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DIEGO

Mi allungai per mettere la stella sull'albero con scarsi risultati, facendo scoppiare a ridere il mio migliore amico, che subito, prese una scaletta per farmi salire.
Edoardo portò una mano sulla mia schiena per tenermi mentre posizionavo l'ultima decorazione sull'albero di natale.
Una volta fatto, tornai con i piedi a terra con il sorriso di un bambino.
Natale era la mia festività preferita.
Edoardo si avvicino a me posandomi il braccio sulle spalle mentre guardavamo l'albero con finalmente le luci accese.
Era il nostro primo Natale in una casa nostra.
Avevamo scelto di fare l'ultimo anno di superiori a Roma, la città che da sempre aveva affascinato entrambi.
Le nostre famiglie abitavano vicine da sempre, e anche se a legarle non c'era tutta questa grande amicizia, eravamo cresciuti insieme.
Quando gli abbiamo detto che volevamo trasferirci da Milano a Roma erano rimasti perplessi, e quando hanno accettato siamo stati felicissimi.
Avevamo trovato lavoro in un bar e i soldi che abbiamo risparmiato da quando avevamo solo dodici anni, ci permettevano di avere questo appartamento.
Andandocene da Milano avevamo lasciato alcuni amici, e io sopratutto il mio ragazzo.
Lorenzo ed io stavamo insieme da due anni, e anche se nell'ultimo periodo la nostra relazione sembrava sul punto di volgere al termine, non ho mai smesso di credere al fatto che mi amasse.
"Pensieroso? Sorridi, Diego. Siamo a casa nostra davanti al nostro albero. Non sei felice?"
Eccome se lo ero.
Il suo entusiasmo era contagioso.
Portai lo sguardo nei suoi occhi scuri sorridendogli.
"Sono felice."
La nostra amicizia era stata sempre molto solida.
Come tutti avevamo dei litigi, ma riuscivamo sempre a superarli insieme.
Il bene che vi volevamo andava oltre a tutto.
Sarei andato in capo al mondo per vederlo sorridere.
Mi strinsi a lui posando la testa sulla sua spalla mentre un sospiro usciva dalle mie labbra.
"Che succede? Lorenzo?" Annuii lentamente abbassando lo sguardo.
Era dal giorno prima che non mi scriveva.
Faceva male sentirlo distante quando inizialmente mi sembrava tenesse a me in una maniera unica, e invece da ormai un mese si era allontanato.
"Non mi scrive da ieri, Edo. E ieri mi ha scritto solo 'buongiorno amore' e 'buonanotte'. Si sta allontanano. Non può negarlo." Scrollò le spalle per poi voltarsi verso di me.
Non aveva mai approvato Lorenzo.
Non gli era mai piaciuto.
"Che senso ha stare così male, Diego? Perché non vai avanti? Sei un bel ragazzo, e probabilmente qualcuno ti farà stare meglio di come riuscirà mai a farti stare Lorenzo."
Mi scostai da lui mentre prendendo un profondo respiro.
Sapevo di essere un bel ragazzo, non ero una persona che faceva finta di non vederlo.
Sapevo che molti mi guardavano, che fossero ragazze o ragazzi, ma come facevo ad andare avanti se non ero più sicuro nemmeno di Lorenzo?
Feci coming out a tredici anni, e ovviamente iniziarono le prime battutine, le prime persone che tormentavano e anche le prime cotte.
Prima che mi mettessi con Lorenzo, avevo avuto una piccola cotta per il ragazzo che in questo momento era al mio fianco.
Non gliene avevo mai parlato per non danneggiare la nostra amicizia, anche se molto probabilmente sapeva benissimo di quel periodo.
Non ero bravo a nascondere ciò che sentivo, e in quel periodo ero particolarmente pessimo.
Avevo iniziato ad andare a fuoco anche solo se mi sfiorava, avevo iniziato a non fare altro che pensare a lui e sorridergli come un perfetto idiota anche quando la conversazione era molto seria.
Lui non ne l'aveva mai detto, ma eri certo che l'avesse capito.
Prima di trasferisci avevo paura, paura che con il tempo questa convivenza avrebbe fatto riaffiorare sentimenti che ero sicuro si fossero spenti.
Fortunatamente, per il momento non erano riaffiorati.
Se fosse successo, non avrei saputo come gestirli.
"Non lo so, Edo. È l'unico ragazzo che io abbia mai avuto, e mi sento preso da lui."
Portò lo sguardo nel mio provando a capire se fossi sicuro.
Piegai le labbra in un sorriso mentre lui scuoteva la testa ridendo leggermente.
"Diego, so che non te lo dico spesso...ma ti voglio bene. Se dovessi avere bisogno di parlare, puoi farlo. Anche se non mi va a genio Lorenzo, sei il mio migliore amico. Vederti stare male è l'ultima cosa che voglio."
Eravamo l'esatto opposto sotto questo aspetto.
Io ero una persona che amava l'affetto, lui, invece, non lo sopportava più di tanto.
I suoi 'Ti voglio bene" erano molto rari, ma non avevo bisogno me lo dicesse per sapere quanto tenesse a me.
Anche se non con le parole, lo aveva sempre dimostrato con i fatti.
Ma in quel momento, avevo proprio bisogno di un abbraccio.
"Posso abbracciarti?", gli chiesi lentamente facendogli alzare gli occhi al cielo.
"Se non ti ci abitui troppo va bene." Ridendo mi buttai tra le sua braccia mentre lui mi dava una pacca sulla schiena.
"Dai, ora staccati. Non esagerare."
Era impossibile per me non credere nell'amicizia quando avevo lui.
Era tutto per me.

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