Parigi.

9 2 0
                                        

Ci rivediamo amici miei con una nuova serie di storie. Non abbiate paura, il vostro Rewind è qui per assistervi a questo nuovo viaggio insieme~
Buona lettura

Mi chiamo Mark, ho 24 anni e sono originario della California, ma per lavoro mi sono trasferito a Parigi, Francia. Da dove cominciare questa storia? Bhe, lavoravo come panettiere, niente di insolito direi, un lavoro gratificante quanto divertente a mio parere. Mi ero fatto nuovi amici, nuove esperienze, un po' tutto nella norma a mio avviso. Avevo conosciuto questo ragazzo...Trevor, anche lui veniva dalla California ed era uno scalmanato. Era il nostro weekend libero e non avevo molta voglia di andare nei locali parigini, ma a Trevor venne un'idea.

<<Ho visto un sacco di video a riguardo, giuro che non ci perderemo! Eddai ti pregooo!>> Disse con una voce quasi da bambino.

<<È un'idea davvero stupida! Non andremo nelle catacombe! Ci sono un sacco di pericoli!>> Dissi con voce ferma.

Eh già, le catacombe. Tutta Parigi era sopra le catacombe. Avevo sentito molti casi su di esse...di gente che nemmeno tornava a casa, persone che ci abitavano, mostri, gente che addirittura ti ruba tutto, lasciandoti lì sotto al buio a morire. Non mi fidavo a scendere lì Senza una guida. Ti facevano vedere solo un piccolo pezzo, ma almeno erano esperte e non ti facevano cacciare nei guai. Mi diedi dello stupido solo qualche ora dopo, con lo zaino pronto e Trevor emozionato. Se eravamo in due, non poteva accadere nulla, no? Era la domanda che continuavo a ripetermi. Uscimmo da casa mia con tutto il necessario e mi portò in una stradina isolata, controllando che non ci fosse polizia in giro. Io ero confuso, dove si entrava per le catacombe? Ma ecco la risposta. Trevor alzò il tombino accanto a noi e iniziò a scendere. Cavolo quella scaletta era davvero pericolante. Scesi anche io, sentendo l'aria farsi più pesante. Era un tunnel fognario, niente di che, disgustoso, ma niente di che. Accendemmo le torce e iniziammo ad andare, trovando a metà strada, una vecchia porta di legno ormai rovinata dagli anni, ma con varie scritte di pericolo. Trevor si girò verso di me con un sorriso enorme.

<<Ci siamo! Entriamo forza!>> Disse.

Volevo ripetergli che era una pessima idea, ma ormai stava andando. Lo seguii, impaurito dalla situazione. C'era un odore forte e nauseabondo lì sotto. Mi misi una mascherina per evitare qualsiasi problematica e puntando la torcia un po' ovunque. Ossa...teschi...cavolo, faceva paura davvero. Sentii anche degli squittii e saltai per il terrore. Parigi era piena di Topi, ma io non ne ero un grande amante. Trevor mi prese un po' in giro e guardò la mappa, continuando ad andare. Io mi girai per un attimo, guardandomi indietro. La strada ormai non potevo più sapere quale fosse. Tornai a seguire Trevor e ci trovammo ad un bivio.

<<Meglio tornare ora, no?>> Dissi quasi supplicandolo.

<<Assolutamente no! Guardiamoci un po' intorno, magari troviamo qualcosa di interessante!>> Disse con molto entusiasmo.

Che razza di frase era?! Cosa c'era di interessante in dei teschi e delle ossa? Rinunciai al ragionare con lui e andai solo un paio di metri distante da lui. Non so cosa cercasse effettivamente, ma mi sentivo molto osservato. Dopo almeno cinque minuti, sbuffai e mi girai.

<<Non c'è nulla, è meglio se torniamo Trevor>> dissi esasperato.

Ma mi bloccai. Di Trevor, nessuna traccia. Era impossibile, era vicino a me fino a qualche secondo prima! Magari è andato più avanti, pensai. Andai al bivio e a pieni polmoni urlai il nome del mio amico. Dopo solo un paio di secondi, lo sentii urlare.

<<TI PREGO NO!!! >> Urlò disperato.

Ci furono dei rumori terribili al seguito, come se una bestia si stava avventando su di lui. Corsi verso la direzione dell'urlo. Corsi e corsi per minuti che sembravano ore. Ma non trovai nulla, solo una pozza di sangue. Non era possibile, dove era andato? Perché urlava!? Mi resi conto solo dopo che avevo perso l'orientamento...e non avevo alcuna mappa. Iniziai ad andare nel panico e tornai sui miei passi, anche abbastanza in fretta. Non sapevo dove andare, ero perso. Passarono ore prima che il mio telefono si scaricò del tutto. Avevo solo uno zaino e la torcia. Continuai a camminare, sfinito. Era davvero la mia fine? Sarei morto lì, me lo sentivo. Ma ecco, in fondo a Uno dei tunnel...le scale! Iniziai a correre verso di esse, piangendo dalla gioia, ma inciampai e presi una facciata contro il pavimento. Mi girai per vedere in cosa fossi inciampato...ed era un cadavere. Era fresco, come se fosse morto al massimo il giorno prima. Non era Trevor, ma lo spettacolo era raccapricciante. Era una donna, che ormai, non aveva più l'età del corpo. Ma curiosamente, era priva degli organi. Era l'unica cosa che le mancava. Il volto era rimasto con un'espressione di terrore puro. Non feci in tempo a ragionare che sentii ancora quel ruggito terrificante e salii in fretta le scale. Non volevo morire! E così successe. Non ero morto, ma ero uscito da un altro tombino. Non sapevo che pensare, ma dovevo andare dalla polizia. Raccontai tutto quello che era successo, ma non mi presero sul serio. Mi diedero una multa per essere sceso nelle catacombe senza guida e mi fecero un test antidroga. Era umiliante, ma risultai negativo. Niente, la polizia non mi credeva. Decisi di tornare a casa e il giorno dopo, cercare Trevor in tutti i modi, ma non scendendo là sotto. Arrivai fino a Notre Dame, vedendo molta gente accalcata davanti ad essa. Guardai verso l'alto come tutti e vidi una scena a dir poco terrificante. Un corpo umano, di solo pelle, con l'addome aperto che sventolava come una bandiera davanti alla cattedrale. Mi congelai sul posto. Quella ormai sacca di pelle...era Trevor. Non aveva nemmeno più le ossa...niente. Era solo pelle.

Non posso dirvi esattamente cosa sia quella creatura, ma una cosa è certa. Vive nelle catacombe...oppure sarà il famoso "Gobbo di Notre Dame"... chissà.

Creepy, non è vero?Stories to obsess over. Discover now