il tuo migliore ed unico amico?» Il giovanotto dall'altra parte del bancone sorrise ad Andrea con aria beffarda.
«Ascolta Matteo, oggi non è proprio giornata», borbottò Andrea, molto serio. «Già devo sopportarti a casa, anche sul lavoro devi rovinarmi la vita? Capisci che non sono in vena?»
Matteo sorrise con strafottenza: «Proprio per questo sono qui. Gli amici si vedono nel momento del bisogno, no?»
L'altro ragazzo borbottò parole incomprensibili, che il suo migliore amico parve comprendere. «Piergy mio bello, se credi sia giusto, hai fatto bene. Ora però, non pensarci più, ormai è fatta», rispose Matteo, Andrea era sempre più irritato: «Adesso basta, vattene.»
L'amico sorrise in modo maligno e prese a schernirlo con una canzoncina: «Una vitaaa da Piergiorgiooooo! Sempre pronto a fare il droneeeeee...»
«Smettila di fare casino, spaventi i clienti!»
Andrea lanciò un'occhiataccia a Matteo, sperando che smettesse di cantare. Si guardò attorno, visibilmente imbarazzato. Fortunatamente, il locale era vuoto.

Sarai il mio ragazzoStories to obsess over. Discover now